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:: Il Popolo al cospetto di DIOLezione 3


«Iddio è spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità»
Giovanni 4:24


Testi principali: Esodo 19:1-14; 20:18-20

Nei capitoli 19 a 24 del libro dell’Esodo viene trasmessa al popolo la Legge. Dio desiderava stabilire con Israele un patto, in cui il popolo si impegnava ad essere fedele e ad ubbidire al suo invisibile Re. Abbiamo dunque il momento in cui nasce una nazione ed un popolo peculiare separato da altre nazioni per essere il tesoro particolare del Signore. Fra tutte le nazioni della terra Dio scelse di rivelarsi ad Israele, dandogli leggi e consigli e dimorando in mezzo a loro come Re, Benefattore e Difensore Deutoronomio 4:33-37.
L’intento divino era quello di avere un popolo che adorava Lui, vivendo tra le nazioni in modo da fare conoscere la Sua santità, maestà e gloria. Consideriamo alcune verità connessa all’adorazione verso Dio.
    I. Una definizione dell’adorazione
L’adorazione significa “rendere omaggio, onore, rispetto, riverenza, ringraziamento, riconoscenza e gloria ad un essere superiore”. Nella Scrittura questo termine viene utilizzato riferendosi agli idoli, a cose materiali e ovviamente ciò che ci interessa di più al vero Dio. La parola in sé non è né sacra, né profana, semplicemente denota onore che viene dato ad un essere superiore.
La parola nel Nuovo Testamento che si usa per l’adorazione significa letteralmente:”baciare la mano, inchinarsi davanti, prostrarsi” Completando la definizione di adorazione affermiamo il seguente; è il prostrarsi davanti un essere che si riconosce come un essere superiore assumendo un atteggiamento di rispetto, stupore, riverenza, onore offrendogli omaggio. I credenti applicano tutto questo unicamente all’iddio della Bibbia.
I credenti si radunano insieme non per rendere omaggio al predicatore o a quelli che suonano e cantano ma con l’unico intento onorare Dio. La predicazione e la musica non sono fine a sé stessi ma creano nei figli di Dio il desiderio di adorare. Tutto questo racchiude un atteggiamento giusto che si deve avere nella presenza di Dio, in quanto non si è presente dicendo “vediamo che mi offre stasera il culto, i fratelli, il predicatore” invece si è consapevoli e disponibili ad offrire al Signore i nostri cuori, le nostre risorse, i nostri affetti e il nostro ringraziamento Ebrei 13:15.
    NOTA - ADORARE IN ISPIRITO -
      ADORARE IN SPIRITO SI RIFERISCE ALLO SPIRITO UMANO — L’UOMO INTERIORE. DOBBIAMO ADORARE DIO DA DENTRO VERSO FUORI ROMANI 1:9; SALMO 103:1; SALMO 51:15-17. QUEST’ULTIMO BRANO DIPINGE IL CUORE DI UN UOMO CHE È PIENO DI LODE MA NON TROVA LE FORZE NECESSARIE PER APRIRE LA SUA BOCCA A MOTIVO DELLE CIRCOSTANZE CHE GLI CIRCONDANO E QUINDI CHIEDE DIO DI INTERVENIRE PER APRIRE LA SUA BOCCA AFFINCHÉ NE ESCA QUELLO CHE HA DENTRO. IN CHE MODO POSSIAMO ESSERE COSÌ RIPIENI DI LODE CHE QUANDO APRIAMO LA BOCCA NE ESCE COME UN FIUME IN PIENA?.

      PER MEZZO DELLO SPIRITO SANTO. LA LODE A DIO PARTE DALLO SPIRITO DELL’UOMO MA NON SENZA LE SOLLECITAZIONI DELLO SPIRITO DI DIO 1 CORINZI 2:11. NON È POSSIBILE ADORARE DIO SENZA L’AIUTO DELLO SPIRITO SANTO, DUNQUE OCCORRE ESSERE SALVATI PER ADORARE DIO. UNA VOLTA SALVATI LO SPIRITO DI DIO DIMORA IN NOI AFFINCHÉ POSSIAMO GRIDARE ABBA PADRE. UN UOMO PUÒ AFFERMARE LA SIGNORIA DI CRISTO SULLA PROPRIA VITA SOLO PERCHÉ LO SPIRITO UMANO È INFLUENZATO DALLO SPIRITO SANTO 1 CORINZI 12:3. PAOLO CI ESORTA AD ESSERE RIPIENI DI SPIRITO COSÌ DA POTER ADORARE COME SI CONVIENE IL SIGNORE EFESINI 5:18-20.

      PENSIERI CONCENTRATI SU DIO. L’ADORAZIONE È IL TRABOCCARE DI UNA MENTE RINNOVATA DALLA VERITÀ DI DIO. MENTRE MEDITIAMO LA SUA PAROLA SCOPRIAMO TANTE REALTÀ DI DIO, LA SUA PERSONA E LE SUE OPERE. QUESTA MEDITAZIONE CHE CONSISTE NEL CREDENTE CHE CONTEMPLA DIO MEDIANTE LO STUDIO DELLA PAROLA DARÀ VITA ALL’ADORAZIONE SALMO 119:162,171,172.
    II. Adorazione e Ubbidienza
La legge fu concepita proprio per insegnare al popolo la santità di Dio e renderli consapevoli della loro condizione di peccato. Dio non costringe l’uomo all’ubbidienza, egli invece rivela la Sua volontà ed i Suoi comandamenti, lasciando la libertà di scegliere, facendo anche sapere le conseguenze delle decisioni presi Deuteronomio 30:15-20. Le promesse, fatte da Dio all’uomo, sono condizionate all’ubbidienza, che deve essere sincera, amorevole e assoluta, non riluttante e né esteriore o parziale Deutoronomio 26:16; Giosuè 1:8. Dio è glorificato mediante le nostre buone opere Matteo 5:16; 1Pietro 2:12.
La legge è servita per mostrare come un popolo, pur vivendo in condizioni ideali, non sia in grado di osservare tutta la Legge e non può controllare la “vecchia” natura di peccato Romani 3:20. Come cristiani del nuovo patto, dobbiamo ricordarci che per quanto possiamo vivere in maniera tale di onorare Dio e ubbidire alla sua parola, l’adorazione che offriamo a Lui e la comunione di cui godiamo è possibile unicamente perché Gesù è il sacrifico per eccellenza. Senza la croce non sarebbe possibile per noi accostarci al trono di Dio, ma in Gesù abbiamo libero accesso. Ebrei 9:6-14,22-26; 10:19-22.
    III. Adorazione e la santità di Dio
Sul Sinai Dio manifestò la Sua santità. Il popolo fu chiamato a prepararsi prima del giorno in cui Dio si sarebbe rivelato Esodo 19:9-14. Lo steccato posto tra il campo ed il monte Sinai serviva ad evidenziare la maestà di Dio e la solennità della Sua presenza. La troppa familiarità con le cose di Dio può scivolare nell’irriverenza e sminuire così la considerazione che possiamo avere del carattere di Dio. La nostra mente i nostri cuori non debbono essere distratti quando ci accostiamo al Signore, ma assicurarci che i nostri cuori siano uniti a Dio Salmo 86:5-11 Davide nel verso 11 confessa di essere distratto e chiede al Signore di unire il suo cuore al timore di Dio. Una delle cose che impedisce la nostra adorazione è la distrazione, presi da mille pensieri legittimi ma anche illegittimi che non ci permettano di essere concentrati. Dio ci deve dare la vittoria sulle distrazioni e noi dobbiamo fissare i nostri cuori sul Signore Salmo 57:7.
Il timore di Dio non è la paura di subire il male da parte sua, ma è assumere un atteggiamento che vuole tenersi lontano dal peccato per non offendere la santità del Signore 2 Corinzi 7:1. E’ importante non correre nella presenza di Dio pensando che tutto è O.K. necessità quel pizzico di timore affinché chiediamo al Signore di rendere puri i nostri cuori.
    IV. Adorazione e Mediazione
Il popolo ebbe timore di parlare direttamente con Dio e chiese a Mosè di intercedere per loro Esodo 20:18-20. Noi credenti possiamo, per l’opera della Grazia, accostarci a Dio nel nome di Gesù”. La scena terrificante del Sinai mostrava la necessità della croce, se non ci fosse Gesù non avremo un mediatore che ci permettesse di accostarci a Dio Giovanni 14:6; 1Timoteo 2:5,6; Ebrei 4:14-16.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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