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:: Jefte — Lezione 11
“Al di sopra delle circostanze”


“Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica.”
(Filippesi 4:13)

Testo di Lettura: Giudici 11

La biografia di Jefte, il nono giudice d’Israele, è molto breve ma sufficiente a dimostrarci ancora una volta che Dio può usare chi è disprezzato agli occhi dell’uomo. Egli visse nei problemi familiari e d’emarginazione all’interno della sua casa per situazioni in cui si trovò indipendentemente dalla sua volontà. Per l’infedeltà del padre, l’odio dei fratelli di Jefte crebbe nei suoi confronti, fino a considerarlo un estraneo e privarlo dell’eredità, in quanto considerato un figlio illegittimo.
    I. Jefte un uomo rifiutato dagli altri
Il rifiuto da parte dei suoi fratelli non ha portato Jefte ad essere amaro nei confronti di Dio. Non ha considerato l’Eterno il colpevole di ciò che gli è successo. Non dobbiamo permettere che le sventure ci rendano odiosi, risentiti o ribelli nei confronti di Dio. Jefte era un uomo che nonostante le vessazioni sopportate temeva Dio. Se abbiamo un giusto atteggiamento, le prove non potranno scalfire la nostra fede, anzi, ci renderanno più forti e più adatti al Suo servizio spirituale.
È giunto il momento per Jefte in cui gli anziani del popolo hanno riconosciuto che il loro comportamento nei suoi confronti fu mosso da sentimenti sbagliati. Essi hanno finalmente messo da parte il loro orgoglio ed hanno chiesto l’aiuto di Jefte, uomo forte e valoroso Giudici 11:6-8.
    II. Jefte assume la guida del popolo
Jefte mette da parte qualsiasi pensiero di vendetta, il bene della nazione era in gioco e non poteva mettere avanti dei sentimenti personali davanti alla necessità comune. Le offese ricevute sono superate e cerca così di combattere per il popolo. Nel chiedere e assicurarsi il comando del popolo non c’era da parte di Jefte un sentimento d’ambizione, voleva solo evitare che gli anziani lo sfruttassero per i propri scopi e usarlo. Temeva che dopo la vittoria sugli Ammoniti sarebbe stato nuovamente scacciato da casa, quindi chiede degli accordi chiari prima di accettare. C’è un altro particolare molto importante, desidera l’approvazione del Signore Giudici 11:9-11.
Si dedica prima alla diplomazia, ma il dialogo non ebbe successo Giudici 11:12-28. Nel momento in cui decise di andare in guerra, Jefte poteva contare sullo Spirito dell’Eterno Giudici 11:29. Apriamo una parentesi: solo perché Dio usa un uomo non significa che egli sia infallibile, questo è dimostrato nel voto fatto da Jefte Giudici 11:31,34-36. Non dobbiamo apparire più spirituali di quello che il Signore ci chiede. Dio non ha chiesto nulla a Jefte, Egli non vuole sacrifici ma ubbidienza.
    III. Jefte una figura di Cristo
Gesù non fu riconosciuto dal suo popolo e dai suoi fratelli come Figlio di Dio. La parabola nel vangelo di Matteo ci ricorda che i vignaioli non volevano che lui prendesse l’eredità Matteo 21:35-36.
Jefte dimostrò di essere un aiuto a chi non gli era amico, nell’ora del bisogno si riscontrò in lui un sentimento amichevole. Gesù è il vero amico. Egli non si rifiuta di aiutarci, anche se in passato noi l’abbiamo respinto Romani 5:6-10.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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