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Chiunque segua i notiziari ed i programmi radio o televisivi oppure legga i quotidiani, è consapevole che la componente primaria della nostra società è in crisi e si sta disgregando progressivamente. Ci riferiamo ovviamente alla famiglia.
V’è stato un tempo quando le crisi matrimoniali colpivano un certo ambiente, come quello del cinema o del teatro o della classe aristocratica, ma era un fatto marginale, mentre oggi il problema ha assunto una dimensione spaventosa. Il mondo cristiano, dinanzi a quelle situazioni del passato, restava in silenzio, in quanto la santità del matrimonio e la solidità del focolare domestico erano considerati una normale conseguenza dell’etica cristiana.
L’aumento dei conflitti coniugali e la dissoluzione dei matrimoni, però, ha finito per interessare anche la comunità cristiana e si manifesta in tali proporzioni da creare un allarme preoccupante. Occorre subito dire che la chiesa fedele all’Evangelo non ne è stata inondata, perché tranne rarissime eccezioni, le famiglie cristiane sono ancora molto forti e legate da un vincolo indissolubile. Tuttavia, la tendenza generale nella società deve farci preoccupare.
Le riviste a larga tiratura continuano a pubblicare scandalose notizie sulla “guerra della famiglia”. Alcune soltanto per ottenere uno scoop giornalistico capace di aumentare la tiratura e la diffusione del periodico. Il problema è divenuto anche campo di ricerca e di studio da parte di psicologi e sociologi, come anche argomento di tavole rotonde e conferenze perché il problema è di una attualità sconcertante.
È questo un segno che la famiglia “vecchio tipo” sta scomparendo insieme alle mode e ai costumi del passato? Anticamente la famiglia presiedeva a tutto, dalla nascita, alla salute, al benessere, all’alimentazione, al vestire, fino alla morte dei propri componenti. Ora invece ci sembra di vivere sempre di più in una società costituita da persone sole, senza casa e senza radici.
Il padre vive e si muove nel proprio mondo; anche la madre gode di una sua totale indipendenza. Gli adolescenti consumano il loro tempo con i propri coetanei.
I più piccini impegnano la propria giornata all’asilo o “incollati” alla televisione. Il focolare domestico è divenuto una specie di dormitorio, di albergo o di ristorante “fast food”.
Aggiungiamo a questi problemi complessi la costante mobilità dei membri della famiglia, che si allontanano da casa per ragioni diverse e scopriamo di aver assunto uno stile di vita movimentato e che il significato del rapporto familiare è divenuto molto confuso. Ci accorgiamo perciò che la famiglia è nei guai!
Dobbiamo renderci conto dei gravi problemi e delle tensioni familiari che producono le fratture nei rapporti matrimoniali. Se la comunità cristiana è chiamata ad esercitare tutta la sua influenza, deve farlo proprio ora. Dobbiamo renderci conto delle necessità della famiglia nella società contemporanea. La Chiesa fedele all’Evangelo deve sentirsi impegnata come nessun’altra istituzione per cercare di risolvere i problemi che affliggono il focolare domestico.
V’è una grande differenza, tra una casa ed un focolare domestico. Se è giusto preoccuparsi che la propria famiglia abbia una casa, ancora di più, come cristiani, dobbiamo preoccuparci che la nostra famiglia abbia
Il matrimonio cristiano
un focolare domestico. Esiste naturalmente una grande differenza tra un focolare domestico fondato su basi di carattere mondano e quello fondato invece su princìpi cristiani.
La famiglia cristiana è in pratica l’anticamera del cielo quando i genitori si sottopongono “gli uni agli altri nel timore di Cristo” (Efesini 5:21) e i figli sono allevati “in disciplina e in ammonizione del Signore” (Efesini 6:4).
In una famiglia siffatta, i figli ubbidiscono ai genitori, la Parola di Dio è onorata, il tempo della preghiera riveste un ruolo importante, il giorno del Signore è dedicato all’adorazione, la funzione della comunità cristiana risulta vitale, e tutto questo ha inizio con il matrimonio cristiano.
    Il significato del matrimonio cristiano
Il matrimonio contratto nel timore di Dio è il fondamento della famiglia cristiana, la componente primaria della società. Il matrimonio cristiano è una testimonianza di appartenenza a Cristo come Suoi discepoli. Un uomo e una donna che decidono di unirsi testimoniando della propria fede in Cristo, con quell’atto, nella loro vita priorità ed importanza a Dio.
La Bibbia afferma con chiarezza la santità e l’indissolubilità del matrimonio. Infatti, il matrimonio cristiano è così dall’unione di un uomo ed una donna che testimoniano di Cristo come proprio Salvatore e Sovrano.
La creazione dell’uomo non fu completa finché Dio non ebbe trovato per lui un “aiuto convenevole”. La Parola di Dio contiene questa significativa dichiarazione: “Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e saranno una stessa carne” (Genesi 2:24). Notiamo due parole importanti in questo testo: lascerà e si unirà, con le quali Dio chiaramente sottolinea la durata permanente del matrimonio: “Quello dunque che Iddio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Matteo 19:6). Gli esseri umani sono stati creati in modo tale che marito e moglie abbiano sempre bisogno di Dio e l’uno dell’altro. Perfino la caduta nel peccato non distrusse questo rapporto permanente che Dio aveva stabilito per la famiglia. Questo è il piano di Dio e per questa ragione la famiglia sussisterà sempre.
La famiglia ed il focolare domestico sono legati a Dio fin dall’inizio, nella concezione stessa della loro esistenza e nel loro perpetuarsi. In questo senso la famiglia è una specie di garante della fede, una “stanza di compensazione” della verità.
    La forza del matrimonio cristiano
Il matrimonio si fonda su un triplice rapporto. Prima di tutto deve esserci tra i coniugi un rapporto a livello mentale. Occorre che esista comunicabilità tra loro ed una compartecipazione delle loro idee, opinioni e progetti.
Poi è importante anche un rapporto a livello fisico, nell’ambito della sessualità. L’amore, però, non deve essere sostituito dalla concupiscenza. Questa dimensione deve essere attuata soltanto nel matrimonio, non fuori di esso e non se ne deve abusare. La Bibbia indica chiaramente che nel matrimonio è richiesta la mutua fedeltà dei coniugi.
Il dono della sessualità deve essere vissuto con responsabilità. I problemi della promiscuità, del decadimento morale e delle conseguenti sofferenze, sono tutti dovuti all’assenza di norme etiche interiori piuttosto che alla presenza di tentazioni provenienti esterne.
Infine, un matrimonio cristiano, per poter adempiere appieno il proprio ruolo, deve avere un rapporto spirituale. A Dio deve essere data la priorità; pregare insieme, meditare insieme la Parola di Dio ed adorare il Signore sono gli ingredienti per un matrimonio felice.
L’uomo è costituito da spirito, anima e corpo.
La vera unione nel matrimonio deve includere tutte e tre queste componenti. Quando i coniugi adorano insieme il Signore, diventano un unico spirito, quando comunicano insieme divengono un’anima sola e quando esprimono reciproca mente i loro affetti divengono una sola carne.
La vera unione dovrebbe iniziare nell’ambito dello spirito, invece molte coppie sono attratte l’uno dall’altro soltanto fisicamente, ecco perché la preparazione spirituale dei nubendi è più importante di tutti gli altri preparativi per le nozze.
adattato da P.E.

da: “Cristiani Oggi” 21/93
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