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Davide Riccardi non è
più tra noi!.
Il giovane fratello Davide Riccardi di Bari, all'età di
sedici anni, dopo sedici mesi di sofferenza, causata da
un
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un male
incurabile è tornato alla casa del Padre.
Questo giovane ha manifestato la fede, ha nutrito la speranza
della guarigione; la buona speranza nella grazia gli ha dato la
forza di andare avanti. Davide ci ha meravigliato per la sua tenacia,
per il suo comportamento di fede e di coraggio. Davide ha vinto
la prova. |
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Il pastore Franco Citarella nel suo messaggio ha parlato di Giobbe:
"Tutto torna a Dio che è
il padrone d'ogni cosa". Anche gli affetti più
cari. Nulla ci appartiene. Egli ha il diritto e l'autorità
di riprendere ciò che è Suo quando vuole. Nessuna
dica: "Signore che mi hai fatto o mi hai tolto?", Dio
non toglie i figli, ma Egli li porta nella gloria perché
un giorno li ritroveremo non più sofferenti ma gioiosi
e gloriosi.
Dio ha dato e Dio ha tolto, sia
benedetto il Suo nome. (Giobbe 1:21).
Davide è tornato alla casa del Padre, il suo Creatore,
per ricevere la vita eterna.
Anche a Davide, re d'Israele, gli fu tolto un figliuolo:
"
Ma Davide, vedendo che i suoi servitori bisbigliavano tra di loro,
comprese che il bambino era morto e disse ai suoi servitori: "È
morto il bambino?" Quelli risposero: "È morto".
Allora Davide si alzò da terra, si lavò, si unse
e si cambiò le vesti; poi andò nella casa del SIGNORE
e vi si prostrò; tornato a casa sua, chiese che gli portassero
da mangiare e mangiò. I suoi servitori gli dissero: "Che
cosa fai? Quando il bambino era ancora vivo digiunavi e piangevi;
ora che è morto, ti alzi e mangi!" Egli rispose: "Quando
il bambino era ancora vivo, digiunavo e piangevo, perché
dicevo: Chissà che il SIGNORE non abbia pietà di
me e il bambino non resti in vita? Ma ora che è morto,
perché dovrei digiunare? Posso forse farlo ritornare? Io
andrò da lui, ma egli non ritornerà da me!"
(2 Sam. 12:15-23).
Davide negli ultimi momenti di vita ha dato un meraviglioso messaggio
ai suoi famigliari dicendo che egli credeva nell'Iddio dell'impossibile;
anche se quel Dio, non operava in lui, rimaneva sempre l'Iddio
dell'impossibile; pronto ad accettare il piano del Signore. È
stato bello sentire dalla sua bocca che veramente il suo Dio è
l'Iddio dei grandi miracoli. Davide esprimeva una gran verità
e l'accettazione di questa verità dava un messaggio, un
compito, un invito ai suoi genitori citando loro un verso della
Parola del Signore:
"Andate per
tutto il mondo e predicate l'Evangelo". (Marco
16:15).
Davide non poteva parlare per il grave problema respiratorio,
ma ha ricevuto dal Signore la forza, la potenza di dare il messaggio
"
Andate e predicate l'Evangelo" poi ha
chiesto ai suoi famigliari: "Ora andate, lasciatemi solo".
Ha desiderato rimanere solo con il suo Creatore in intima comunione
con Lui. Pochi istanti dopo, il Signore l'ha portata a casa; ha
raggiunto la meta celeste che ogni credente anela.
Recentemente in un campeggio cristiano, Davide ha testimoniato:
"Io ho accettato Gesù come mio personale Salvatore".
Queste sono le opere del Signore, il suo piano può sembrare
duro da accettare ma non per i credenti, poiché
"Or
sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano
Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno."
(Romani 8:28).
La speranza nella grazia gli ha dato la forza, di sopportare i
dolori e la fermezza nel Signore.
Davide "Aveva le ali di Dio" ed era pronto per il cielo.
Alle due di venerdì 14 ottobre 2006, Davide ha spiccato
il volo per raggiungere Dio e la Sua gloria.
Arrivederci Davide. Arrivederci nel cielo.
Maria Torraco