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Vacanze
in che senso?
Il mese di Agosto secondo una tradizione consolidata, è
riservato dalla maggioranza dei nostri connazionali al godimento
di un meritato riposo, in altre parole è per antonomasia
il mese delle vacanze.
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Quest'ultima parola deriva dal latino, inizialmente significava "essere
vuoto", poi assunse il significato di
"aver tempo d'occuparsi
di qualcosa", ed infine nel 1600 quello
di "periodo di riposo".
Non è certo una coincidenza fortuita il parallelismo
che esiste fra i diversi significati del termine ed i
diversi modi di vivere le vacanze. Difatti, per alcuni
credenti questo periodo rischia di tramutarsi in una pericolosa
trappola, dove la pigrizia e la tiepidezza spirituali
ingabbiano l'anima.
Se vacanza è sinonimo di periodo
vuoto, sotto il profilo personale e familiare, allora
è bene rimanere in città. Si avrà
così tutta l'opportunità di recarsi nel
locale di culto per rendere il servizio al Signore e,
magari, evangelizzare i pochi rimasti a sfidare la canicola.
Il Signore Gesù concesse a Sé stesso ed
ai Suoi discepoli dei periodi di
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riposo dopo missioni faticose ed impegnative: "E
partiti, predicavano che la gente si ravvedesse; cacciavano
molti demoni, ungevano d'olio molti infermi e li guarivano
Or
gli apostoli, essendosi raccolti presso Gesù, gli riferirono
tutto quello che avean fatto e insegnato. Ed egli disse loro:
Venitevene ora in disparte, in luogo solitario, e riposatevi un
po'. Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi
non aveano neppur tempo di mangiare. Partirono dunque nella barca
per andare in un luogo solitario in disparte" (Marco
6:12, 13, 30-32).
Impariamo dal Signore a scegliere luoghi nei quali si possa godere
tranquillità, riposo del corpo ma soprattutto la comunione
con Dio ed i nostri fratelli in fede. Purtroppo, quella che dovrebbe
essere un'occasione per trovare "tempo
d'occuparsi di qualcosa" in particolar modo della
salute dell'anima, si risolve in una settimana caotica, in cui
alcuni addirittura dimenticano perfino di portare con sé
la Bibbia, altri d'informarsi sull'indirizzo del locale di culto
più vicino. Per alcuni versi si commette lo stesso errore
condannato da Cristo nella parabola dell'uomo ricco che, ragionando
fra sé, pensò: "Questo
farò: demolirò i miei granai e ne fabbricherò
dei più vasti, e vi raccoglierò tutto il mio grano
e i miei beni, e dirò all'anima mia: Anima, tu hai molti
beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi, godi"
(Luca 12:18, 19). Il vero
riposo inizia dall'anima! Questa verità è biblica,
ed è valida anche durante la stagione estiva.
In conclusione, ritorniamo alle parole di Gesù già
citate: "
Venitevene ora in disparte,
in luogo solitario, e riposatevi un po'
" , per
commentarle schematicamente.
In primo luogo, è irrinunciabile la presenza di Cristo:
"Venitevene" o in
altre parole: "Venite con me";
va da sé che vi sono luoghi e compagnie nei quali, e con
le quali Cristo non ci onorerà con la Sua presenza,
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saremo
soli e perciò vuoti; in tal modo onoreremo l'antico significato
latino, ma non faremo del bene all'anima nostra. Prima di partire,
sinceriamoci dell'approvazione del nostro Salvatore.
Un altro elemento che va sottolineato, è la santità:
"
in disparte, in luogo solitario
" oltre alla ricerca della comunione con i nostri
fratelli in fede è bene cogliere l'occasione, in un periodo
nel quale non siamo oppressi da scadenze ed orari, per cibare
la mente con la lettura della Parola di Dio e per godere serenamente
gli affetti familiari, senza perderci nella confusione e negli
schiamazzi.
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La prova di un riposo proficuo secondo
la volontà di Dio è costituita dal ritorno presso
la propria comunità. Se si è più distratti
ed apatici che mai, allora si può star certi d'essere stati
davvero in vacanza, cioè "d'essere vuoti". Se,
invece, la fiamma della Grazia è rivitalizzata si è
avuto "tempo d'occuparsi"
della cosa più importante. Salvatore
Cusumano
da: "Cristiani Oggi 15-16/04"
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