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IL PETTEGOLEZZO: come proteggersene.
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"Se si
vuole evitare di far del male agli altri o di essere prima
o poi annoverati tra le vittime della maldicenza, è
importante sapere dove si ferma la conversazione inoffensiva
e dove inizia invece il pettegolezzo nocivo".
Il pettegolezzo può essere divertente e stimolante,
ma anche vendicativo e distruttivo. Perché una
banale o anche "amichevole" conversazione
molto spesso degenera in pettegolezzi nocivi? |
Come evitare lo slittamento in forme che si rivelano dannose per
la salute spirituale di credenti e comunità?
Il potere del pettegolezzo
Il pettegolezzo ha un potere formidabile. Spesso e volentieri
è alla base di litigi, contrasti e disordini pubblici;
può infrangere i legami familiari e rovinare carriere promettenti.
Tra gli altri mali di cui lo si rende responsabile, figurano le
notti insonni, il dispiacere e la tristezza. Probabilmente siamo
già stati anche noi vittima di un pettegolezzo, ma se non
lo siamo stati c'è da aspettarsi che un giorno o l'altro
qualcuno tenterà di
"spararci alle gambe",
cercherà di dir male anche di noi.
Non soltanto il pettegolezzo resiste, ma è fiorente. Fino
ad ora, nessuna legge e nessun metodo umano è stato capace
di stroncare i suoi effetti devastanti. È dappertutto,
lo si trova nelle famiglie come nelle comunità, nei circoli
elitari come negli ambienti popolari, nella politica e perfino
nell'ambito religioso. È comunque quasi quanto il respirare.
Certamente, la maldicenza rivela un aspetto ripugnante della natura
umana, quando ci si alletta nell'offuscare la reputazione di chi
ci circonda, nel distorcere la verità e nel frantumare
la serenità dell'esistenza altrui. Perciò, se si
vuole evitare di far del male agli altri o di essere prima o poi
annoverati tra le vittime della maldicenza, è importante
sapere dove si ferma la conversazione inoffensiva e dove inizia
invece il pettegolezzo nocivo.
Il fascino perverso della maldicenza
Le innocue conversazioni da salotto spesso degenerano in dicerie
maliziose e incontrollate. Talvolta, le parole oltrepassano i
limiti trasformandosi in calunnia pura e semplice, che viene definita
come
"una imputazione menzognera che attenta alla reputazione,
all'onore di qualcuno": "Il
vento del nord porta la pioggia, e la lingua che sparla di nascosto
fa oscurare il viso" (Prov. 25:23). Un'altra traduzione
così rende il versetto:
"Il
vento del nord genera la pioggia, e le maldicenze provocano la
collera altrui".
Tenuto conto del suo potenziale distruttivo, come spiegare che
il pettegolezzo esercita spesso una tale attrattiva, che sia cioè
così irresistibile? E ancora, dove si situa la linea di
demarcazione tra considerazione inoffensiva e diceria perniciosa?
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Molto spesso, le conversazioni inoffensive
slittano su un terreno improprio oltressando i limiti
dell'educazione e del buon gusto. I fatti vengono adornati,
ingranditi o deformati. Spesso la risata prorompe proprio
quando si riesce ad umiliare gli altri. Gli affari privati
vengono svelati, le confidenze tradite, la reputazione
compromessa o addirittura distrutta. La recriminazione,
il mormorio e la critica sono capaci di offuscare anche
le azioni più meritevoli. Che vi sia o non vi sia
la deliberata intenzione di nuocere non è di |
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grande consolazione per la vittima. Perciò
si è paragonato il pettegolezzo pernicioso a del fango
gettato su di un muro tinteggiato di recente: anche se non resta
incollato, lascia sempre una macchia.
La maldicenza è un mezzo pratico per iniziare ad intrattenere
una conversazione e di farsi così accettare dall'interlocutore.
Infatti, è dimostrato dall'esperienza che generalmente
le persone provano un interesse molto più profondo nell'ascoltare
delle dicerie negative che delle parole costruttive.
Alcuni sembrano anche provare piacere nel dare conto di ciò
che li scandalizza, perciò si abbandonano a rivelazioni
sensazionali e salaci. Il pettegolezzo costituisce quindi un eccellente
mezzo per attirare l'attenzione su di sé: più la
diceria pesca nello scandaloso e lo scabroso, maggiore sarà
il suo potere di attrazione e di far colpo sull'ascoltatore. Raramente,
invece, ci si preoccupa di fornire delle prove da indicare come
fondamento alle affermazioni pronunciate. Proprio per questa sua
capacità di solleticare le passioni e di far leva sul sensazionale,
la maldicenza conserva intatto il suo fascino perverso, che miete
vittime anche in una società cosiddetta
"avanzata"
come la nostra e appare irresistibile anche alle menti più
raffinate.
Il pettegolezzo malevolo: la calunnia
L'invidia e l'odio sono spesso all'origine della forma più
distruttiva del pettegolezzo: la maldicenza, il pettegolezzo malevolo
ovvero la calunnia.
Certuni parlano dei loro simili con una intenzione volutamente
cattiva. Il motivo è talvolta un desiderio di vendetta
nato dalla gelosia o da un'offesa ricevuta oppure dall'invidia
opportunamente dissimilata o ancora da una naturale, insana predisposizione
alla mistificazione della realtà. Quale sia la causa l'origine
invece è certa, infatti
"è
dal di dentro , dal cuore degli uomini, che nascono cattivi pensieri...
calunnia..." (Marco 7:21,22). Chi si dedica alla
diffamazione cerca comunque di favorire i propri interessi rovinando
la reputazione altrui. Anche se la calunnia è indubbiamente
la più condannabile delle forme di pettegolezzo, ogni intenzione
nefasta e maligna rivela mancanza di responsabilità e costituisce
un danno alla morale.
Come evitare gli effetti dannosi della
maldicenza?
Le conversazioni inoffensive ed informali a proposito di amici
e di conoscenze si propongono molto spesso come uno strumento
di comunicazione ed un mezzo per intrattenere delle relazioni
con i nostri simili. Tuttavia nulla può giustificare il
pettegolezzo pernicioso, né la calunnia. Le dicerie così
propalate fanno male e lasciano profonde ferite. Possiamo anche
rovinare delle buone relazioni, compromettere la reputazione e
la serenità dei nostri simili. Come fare per restare nei
limiti del convenevole e non cadere nel pettegolezzo dannoso?
Come evitare di essere voi stessi vittima di questa perversa abitudine?
La Bibbia offre alcuni consigli mai forniti finora sull'argomento,
nemmeno dalle menti più illuminate che l'umanità
possa vantare.
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a.
Controllare la propria lingua:
"Nella moltitudine delle
parole non manca la colpa, ma chi frena le sue labbra
è prudente" (Prov. 10:19) Vale
a dire, "Riflettiamo prima di parlare".
Prima di dire qualunque cosa su di qualcuno, domandiamoci:
"Oserò ripeterlo
in sua presenza? Che cosa avrei pensato se ciò
fosse stato detto di me? (cfr. Matteo 7:12).
Nel Salmo 39, versetto 1, si legge:
"Farò attenzione alle mie vie per non peccare
con la mia lingua; metterò un freno alla mia bocca";
b. Non
prestare ascolto alla maldicenza.
Le chiacchiere incontrollate non sono le sole da mettere
sotto accusa; coloro che prendono piacere ad ascoltarle
hanno anche la loro parte di responsabilità!
Il semplice fatto di ascoltare può essere interpretato
come una approvazione silenziosa e rappresen
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tare al tempo stesso un modo per favorire la propagazione delle dicerie perniciose:
"Il malvagio dà ascolto alle
labbra inique, e il bugiardo dà retta alla cattiva lingua"
(Prov. 17:4).Di conseguenza quando una conversazione scivola su
un terreno scabroso, dobbiamo avere il coraggio di dire:
"Forse
è il caso che parliamo di qualcos'altro!" E se
i nostri amici si rivelano dei pettegoli inveterati, è
opportuno cercare altre compagnie!
"Chi
va sparlando palesa i segreti; non t'immischiare con chi apre
troppo le labbra" (Prov. 20:19). Una traduzione
rende il verso nel modo seguente:
"Evita
quindi la gente che parla molto". Sarebbe d'altronde
sorprendente se prima o poi non diventassimo proprio noi l'oggetto
di conversazione!
c. Non reagire in modo eccessivo al pettegolezzo.
La maggior parte delle persone ama spettegolare finché
non sono loro ad essere chiamate in causa. Immaginiamo, però,
che si faccia correre sul nostro conto una storia menzognera o
delle cattive dicerie. È possibile talvolta risalire alla
sorgente e rettificare con calma le cose. Che fare, poi, se questo
risulta impossibile? Andare in collera non servirebbe a nulla.
Infatti chi è pronto ad andare in collera compie degli
atti insensati avverte la Bibbia (cfr. Prov. 14:17). Dalla bocca
di Salomone ci viene questo consiglio:
"Non
porre dunque mente a tutte le parole che si dicono (...); poichè
il tuo cuore sa che sovente anche tu hai maledetto gli altri"
(Eccl. 7:21,22). Il pettegolezzo
"fa parte della vita"
ed è probabile che in un momento o nell'altro noi ci siamo
anche lasciati andare!
d. Non
gettare benzina sul fuoco.
Se la diceria continua a diffondersi, chiediamoci se non siamo
noi a fornire agli altri materia per spettegolare! Può
succedere infatti che proprio con un comportamento dubbioso suscitiamo
dei sospetti. Quindi se siamo noi ad essere vittima della calunnia,
perché non domandarci se la nostra condotta, il nostro
comportamento di fronte agli altri non portano acqua al mulino
dei nostri denigratori?
Forse potremmo contribuire a far sì che cessino le dicerie
cambiando qualche cosa nel nostro stile di vita:
"Quando
manca la legna, il fuoco si spegne" (Prov. 20:26);
"Non v'ingannate; non ci si può
beffare di Dio; poichè quello che l'uomo avrà seminato,
quello pure mieterà" (Gal. 6:7);
"Perciò
chi si pensa di stare ritto, guardi di non cadere"
(I° Cor. 10:12).
e. Occuparsi
degli affari propri.
Eviteremo molti dispiaceri, agli altri e a noi stessi, applicando
alla nostra vita questo saggio consiglio:
"Tutte
le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte
le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama,
quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano
oggetto dei vostri pensieri… e l'Iddio della pace sarà
con voi" (Fil. 4:8,9).
Come dimostrano queste parole, Dio in persona s'interessa al modo
in cui noi parliamo degli altri. Gesù Cristo ha lasciato
questo avvertimento:
"Or io vi dico
che d'ogni parola oziosa che avranno, detta gli uomini renderanno
conto nel giorno del giudizio; poiché dalle tue parole
sarai giustificato, e dalle tue parole sarai condannato"
(Mat. 12:36,37; cfr. anche Salmo 52:3-6). Desideriamo intrattenere
buoni rapporti con gli altri, conservare la pace interiore e,
sopratutto, onorare il Signore, nella nostra vita? Allora seguiamo
il consiglio della Parola di Dio:
"Voi… siete stati ammaestrati da Dio ad amarvi gli uni gli altri:…
Ma v'esortiamo fratelli, che vie più abbondiate in questo,
e vi studiate di vivere in quiete, di fare i fatti vostri e di
lavorare con le vostre mani" (I° Tess.4:9-11).
Interessiamoci agli altri ma in modo amorevole e nei limiti della
buona educazione. Soltanto così riusciremo a mantenerci
lontano dal pettegolezzo malevole e dannoso.
da:
Cristiani Oggi