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Il suicidio

Dati statistici rivelano che molte persone depresse ogni giorno vorrebbero togliersi la vita, ma non hanno il coraggio di farlo. Altre hanno tentato più volte il suicidio senza riuscirci, giungendo così alla terribile conclusione di non essere capaci di far niente, neanche di morire … Ciò che stupisce è che si tratta di persone che apparentemente, non avrebbero nessun motivo per desiderare la morte: sono giovani, in buona salute, hanno un lavoro, una famiglia, una vita “normale”!
Ma dietro questa facciata di “normalità”, si cela un abisso di sofferenza e disperazione, invisibile agli occhi del mondo, e spesso, invisibile persino agli occhi dei familiari e degli amici più cari. Le statistiche sul suicidio dicono che, ogni giorno, in Italia si tolgono la vita almeno dieci persone. E fra questi suicidi, molti hanno meno di trent’anni. Il suicidio non è quasi mai una decisione improvvisa. Poche persone, se non hanno qualche disturbo psichiatrico grave o si trovano a vivere in circostanze  estreme, si suicidano in preda ad un raptus di disperazione. In genere, il suicidio è il punto di arrivo di un itinerario mentale lungo e tortuoso, che comporta decisioni, indecisioni e decisioni contrarie a quelle prese in precedenza.
Spesse volte il cammino che conduce al suicidio induce la persona che sta male a prendere in considerazione l’idea di porre fine alla sua esistenza. Non c’è una vera intenzione di suicidarsi, ma il suicidio è preso in considerazione come una possibile soluzione ai propri problemi, viene visto come una specie di ultima opzione da utilizzare nel caso la propria situazione diventasse insopportabile. In questo modo, l’aspirante suicida comincia a familiarizzare con l’idea della propria morte, che viene vista in chiave positiva. La morte non fa più paura e il pensiero di porre fine alla propria esistenza diventa capace di portare conforto e sollievo. In questa fase, possono comparire delle fantasie romantiche sulla propria morte; dove andare a morire, cosa indossare mentre si ingerisce del veleno e si dice addio al mondo crudele … L’aspirante suicida comincia quindi a prendere seriamente in considerazione l’idea di uccidersi. La persona depressa si trova a combattere contro sentimenti ambivalenti, fra la voglia di vivere e quella di morire, fra disperazione e speranza. Successivamente l’aspirante suicida ha maturato la decisione di sopprimersi. Spesso, è deciso ad andare fino in fondo, ma, in molti casi, l’istinto di sopravvivenza ha la meglio e all’ultimo minuto torna sui suoi passi …
Le cause che scatenano in una persona apparentemente felice e con una vita “normale” il desiderio della morte sono diverse; alcuni suicidi sono persone che soffrono di gravi disturbi psichiatrici, altri scelgono il suicidio perché sono anziani, soli e/o gravemente malati. Tuttavia, moltissimi suicidi sono commessi da persone giovani e sane, che soffrono di depressione.
  • a) Alcune cause di suicidio sono di natura esistenziale: alcune persone non riescono a trovare un senso alla propria esistenza, niente le appassiona o le emoziona più. Non si sentono depresse, semplicemente si sentono vuote e spente. Apparentemente hanno una vita normale o addirittura soddisfacente, ma dietro la maschera di normalità, si nasconde una profonda insoddisfazione. Queste persone non credono più in niente e in nessuno: si sentono indifferenti, disincantate, annoiate della vita, senza più sogni. La vita non è più un dono prezioso ma è un vano agitarsi prima della morte. La loro esistenza non è che una morte vivente e allora perché non affrettare l’inevitabile, risparmiandosi la fatica di vivere?
    In questo caso, anche se non c’è una depressione conclamata, la persona che pensa al suicidio, vive in uno stato di silente disperazione. L’impossibilità di trovare un senso alla propria esistenza, la noia continua, l’incapacità di amare sono problemi gravi che mascherano una profonda depressione.
  • b) Per alcuni il suicidio è un gesto dettato dalla disperazione: in questo caso la persona che medita il suicidio, è in uno stato di disperazione. Ha subìto un trauma, ha perso una persona cara, ha avuto una delusione in un settore su cui aveva puntato tutta la sua esistenza. Viste dall’esterno, queste delusioni possono sembrare, in molti casi, banali: molti giovani si suicidano per una bocciatura a scuola, per una delusione sentimentale o di amicizia. Ovviamente, quello che conta non è tanto l’evento in sé, ma il significato che questo evento assume per la persona che sta male.
    Perciò, può succedere che quello che agli occhi del mondo può apparire come un piccolo insuccesso, abbia un effetto devastante sull’autostima in costruzione del giovane.
  • Un fallimento scolastico diventa allora la prova che si è dei falliti, una delusione d’amore diventa la prova che si ha un carattere poco amabile e che nessuno potrà mai amarli. Si può essere depressi, anche senza che ci sia stato un evento esterno scatenante. Alla base di molte depressioni c’è la mancanza d’amore: chi prende in considerazione il suicidio, sente che a nessuno importa se lui vive o muore. La persona depressa fa un bilancio totalmente negativo della sua esistenza che non offre nessun prospettiva di miglioramento: il futuro sarà orribile come il presente o anche peggio.
    Il suicidio appare, allora, come l’unico mezzo per porre fine alle proprie sofferenze che vengono vissute come intollerabili. Alcune volte, il suicidio può avere delle motivazioni “altruistiche”: chi si toglie la vita, è sinceramente convinto di essere un fallito e di aver deluso le aspettative degli altri. È persuaso di essere un peso per i propri cari ed è convinto che gli altri starebbero meglio senza di lui o di lei.
  • c) Il suicidio come vendetta: spesso le persone che pensano al suicidio non si sentono amate e considerate. Il suicidio diventa l’unico modo per essere finalmente visti e apprezzati dalle persone che li circondano. L’aspirante suicida è convinto che solo con un gesto estremo come quello di togliersi la vita, potrà far sì che gli altri si accorgano finalmente di lui. Il suicidio diventa un modo per vendicarsi dell’indifferenza o della cattiveria di amici e parenti: costoro saranno costretti a vivere tutta la loro vita, portandosi dietro il peso insostenibile della colpa e del rimorso. Spesso, con la propria morte, il suicida vuole colpire la persona che più l’ha fatto soffrire in vita: può trattarsi di un genitore, del partner, del gruppo di amici, di un ex fidanzato/a. Ma dietro alla rabbia, c’è sempre una richiesta d’amore: l’aspirante suicida spera di ottenere con la sua morte quell’affetto e quella considerazione che non è riuscito ad ottenere da vivo.
  • d) Il suicidio come mezzo per ricongiungersi con una persona amata: chi soffre tantissimo per la morte di una persona cara, può decidere di porre fine alla propria esistenza perché pensa di ricongiungersi con l’amato/a nell’aldilà.

  • Se forse in qualche occasione ti è balenato nella mente il pensiero del suicidio, sappi che questo non è il pensiero di Dio per te, non rientra nella Sua volontà, Egli ha pensieri di pace per te e non di male, per darti un avvenire e una speranza (Geremia 29:11). Dio ti ha donato la vita e non vuole che tu te la tolga!
    Se sei in vita è perché Dio lo ha voluto, Davide ispirato dallo Spirito Santo affermava: “Poiché sei tu che hai formato le mie reni, che m’hai intessuto nel seno di mia madre”. (Salmo 139:13).
    Dio desidera che tu sia felice, che non regni in te noia, disperazione, o vuoto assoluto! Dio vuole donarti una vita esuberante (Giovanni 10:10), sprizzante di gioia; vuole darti pace, serenità, soddisfazione piena. Nella Bibbia con il termine “vita” non si intende solamente esistere, ma raggiungere una pienezza di vita; solamente una vita piena, merita nella Parola di Dio il nome di vita! Vita equivale a benedizione e pace ove per benedizione si intende ogni tipo di prosperità; e pace è il bene supremo comprensivo di tutti i beni! Tutto ciò la si può realizzare soltanto se si permette al Signore Gesù di regnare nel proprio cuore, perché Egli è la Via, la Verità e la Vita (Giovanni 14:6).
    Il desiderio di una coppia che si ama è mettere alla luce un figlio, ma se Dio non vuole, il figlio non nasce! Se tu sei in vita è perché Dio lo ha voluto e perché ha un piano per te! Tu non sei nato per “sbaglio”, tu eri e sei nella “mente” di Dio!
    “Prima che io ti avessi formato nel grembo di tua madre, io ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, io ti ho consacrato e ti ho costituito profeta delle nazioni…” (Geremia 1:5);
    “…e non è servito da mani d’uomini; come se avesse bisogno di alcuna cosa; Egli, che dà a tutti la vita, il fiato ed ogni cosa” (Atti 17:25);
    “E l’Eterno Iddio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale, e l’uomo divenne un’anima vivente” (Genesi 2:7).
    La vita è un dono di Dio e come tale devi essere riconoscente a Lui per il dono che ti ha fatto! Il Signore Gesù ha insegnato quanto sia importante il valore della vita umana: “Cinque passeri non si vendono per due soldi? Eppure non uno d’essi è dimenticato dinanzi a Dio; anzi, perfino i capelli del vostro capo son tutti contati. Non temete dunque; voi siete da più di molti passeri” (Luca 12:6, 7). Con questo paragone Gesù ricordava ai Suoi discepoli una consuetudine molto comune all’epoca, una specie di “tre per due”, cioè paghi due e prendi tre… Infatti, a chi comprava quattro passeri per due soldi ne veniva dato uno in omaggio. Se il commerciante non valutava il quinto volatile, afferma Gesù, Dio invece non lo trascura! Figuriamoci tu che sei una sua creatura! I capelli del tuo capo sono contati! Ed un solo capello non cade se Dio non lo permette!
    Se la vita che stai affrontando non ti piace, non trovi piacere in niente e nessuno, il Signore ti invita a donargli il tuo cuore e allora troverai il vero piacere, la vera soddisfazione il Lui: “ Figlio mio, dammi il tuo cuore, e gli occhi tuoi prendano piacere nelle mie vie” (Proverbi 23:26).
    Se pensi di non valere nulla, che non sei capace a fare nulla, che nessuno ti ama, sappi che queste sono menzogne perché per il Signore sei prezioso, sei pregiato, sei importante: “… tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo, io do degli uomini al tuo posto, e dei popoli in cambio della tua vita” (Isaia 43:4).
    Tu vali! Sei costato il sacrificio di Gesù sulla croce, Egli è morto per perdonare i tuoi peccati, per riscattarti dal peccato, per salvarti e per darti la vera vita: “… sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia” (1 Pietro 1:18, 19).
    Se ti trovi in uno stato di disperazione, se pensi che per te non c’è soluzione sappi che Gesù vuole essere la tua speranza: “Paolo, apostolo di Cristo Gesù per ordine di Dio, nostro Salvatore, e di Cristo Gesù, nostra speranza” (1Timoteo 1:1).
    La speranza non è fingere che non esistono i problemi ma sapere che questi non sono eterni, che le ferite si cureranno e le difficoltà si supereranno.
    Se c’è un peso nel cuore che ti opprime, ti schiaccia e non riesci a liberartene Gesù ti invita ad andare a Lui e a deporre ogni peso: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Matteo 11:28). “Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo; gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi” (1 Pietro 5:6, 7).
    Pensi che nessuno si curi di te? Che il tuo caso è nascosto agli uomini? Dio ti dice che si prende cura di te e che vuole essere il tuo migliore amico!
    Ti senti abbandonato, trascurato, dimenticato da tutti? Il Signore ti ricorda: “… Sion ha detto: L’Eterno mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato. Può una donna dimenticare il bambino lattante e non aver compassione del figlio delle sue viscere? Anche se esse dovessero dimenticare, io non ti dimenticherò” (Isaia 49:14, 15); “Quantunque mio padre e mia madre mi avessero abbandonato, pure il Signore mi accoglierà” (Salmo 27:10).
    Qualunque sia il problema che stai affrontando, anche se secondo te non c’è soluzione e le persone non ti danno speranze sappi che per il Signore niente è impossibile! Ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Lui (Matteo 19:26)! Abbi fede in Dio! Egli è stato potente a donare ad Abramo di 100 anni e Sara di 90 una discendenza, è stato potente ad aprire il Mar Rosso, a far crollare le mura di Gerico, a far tornare in vita Lazzaro, a dare la vista ai ciechi, a guarire ogni malattia, Egli ti ricorda: “…Ecco, io sono il SIGNORE, Dio di ogni carne; c’è forse qualcosa di troppo difficile per me?” (Geremia 32:27).
    Dio non è cambiato, tutto cambia, la società cambia, i mezzi di comunicazione cambiano, le persone cambiano, ma la Bibbia ti ricorda: “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno” (Ebrei 13:8).
    Ciò ti incoraggia a cercare il Signore, ad invocarlo con fede e con tutto il cuore e tu vedrai la tua vita trasformata, godrai della vera gioia, della vera pace e consolazione che solo Dio può darti! Vedrai per fede il problema risolto e sicuramente non disprezzerai più la vita ma la amerai e vorrai vivere ogni istante di essa in comunione con il Padre celeste che ti ama tanto e vuole farti solo del bene!
    Solo a Dio spetta il far vivere e il far morire! “L’Eterno fa morire e fa vivere; fa scendere nel soggiorno dei morti e ne fa risalire” (1 Samuele 2:6);
    “Ora vedete che io solo son Dio, e che non v’è altro dio accanto a me. Io fo morire e fo vivere, ferisco e risano, e non v’è chi possa liberare dalla mia mano” (Deuteronomio 32:39);
    “Quando il re d’Israele ebbe letta la lettera, si stracciò le vesti, e disse: 'Son io forse Dio, col potere di far morire e vivere, che colui manda da me perché io guarisca un uomo dalla sua lebbra? '…” (2 Re 5:7).
    Ricordati che quando l’amore che hai per una persona non è ricambiato, quando la chiamata che speri non arriva mai, quando non ottieni il lavoro che desideri, quando non ricevi l’invito che speravi, non devi pensare che tu non lo meriti o ti senti fallito e incapace, ma tu meriti qualcosa di meglio! Dio vuole darti molto di più, Egli ti ricorda: “…Il SIGNORE è in grado di darti molto di più di questo …” (2 Cronache 25:9). Abbi fede di aspettare il suo intervento per te!
    La vita è costituita da milioni di momenti, alcuni momenti felici, altri tristi e dolorosi, ma ogni momento deve essere affrontato e vissuto con serenità, sapendo che se affidi la vita al Signore, Egli sarà sempre con te, nella gioia come nel dolore: “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà…” (Isaia 43:1, 2);
    “Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia…” (Isaia 41:10).
    Sia che vivi in una grande villa, circondato di ricchezza e servi o che lotti di mese in mese per pagare l’affitto, tu puoi essere pienamente soddisfatto in Cristo Gesù, sapendo che “l’Iddio mio provvederà splendidamente ad ogni vostro bisogno secondo le sue ricchezze e con gloria, in Cristo Gesù…” (Filippesi 4:19) e “I leoncelli soffrono penuria e fame, ma nessun bene manca a quelli che cercano il SIGNORE” (Salmo 34:10).
    Ogni giorno è nuovo e con il Signore vale la pena di affrontarlo e gustarlo, puoi incominciare di nuovo e realizzare insieme a Dio i tuoi sogni. Il Signore rinnova continuamente la Sua grazia e questo deve incoraggiarti a vivere ogni giorno come un Suo dono e come un’opportunità di conoscere qualcosa in più delle Sue grazie!

    Pasquale Puopolo

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