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MENTE IN ANGOSCIA
Abbiamo già considerato come il timore
anormale può costringere l'uomo in una condizione angosciosa.
Il timore nella sua giusta prospettiva riveste un ruolo salutare
per la nostra vita, ma la sua manifestazione che va al di là
del dovuto deve essere vinta.
Nell'articolo che segue considereremo lo
stato ansioso.
Ogni persona responsabile manifesta una certa premura: lo statista
per la sua nazione, l'industriale per la sua fabbrica, l'insegnante
per i suoi alunni e certamente il pastore per la sua chiesa. Se
questi, se tutti costoro non mostrassero premura verso coloro
per i quali sono responsabili, sarebbero accusati di trascurare
il proprio dovere.
Vi è certamente un posto legittimo
per la premura, ma l'ansia rappresenta uno stato esagerato di
premura. A volte si raggiunge quel punto quando le responsabilità
diventano troppo grandi, e non dimentichiamo che il diavolo lascia
sempre in giro la propria lente di ingrandimento per far vedere
le cose più grandi di quanto non siano in realtà.
L'ansia per la propria attività
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Questo tipo di ansia si manifesta
talvolta in coloro che sono particolarmente coscienziosi
nell'adempimento dei propri doveri e che magari raggiungono
l'estremo di provare una profonda oppressione mentale.
Una signora che soffriva per questa ragione non era mai
soddisfatta di aver compiuto le pulizie di casa nel modo
più appropriato. Dopo aver pulito le stoviglie
le riprendeva e le lavava di nuovo. I letti venivano normalmente
rifatti due, tre volte ogni giorno e dopo aver lasciato
una stanza, tornava indietro per fare di nuovo un controllo;
naturalmente tutto questo era al di là di ogni
umana possibilità e l'ansia
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che rasentava la fobia ben
presto la condusse all'esaurimento nervoso.
Uno dei casi peggiori di ansia che ho conosciuto
è stato quello di un giovane ricoverato in uno degli ospedali
psichiatrici più grandi del nostro paese. Costui, che aveva
lavorato in un ufficio dell'amministrazione pubblica, cominciò
a manifestare i sintomi di questa condizione mentale, diminuendo
le sue normali capacità lavorative. Soltanto per firmare
un assegno talvolta impiegava un'ora! In seguito le cose peggiorarono.
Magari faceva un bagno prima di coricarsi, ma poi rimaneva lì
fino all'alba. Per ogni atto della sua vita adottava una pratica
scrupolosissima di controllo. Ecco un caso che né l'elettroshock
né altro trattamento avrebbero mai potuto guarire. Era
questo uno tra i moltissimi patetici, simili casi che soltanto
Dio può risolvere.
La linea di demarcazione fra il normale e
l'anormale è molto sottile e questo è un caso che
dimostra come possa essere facilmente superata. Ciascuno di noi
ha avuto di tanto in tanto momenti di particolare premura. Dopo
esserci sistemati confortevolmente a letto talvolta ci chiediamo
se abbiamo ben chiuso la porta oppure, in viaggio, ci siamo chiesti,
qualche volta, se avevamo chiuso il rubinetto del gas prima di
uscire di casa. Se tali casi sono avvenuti occasionalmente non
c'è nulla di anormale, ma se si manifestano più
frequentemente del dovuto, sono sintomo di un pericoloso, un pericoloso
stato di ansia.
Non dobbiamo permettere che la nostra esistenza
venga tiranneggiata dalla nostra mente, ricordiamo che Dio è
più grande della mente e conosce tutto di noi. Egli sa
quando abbiamo fatto del nostro meglio e possiamo lasciare tranquillamente
il resto nelle Sue mani. Il Signore sapeva che il viaggio
era troppo lungo per Elia e lo cibò miracolosamente. Gesù
sapeva che la donna che gli aveva unto i piedi "aveva fatto
tutto quello che poteva". Impariamo a deporre tutte le nostre
ansie ai piedi del Signore perché Egli ha cura di noi.
L'ansia per la propria salute
La cura per la propria salute è importante,
ma piombare in uno stato d'ansia a causa della premura eccessiva
può creare infelicità. Il massiccio uso di tranquillanti
nella nostra nazione è il segno di una generalizzata condizione
di ansia. Qualcuno ha detto, a proposito della capitale della
Gran Bretagna: "Londra avanza a fatica con il Luminal".
La distribuzione di oltre sessantasette milioni di tranquillanti
per favorire il sonno, compiuta dal Servizio Sanitario Nazionale,
dimostra quanto sia diffusa questa perniciosa abitudine. È
da precisare, inoltre, che la cifra riportata non include i tranquillanti
acquistati privatamente. Sarà utile ricordare che droghe
e tranquillanti sono necessari soltanto nei trattamenti medici
di casi seri, ma i dottori saranno i primi ad ammettere che molti
ne fanno un uso che non è necessario.
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Un giovane di nostra conoscenza
acquistava continuamente tranquillanti. Polveri per
questo, pillole per quest'altro e medicinali per quell'altra
cosa ancora. Il suo armadio sembrava un laboratorio
chimico in miniatura e nonostante tutte queste sue puntigliose
precauzioni soffriva quasi sempre di raffreddore!
Per coloro che sono malati, grazie
a Dio, vi sono tante preziose promesse di guarigione
divina. Uno stato di ansia e di preoccupazione indebolisce
la resistenza verso la malattia. I sofferenti dovrebbero
cercare di edificare la propria fede assumen
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do un'attitudine di serena attesa dinanzi a Dio, cibandosi della
Sua Parola, nutrendo una lieta fiducia nell'adempimento delle
promesse divine.
Le testimonianze di preghiere esaudite potrebbero
suddividersi in tre categorie: la prima, quella di coloro che
sono stati miracolosamente guariti da un evidente intervento divino.
Poi, quelli che sono stati aiutati dalla preghiera. Non possiamo
dire che siano stati interamente guariti (e dobbiamo essere onesti!),
ma il loro disturbo si è placato e sono stati in grado
di riprendere la loro vita normale. Infine, altri che hanno ottenuto
scarso sollievo fisico, ma si sono adattati ed hanno imparato
a convivere con la propria sofferenza e ugualmente a vivere in
modo sereno. Alcuni dei nostri credenti più anziani, Dio
li benedica, hanno la prova dell'aiuto del Signore ogni giorno
e mattina dopo mattina debbono attendere che il Signore conceda
loro forza. Questa è veramente fede!
L'ansia per la propria anima
Spesso alcuni affermano: "È un
peccato che molti non si preoccupino della loro anima!".
Siamo d'accordo. Molti ricordano quando il primo banco delle missioni
evangeliche aperte al pubblico era indicato come il "banco
degli angosciati", dove dei peccatori in ansia per l'anima
loro venivano condotti al Salvatore. Cosa possiamo fare oggi per
quelli che credono di non poter essere salvati? La loro mente
inquieta li spinge a credere che Dio li abbia dimenticati o che
abbiano commesso il peccato imperdonabile. Ma se una persona è
veramente angosciata per il suo peccato, non è questa forse
la prova più evidente che non ha commesso il peccato imperdonabile?
Se così non fosse nessun tipo di preoccupazione lo tormenterebbe.
Altri ancora hanno affermato: "Non posso trovare Dio"
o "Dio non vuole perdonarmi". Sia chiaro a coloro la
cui mente versa in uno stato di inquietitudine angosciosa che
non vale ciò che noi possiamo pensare, ma è importante
soltanto quello che Dio ha dichiarato. Egli ha affermato nella
Sua Parola:
"Chiunque avrà
invocato il nome del Signore sarà salvato" (At.
2:21).
"Il sangue di Gesù, Suo Figliuolo ci purifica
d'ogni peccato" (1° Giov. 1:7);
"Io non ti lascerò
e non ti abbandonerò" (Ebr. 13:5). Quali
potenti parole per queste anime tormentate!
Coloro che cercano di aiutare quanti si trovano
in uno stato di apprensione dovrebbero costantemente suggerire
loro le parole pure della Scrittura. Esse contengono guarigione
divina. Non siate impazienti, continuate a pregare e a ministrare
loro nel nome del Signore e vedrete la liberazione. Alcuni di
noi sono stati testimoni di miracoli di liberazione da angoscia
mentale e il grande cuore del Signore si apre verso coloro che
ancora soffrono. Questa breve serie di articoli sono stati scritti
per farvi sapere che nonostante alcuni fraintendano coloro che
vivono con una mente tormentata, c'è sempre Gesù
che può comprendere e se vi accostate a Lui credendo, facendo
vostre le Sue promesse, potrete essere liberati.
Keith Munday
da:
"Cristiani Oggi 14/90"