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«Tu mi mostrerai il sentiero della vita; c'è abbondanza di gioia alla tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno». Salmo 16:11

Il giorno 4 gennaio 2008, all’età di settant’anni, il Signore ha chiamato a Sé Luigi D’Angelo.
Il funerale è stato un mezzo di evangelizzazione e di testimonianza della sua fede ai familiari, conoscenti ed amici
Luigi, era il secondo di tredici figli. All’età di tre anni, colpito dalla poliomielite fu impossibilitato a camminare. In lui era sempre vivo il ricordo dell’infanzia, quando le sue gambe gli permettevano di correre e di giocare con gli altri bambini.
Da ragazzo per imparare un mestiere, andava a lavorare da un calzolaio; questo era un credente e mentre aggiustava le scarpe, tra un sopratacco e una mezza suola, gli parlava di Gesù e del suo amore e di come aveva guarito uno zoppo.
La storia della guarigione dello zoppo, toccò il cuore di Luigi. Egli diceva a se stesso: «Se Gesù ha guarito lo zoppo, può guarire anche me»; così nacque in lui il desiderio di conoscere Gesù.
Chiese al fratello calzolaio di accompagnarlo al locale di culto. Il calzolaio lo montò sulla sua bici ed insieme andarono in chiesa. Tutto questo avvenne nel lontano 1957.
Luigi con entusiasmo e con gioia, cominciò a frequentare le riunioni di culto.
Luigi D'Angelo
Le sue gambe, erano molto deboli, spesso cadeva, tanto da avere sempre delle ferite sanguinanti alle ginocchia.
Il fratello Luigi amava stare nella casa del Signore. Trascorreva ore in preghiera da solo e desiderava avere un rapporto d’intima comunione col suo Dio. Un giorno gettatosi faccia a terra, pregò Dio di rinforzare le sue gambe affinché non cadesse più. Dopo la preghiera si alzò da terra con le sue gambe fortificate e cominciò a camminare, camminava senza stancarsi appoggiandosi ad un bastone.
La sua fede crebbe e chiese di essere battezzato.
Il desiderio del fratello Luigi era quello di stare insieme ai giovani della comunità, che molto spesso li invitava a casa. Era molto ospitale e allegro.
Luigi, con insistenza fece molte domande di richiesta di lavoro. Fu assunto dal Consorzio Agrario Provinciale di Foggia e vi restò fino al raggiungimento dell’età pensionabile.
Con semplicità ed umiltà camminava nelle vie di Dio e come tutti i cristiani fece delle esperienze con il Signore.
Luigi amava molto la campagna. Una sera decise di andare al podere dei suoi genitori, si recò con la bicicletta, poiché non aveva ancora la macchina. L’amico che gli doveva fare compagnia, non si presentò, intanto il buio della notte scendeva e Luigi stando da solo ebbe paura… si sentiva solo. Fece una preghiera chiedendo a Dio di mandargli qualcuno a fargli compagnia per la notte. Dopo pochi minuti, una persona anziana, dall’aspetto di un viandante, gli chiese: «Puoi ospitarmi con te questa notte?» Luigi fu felice; Dio aveva ascoltato la sua preghiera. Condivise con l’ospite la cena che la madre gli aveva preparato; così sopra di un giaciglio di paglia, si addormentò tranquillo e sereno vicino al viandante.
L’indomani, allo spuntar del giorno, risvegliatosi, vide che quell’uomo era andato via. Luigi era convinto che il Signore gli avesse mandato un angelo in veste di viandante a fargli compagnia.
In questi ultimi tempi Luigi ha sofferto molto a causa della malattia che l’ha colpito. Egli sapeva che Dio era in grado di guarirlo fisicamente, ma credeva anche che le promesse del Signore vanno al di là di questa vita terrena. Egli era certo che Dio aveva preparato per lui una vita migliore ed eterna nel cielo.
Il credente fa del Signore il fondamento della speranza e i suoi occhi sono rivolti al suo Dio, il suo cuore non è turbato dagli avvenimenti della vita.
La fede è l’unico merito che Dio guarda favorevolmente. È necessario che impariamo a vedere la mano di Dio in tutti gli eventi, perché essi sono nelle Sue mani.
Beato l’uomo che confida in Dio e può dire come il salmista: «Tu mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella gloria. Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te». Salmo 73:24-25

MariaTorraco




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