Tutto l'evangelo Adi 8x1000 - 2015
Home | Forum | Newsletter | Audio mp3 | Scuola Domenicale | Eventi | Foto | Link
Inserisci il tuo indirizzo Iscrivimi Cancellami Leggi arretrati Leggi arretrati
L'angolo del Pastore
Nato di nuovo
Letture
Studi biblici
Meditazioni
Pensieri
Attualità
Pionieri
Bibbia online

Emittenti TV Cristiani Oggi

Il messaggio della settimana in mp3

Le frequenze di radio evangelo

La nostra comunità

Testimonianza PentecostaĆ²e

Chi siamo

Le nostre attività

Turno campeggio 2017

Giornalino L'informatore Evangelico

:: Funerali Spaziali

Ci chiediamo umilmente se i parenti di questi “astronauti di cenere”, che sanno di
avere i resti dei loro cari nello spazio, sappiano altrettanto bene dov’è l’anima loro?

Qualche anno fa, un’impresa funebre si era attrezzata per celebrare dei funerali nello spazio e fin dall’inizio le prenotazioni erano numerose. Il primo funerale spaziale, conclusione del fatale e funesto evento che è la morte, dovrebbe essere attuato all’insegna della spettacolarità. Così affermava un giornalista: “Sono saliti in cielo astronauti di cenere a bordo del carro funebre più veloce della storia. Ora girano sulla nostra testa in un cielo senza anime e senza speranza di resurrezione, ormai trasformato in una specie di pattumiera siderale, ingombro di satelliti morenti, di rottami spaziali, ora anche di ceneri umane”.
In merito alla morte la Bibbia afferma: “Mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra da
cui fosti tratto; perché sei polvere e in polvere ritornerai” (Gen. 3:19).
Una piccolissima porzione delle ceneri delle salme di scrittori, di attori, di registi e di scienziati, è stata versata dentro un contenitore di metallo grande come un astuccio di lucidante per labbra e “sparato” in orbita alla velocità di quasi undicimila chilometri l’ora e al prezzo di circa quattromila euro per astuccio. Lo stesso giornalista afferma che la garanzia offerta è quella che queste ceneri “per qualche tempo, da un minimo garantito di diciotto mesi ad un massimo di dieci anni, vagheranno in orbita prima di ricadere sulla terra e bruciare in un’ultima fiammata al rientro nell’atmosfera. Si muore una volta sola. Ma si può essere cremati due volte”. Dio invece ha deciso “… che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio” (Ebrei 9:27). Hanno portato la polvere del corpo nello spazio tra il firmamento celeste, opera che Dio ha creato: "I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l’opera delle sue mani" (Salmo 19:1).
Continua il cronista: “In una lunga coda bianca di fumo, tanto simile alla scia di una cometa, il carro funebre più veloce della storia è schizzato in alto, con i suoi astronauti di cenere a bordo”. Ci chiediamo umilmente se i parenti di questi ‘astronauti di cenere’, che sanno di avere i resti dei loro cari nello spazio, sappiano altrettanto bene dov’è l’anima loro? “Un rito fatto per i vivi coloro che hanno mandato alla volta celeste due tubetti con la cenere dei loro cari (una di scorta, nel caso il primo lancio andasse storto) sostengono d’essere felici al pensiero che il padre, il marito, il nonno (i primi astronauti di cenere erano tutti maschi), orbitano sopra la testa dei viventi. E non ci si può neppure scandalizzare troppo di fronte ad un rituale che non è più stravagante delle liturgie e dei sepolcri inventati dagli uomini per esorcizzare il dolore degli altri e la loro mortalità”, dichiara lo scrittore.
Da persone sagge, mentre siamo su questa terra, piuttosto di preoccuparci di prenotare un “funerale spaziale” dovremmo pensare alla sorte eterna dell’anima nostra: “C’era un uomo ricco, che si vestiva di porpora e di bisso, e ogni giorno si divertiva splendidamente; e c’era un mendicante, chiamato Lazzaro, che stava alla porta di lui, pieno di ulceri, e bramoso di sfamarsi con quello che cade va dalla tavola del ricco; e perfino i cani venivano a leccargli le ulceri. Avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abraamo; morì anche il ricco, e fu sepolto. E nell’Ades [soggiorno dei morti], essendo nei tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abraamo, e Lazzaro nel suo seno” (Luca 16:19-23).
In un commento, il parente di un “astronauta di cenere” afferma: “Ogni volta che guardo il cielo, ora so che lui è lassù perché è morto sognando la vita nello spazio per tutta l’umanità. Lui, nel suo tubetto di metallo sparato a undicimila chilometri l’ora di velocità sul razzo Pegasus, non può smentire né confermare. Ma forse troverebbe amaramente ironico il fatto d’essere andato da morto, dove non riuscì mai ad andare da vivo”.
Sperare di avere dei funerali spaziali, per coronare l’evento della separazione eterna nel modo migliore, ci appare estremamente riduttivo rispetto alla certezza della resurrezione che Gesù ci ha lasciato: “Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e l’Ades restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere” (Apoc. 20:13); “Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo” (1 Tess. 4:16). Se una persona ha rifiutato l’invito di Gesù per la salvezza e per la resurrezione eterna, anche se riuscisse a mandare al cielo le proprie ceneri non potrà fare altrettanto con la propria anima: “Qual’è l’uomo che viva senza veder la morte? Che scampi l’anima sua al potere del soggiorno dei morti”. (Salmo 89:48)
Questa piccola parte di polvere di questi “astronauti di cenere” un giorno scomparirà, ma la loro anima dovrà comparire davanti al tribunale di Dio. La speranza di salire veramente in alto, “al di là del sol”, come recita un famoso inno evangelico, nel cielo della gloria della presenza di Dio per realizzare la vita eterna, esiste davvero, ma non si raggiungerà attraverso un funerale spaziale, bensì soltanto per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo: “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”. (Giov. 3:16) Francesco Davide Scianna

da: “Cristiani Oggi” 11/02
Formato pdf





Chi siamo | Dove siamo | Mappa del sito | Diritti d'autore

© www.tuttolevangelo.com 2002 - 2017 - Tutti i diritti sono riservati. È vietata ogni riproduzione anche parziale.
WEBMASTER - Direttore direttore@tuttolevangelo.com
Powered by FareSviluppo.it