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Una cosa che oggi non può essere messa in dubbio è la decadenza morale della società umana in tutte le sue ramificazioni.  Guardarsi intorno significa vedere tanta gente barcamenarsi in un mondo di astuzie e di imbrogli per avanzare nei diversi campi dell’industria, del commercio, della politica e finanche della religione. L’imbroglio è stato elevato a norma accettata del vivere civile, specialmente in molte nazioni del così detto terzo mondo. Ma anche nelle nazioni di antiche civiltà sembra che non si possa più vivere se non arrabbattandosi in qualche maniera a circonvenire le leggi ed i costumi morali, pur di raggiungere la mira di avanzamento sociale, politico o morale.
 

Recente mi è capitato di leggere in una rivista italiana un articolo dal titolo «Perché rubano tanto?»
 in riferimento ad alcuni membri presenti e passati del governo e del parlamento italiano. Quando qualche mese fa fu formato l’ultimo governo in Italia, il presidente Pertini raccomandò di scegliere solo persone oneste, e cioè persone che nel passato non erano incappate in nessuno scandalo. Manco a dirlo, appena il nuovo governo fu formato, si scoprì che alcuni dei suoi ministri e sottosegretari erano stati coinvolti in azioni poco chiare. Ma bisogna dire che questo non è solo problema italiano: è più diffuso di quanto si finge di credere, ed investe ormai la maggioranza dell’umanità.
Da una recente Inchiesta pubblicata dalla nota rivista Business Week, risulta che la decadenza della moralità è causata dall’inflazione che infuria in modo incontenibile in certe nazioni, specialmente del sud America, ormai da più dl 20 anni. La rivista dice che quando le cose vanno bene, gli uomini guardano con serenità al futuro e vivono al presente onestamente, contentandosi di quel che guadagnano, poiché è sufficiente per le necessità della vita. Ma di fronte all’inflazione, i valori morali di onestà, di industriosità e di risparmio non soltanto non sono garanzia di un futuro solido ma rappresentano invece un corso d’azione irrazionale. Perché risparmiare quando il futuro si presenta così nebuloso? Perché essere onesti? A queste domande la maggioranza dell’umanità risponde che I’azione più razionale è dl cercare di arraffare più che è possibile, col minimo sforzo possibile, in qualunque maniera possibile.
Se, come abbiamo già detto, questa è una storia comune in Italia, dove tutti più o meno si arrangiano (come si dice), anche nel resto del mondo non si scherza, come leggiamo ogni giorno nei giornali. Recentemente in America si è parlato molto di due scandali che hanno causato nel pubblico americano un brusco risveglio. Il primo ha rivelato che senatori e deputati hanno accettato migliaia di dollari da agenti della polizia federale (che si atteggiavano a ricchi arabi), promettendo in cambio favoritismi di vario genere. Il secondo ha coinvolto la chiesa cattolica, perché alcuni padri dell’ordine monastico di S. Paolo hanno frodato di vari milioni di dollari centinaia dl fedeli in investimenti fasulli. E questi sono solo due esempi. In America si era creduto fin dal principio alla possibilità utopistica dl stabilire una nazione in cui gli abitanti sarebbero vissuti contenti e soddisfatti, perché provvisti di tutto da una produzione agricola capace di sfamare il mondo intero e da una produzione industriale basata sulla tecnologia più avanzata. Ma il sogno non si è mai avverato appieno; ed ora l’inflazione con tutte le sue conseguenze lo fanno apparire come un fallimento completo. Ma già da prima era stato dimostrato, che le ricchezze non danno felicità. Guardate, per esempio, alla vita e alla morte dell’uomo più ricco del mondo, Howard Hughes; con tutti i suoi miliardi (di dollari!) ha vissuto una vita di miseria, anche se auto inflitta, ed è morto come il più misero degli esseri umani.
Che cosa si può fare per curare questo malanno della decadenza morale? Le leggi ed il carcere si sono dimostrati impotenti di fronte a questa valanga, in cui sono coinvolti proprio coloro che dovrebbero fare le leggi cioè deputati, senatori, governanti, a nostro avviso, prima di tutto, bisogna andare alla radice del male. A costo di ripeterci, dobbiamo dire che questo rigurgito di decadenza morale, che a sua volta produce delitti, violenze, omicidi e tutto il resto, è un frutto della mancanza di timore di Dio.
Molti anni fa mi trovavo a parlare con un professore universitario dichiaratamente ateo. Negava l’esistenza di Dio come io l’avevo negata una volta. Gli raccontai la mia esperienza e già dissi che quando non credevo in Dio non c’era remora, non c’era fieno, per me. La parola «moralità» non aveva significato; tutto mi era lecito. Gli dissi: «Non avere paura di creare dei mostri quando insegnate ai giovani che non c’è Dio, un Dio che un giorno giudicherà e condannerà?» Mi rispose che la filosofia aveva ormai accertato il fatto che Dio non esiste e che quindi doveva insegnarlo: le conseguenze non lo riguardavano.
Le conseguenze le vediamo oggi.
I giornali riportano che il figlio della nota atea Madalyn Murray O’Hair, che nel 1963, ad istigazione della madre, portò le autorità scolastiche americane in tribunale, riuscendo a far abolire nelle scuole pubbliche la lettura della Bibbia e la preghiera, oggi ammette di aver commesso un grave errore. In un articolo pubblicato nell’American Statesman, dice che si sente responsabile della «distruzione dell’unico sostegno morale della gioventù americana».
 Ed aggiunge: «Guardando indietro ai 33 anni di vita che ho irrimediabilmente perduto senza fede e senza Dio, prego che Dio mi dia grazia di correggere almeno in parte alcuni degli errori che ho commesso».
 Dopo aver ricordato che aveva 16 anni quando fece causa alle scuole americane, conclude: «Ora ritengo che la parte che ho avuto nell’abolizione della preghiera nelle scuole pubbliche sia stato un delitto».
 L’umanità dovrebbe svegliarsi. Solo un ritorno a Dio può salvarla dalla distruzione.
Che cosa fanno i credenti di fronte al dilagare di questa decadenza morale? La cosa più logica, ovviamente, sarebbe di unirsi insieme, infiltrare la società, mostrare agli uomini la strada unica per la loro salvezza. Ma non sempre la logica viene seguita. E così vediamo che i credenti si chiudono nei loro locali, nelle loro dottrine peculiari, nelle loro tradizioni, nelle loro liturgie, e con inutili elucubrazioni cercano di spiegare i loro punti di vista. E intanto la società muore. Lo Spirito Santo sta parlando ai cuori, manifestandosi tra i credenti delle più disparate credenze teologiche, ma le Sue manifestazioni non vengono apprezzate cd accettate da tutti, anzi vengono ridicolizzati, rigettate o, al più, tollerate. Sarebbe ora che ci unissimo tutti insieme almeno su questo punto: portare Cristo ad un mondo che perisce perché non c’è nessuno che insegna la via della salvezza. Di fronte al male, invece di lamentarci e piagnucolare, facciamo qualche cosa, muoviamoci, alziamo la bandiera della fede, predichiamo la vittoria del Calvario e della Risurrezione.
Il mondo deve essere convinto che Dio c’è e che Dio vive. Come possiamo farlo? Dimostrandolo prima di tutto nella nostra propria vita e, poi, proclamandolo apertamente in testimonianza di quello che ha fatto per noi ed in noi. Smettiamo di combatterci gli uni gli altri (Galati 5:15) e dichiarando guerra totale al nemico delle anime; in questo momento sembra ch’egli abbia il dominio assoluto su molte di esse ma, la vittoria è nostra se lo Spirito di Dio e l’amore di Dio dimorano in noi.
    GUIDO SCALZI
da: Risveglio Pentecostale 01-1981    
 
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