Nella Bibbia troviamo i principi che guidano ogni sposo a iniziare bene la costruzione di una famiglia. È importante sapere come arrivare alle nozze, ma è di grande importanza conoscere come ci si deve comportare anche dopo.
Ai giorni nostri, purtroppo, il divorzio viene considerato una conquista della società civile, invece è sempre esistito.
Già nel Vangelo di Matteo
(19:3-12) i farisei, chiedendo a Gesù delucidazioni sulla legittimità e sulle modalità del divorzio, cercavano il Suo parere in merito alla gravità dei fatti che potevano autorizzarlo.
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Gesù richiamò l’attenzione di tutti sui principi biblici alla base della formazione della famiglia.
Dio unisce e desidera che i coniugi si uniscano sempre di più con il passare degli anni.
Risposarsi equivale a commettere adulterio, cosa che Dio condanna nei Comandamenti. Non Dio, ma gli uomini tendono a dividere. Quando si affrontano problemi nella vita matrimoniale bisogna fare attenzione alle persone che vogliono offrire consigli: chi sono, quali scopi hanno e quale esempio danno?
Anche ai discepoli giungeva nuovo il fatto che il matrimonio fosse, agli occhi di Dio, una scelta unica e definitiva. In qualsiasi matrimonio potrebbe esserci qualche incomprensione poiché non conosciamo a fondo l’altra persona e ci vogliono anni di vita coniugale per questo, ma non scoraggiamoci!
Dobbiamo dimenticare il modello hollywoodiano del matrimonio, quello tra due persone che s’incontrano e vivono sempre felici e contente.
La verità biblica è che, mentre viviamo insieme in comunione con il Signore, veniamo modellati in modo da unirci sempre più a Lui e al nostro coniuge.
Certo, questo lavoro è facilitato da una scelta attenta e guidata dal Signore, da una fede in comune, dalla constatazione di essere una stessa carne nei desideri |
e nei progetti per la vita. Ecco perché nella formazione della famiglia si deve lavorare per la sua stabilità.
Il matrimonio non è un salto nel buio, ma un passo di fede che porta ad un cammino compiuto dall’uno con l’altra, e da entrambi con il Signore.
Come lavorare per la stabilità della famiglia?
Il matrimonio è un patto che lega due persone, come il patto tra Dio ed Israele. Bisogna guardarsi dalla slealtà, dal tradimento nei confronti del patto.
Il migliore modo per evitare la separazione e il divorzio è prendere sul serio le promesse scambiate durante le nozze. Il Signore parla molto chiaramente:
“Io odio il ripudio…, chi ripudia copre di violenza la sua veste.” (Malachia 2:16).
Bisogna poi proseguire come all’inizio. La gioia dell’innamoramento vero non deve scemare con il passare del tempo, ma l’uomo deve continuare a corteggiare la moglie per non essere tentati:
“Sia benedetta la tua fonte, e vivi lieto con la sposa della tua gioventù, Cerva d’amore, capriola di grazia, le sue carezze t’inebrino in ogni tempo, e sii sempre rapito nell’affetto suo. Perché, figlio mio, ti innamoreresti di un’estranea, e abbracceresti il seno della donna altrui?” (Proverbi 5:18-20). Il riferimento alla sposa della gioventù indica chiaramente che questa esortazione è indirizzata anche alle persone sposate da tempo.
Con le nozze si pone il primo fondamento dell’unione familiare, ma l’edificio è ancora tutto da costruire:
“La casa si costruisce con la saggezza e si rende stabile con la prudenza; mediante la scienza, se ne riempiono le stanze di ogni specie di beni preziosi e gradevoli.” (Proverbi 24.3).
Le qualità necessarie per edificare ed arredare la “casa” spirituale della nostra famiglia vengono da Dio:
“Il Signore infatti dà la saggezza; dalla sua bocca provengono la scienza e l’intelligenza” (Proverbi 2:6).
Tutti saremo in grado di edificare se lavoreremo seguendo le Sue direttive di lavoro.
Non dobbiamo edificare in un ambiente ostile. L’insegnamento tratto da
Colossesi 3:12-15 (che si riferisce in primo luogo alla chiesa) si applica anche in famiglia:
“Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. Al di sopra di tutte queste cose rivestitevi dell’amore che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti”.
Alcuni matrimoni potranno indebolirsi, fino anche a rovinarsi per la reciproca mancanza di perdono dei piccoli e grandi torti. Per restare insieme sarà necessario, in modo particolare, coltivare un’attitudine di perdono: impegnamoci personalmente lavorando assieme al Signore per la stabilità del nostro matrimonio.
Andrea Walker
| da: Risveglio Pentecostale - 3/2009 |
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