:: CAMBIARE RELIGIONE?
Ogni uomo ha una propria religione, trovata bell'è pronta
o costruita da lui stesso. Anche l'irreligiosità è
una forma di religione. Il cristiano ricorre ad un'astuzia, ad
una frode quando, evangelizzando, afferma che un'effettiva conversione
a Cristo non implica necessariamente un cambiamento di religione.
È vero che il cambiamento di religione è ritenuto
da molti un grave peccato, ma quasi nessuno, fra quanti la religione
se la sono trovata già preparata, si interessa di sapere
se è quella vera, buona, giusta, efficace ai fini di un'autentica
redenzione, di un'esistenza degna e di una vita eterna. Il peccato
grave sta invece nel soffocare, rifiutare, tradire la verità
per opportunistiche convenienze prettamente materiali o pseudospirituali.
Gesù ordina ai cristiani, a quelli di fatto e non soltanto
di nome, di andare in un mondo pieno di religioni, per predicare
l'Evangelo
"ad ogni creatura". Se queste religioni fossero
giuste e garantissero la vera redenzione, sarebbe assurdo, ozioso
divulgare fra esse l'Evangelo di Cristo. Ma quando l'Evangelo
le raggiunge, si impone il loro annientamento (1°
Corinzi 1:18-21) e, per chi le pratica, una vera e propria
rivoluzione spirituale, cioè un radicale
cambiamento
di religione.
È comunque probabile che qualche cristiano, timoroso di
toccare la suscettibilità dell'interlocutore, nel premettere
che non si tratta di
"cambiare religione", intenda semplicemente
affermare che è inutile passare da una religione ad un'altra
se entrambe non sono altro che un ammasso di formalità,
di eresie, di riti più o meno suggestivi, di tradizioni
umane, di regole di vita edulcorate, di sforzi sovrumani per assopire
la coscienza e per guadagnarsi il paradiso.
DI FRONTE ALLA REALTÀ
In effetti la coscienza umana tende a controbilanciare i propri
fallimenti morali ricorrendo a rimedi spirituali che, a livello
di religioni escogitate dagli uomini (anche se ideate da grandi
pensatori), trascendono però in aridi spiritualismi. Una
delle tendenze religiose più diffuse, per giustificarsi,
è quella di coprire con un po' di bene o altrettanto bene
il molto male che si fa. Da ciò scaturisce la pratica delle
offerte alla propria istituzione religiosa, della beneficenza,
dei sacrifici fisici, della mortificazione della carne.
Se ciò bastasse a giustificare l'uomo, ad aggiustare la
sua posizione con Dio, il Cristo Redentore sarebbe venuto inutilmente
nel mondo. Infatti, e prima e dopo di lui molti cosiddetti mistici
hanno raccomandato questo comportamento.
Questa procedura è stata definita da Gesù Cristo:
annullamento della Parola di Dio per far prevalere la tradizione
umana; e dall'apostolo Paolo:
religiosità apparente, infruttuosa (Marco 7:8-13; Colossesi 2:20-23)
. Ma quando Dio fa da
specchio all'uomo, allora l'uomo esce con espressioni tipo le
seguenti: "Siamo sempre daccapo a peccare
ci potremo
salvare (da noi)? Tutti siamo diventati come persone contaminate,
tutta la
nostra giustizia è come un panno
lordato (alla lettera: da mestrui)". E ancora: "
Io sono carnale, venduto schiavo al peccato perché il bene
che voglio, non lo faccio, ma il male che non voglio, quello faccio
misero me uomo! chi mi libererà da questo corpo di morte?".
Questa inconfutabile e tragica condizione è confermata
da Gesù Cristo quando dice:
"Cercate
prima il regno e la giustizia di Dio", contrapponendo
questa giustizia positiva a quella negativa dell'uomo.
IL DIVINO RIMEDIO
Assodata la precedente verità, c'è però un
rimedio. La risposta di Dio è:
"Dite
a quelli che hanno il cuore smarrito (Matteo
11:28-30):
'Siate forti, non temete!'
Ecco il vostro Dio!
Verrà Egli stesso a salvarvi."
"Oggi, nella città di Davide (Betlemme), vi è
nato un Salvatore, che è Cristo, il Signore."
"Dio ha tanto amato il mondo da dargli il suo Unigenito Figlio,
affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita
eterna."
"Perché. mentre eravamo ancora sopraffatti dalle debolezze,
Cristo, a suo tempo è morto per gli empi
Dio mostra
la grandezza del suo amore per noi, in quanto che, mentre eravamo
ancora peccatori, Cristo e morto per noi."
Da parte di Dio non ci poteva essere risposta migliore di questa.
Come si può notare, nella precedente breve esposizione
del piano di salvezza di Dio non appare mai il nome di una specifica
religione, ma ripetutamente quello di un uomo, del vero uomo e
vero Dio, Gesù Cristo. Chi vuole salvarsi deve dunque
cambiare
religione o, meglio, abbandonare ogni sistema religioso autogiustificante
e comunque impotente a giustificare, per aderire invece alla persona
di Gesù Cristo che, col Suo sacrificio, giustifica gratuitamente
chiunque gli dia fiducia.
Non si possono servire fedelmente due padroni: o una religione
umana o Gesù Cristo. Scegliere Gesù Cristo implica
l'ascolto e l'osservanza del Suo insegnamento e l'abbandono di
tradizioni, regole di comportamento e rituali dati per Suoi, ma
in contrasto coi Suoi.
Credi nel Signore Gesù e sarai salvato! Credi a invenzioni
religiose umane e sarai perduto! Un falso e pericoloso ecumenismo
riunisce le più diverse religioni per pregare (quale Dio?) e per promulgare la pace fra le stesse e nel mondo. Ma la verità,
cioè Cristo, afferma da sempre:
"Io
sono la via, la verità e la vita, nessuno viene al Padre
se non per mezzo di me
chi non è con me è
contro di me
. Io vi do la mia pace, io non do come il mondo
da." Questo esclusivismo di Cristo (che ha sempre
dato fastidio all'anticristo) è così tanto potente
e inconfutabile che molte religioni, dichiaratamente pagane, nel
tentativo di apparire affidabili, hanno compreso fra le loro false
divinità anche Gesù Cristo, senza comunque riconoscerLo
come Dio, senza dargli la preminenza che Gli compete. Ma Cristo
Gesù non si assoggetta a simili manipolazioni: la verità
si fa strada da sé. È dunque determinante per l'uomo
decidere se appartenere ad un sistema religioso terreno o a Gesù
Cristo: la vita è in quest'ultimo.
Nel raggiungere coloro che sono ancora schiavi del peccato e avviluppati
in reti pseudoreligiose, i cristiani siano dunque decisi a far
capire che la rigenerazione, la
"Nuova Nascita" che
Gesù produce in chi ha fede in Lui, comprenderà
sempre, esigerà, anche un completo cambiamento di religione:
dall'ebraismo a Cristo, dal buddismo a Cristo, dall'induismo a
Cristo, dal cattolicesimo a Cristo, dal protestantesimo a Cristo,
dall'ateismo e agnosticismo a Cristo, dal materialismo, dal culto
di se stessi a Cristo!
Germano Giuliani
da:
"Cristiani Oggi" 23/91