:: Caleb: “Un Uomo Consacrato” — Lezione 6
“I miei fratelli, che erano saliti con me, scoraggiarono il popolo,
ma io seguii pienamente il SIGNORE, il mio Dio.” (Giosuè 14:8) |
Testo di Lettura:
Numeri 14:1-9,36-38; Giosué 14:6-14
In seguito alla conquista della città di Gerico, Israele dovette affrontare altre battaglie e fece altre esperienze in Canaan. Alcuni episodi da sottolineare, prima di considerare la vittoria di Caleb, sono quelli della sconfitta di fronte alla città di Ai (a motivo della disubbidienza di Acan), e poi l’accordo stipulato con gli astuti Gabaoniti, i quali ingannarono Israele.
L’episodio di Acan - Giosuè 7:19-25
Una storia che esige una serie di domande da porre: Che influenza abbiamo sulla vita degli altri? La nostra consacrazione o mancanza di essa contribuisce positivamente o negativamente sullo sviluppo spirituale di altri credenti? In che modo contribuisco all’andamento generale della comunità?
La disubbidienza di Acan è un richiamo alla responsabilità individuale del singolo credente di non mettere in pericolo il bene e la prosperità collettiva del popolo di Dio con le proprie azioni e comportamento.
L’episodio dei Gabaoniti - Giosué 9:3-16
Siamo messi di fronte alla realtà di avere un avversario molto astuto ed è per questo che il popolo di Dio, pur essendo sincero non deve essere ingenuo ma avveduto cercando saggezza e guida dal Signore. L’apparenza dei Gabaoniti ingannò Giosuè e gli altri, che ne risultò in un accordo fra di loro. La storia dei Gabaoniti ci insegna che vi sono state e vi saranno ancore delle persone che si avvicinano al popolo di Dio con l’intento di approfittare della semplicità del credente.
Nel capitolo 10 vediamo una delle conseguenze di quell’accordo: Israele era in obbligo di mettere a rischio la vita dei loro soldati per soccorrere Gabaon. Attenzione agli impegni che prendiamo, ci potremmo trovare a dover sopportare dei pesi schiaccianti.
L’inganno subito era servito, perlomeno, a rendere il popolo di Israele più dipendente dalla guida divina. Gli errori che abbiamo commesso devono sempre essere un’occasione di riflessione per istruirci a vivere meglio la volontà di Dio. Il Signore si preparava a fare di quell’errore un’occasione per trarre gloria per il Suo nome, infatti Egli può utilizzare qualsiasi situazione per realizzare i Suoi progetti
Salmo 76:10.
Caleb: un uomo consacrato
Di Caleb possiamo dire che è stato un uomo che ha saputo ben completare la sua vita. Egli non è stato uno che iniziò bene per finire male, anzi i suoi ultimi anni sono stati caratterizzati da vittorie e conquiste. Paolo come lui, poteva testimoniare di avere corso fino in fondo II Timoteo 4:6-7.
Cosa rendeva in grado Caleb, ad 85 anni, di poter realizzare ciò che Dio gli aveva promesso? Egli è figura di quel credente ch’è pronto a pagare il prezzo, combattere le battaglie e ottenere quelle vittorie preparate per lui dal Signore.
1. Caleb seguì pienamente il Signore Giosuè 14:8-9,14
L’espressione usata dalla Scrittura per descrivere il modo con cui Caleb seguì il Signore è un esempio da imitare per tutti i credenti. La sua consacrazione e la sua perseveranza sono ben evidenziate in questa frase. Si può comprendere che Caleb era un uomo devoto e fedele.
Seguire pienamente il Signore significa: “ridurre lo spazio tra due persone”; quindi Caleb ha cercato in tutti i modi di non permettere a niente e nulla di interporsi fra lui e Dio. Lo stesso nome di Caleb vuole dire: “seguire come un cane”.
È sbagliato pensare che seguire pienamente il Signore sia solo una cosa riservata a chi ha delle responsabilità o qualche ruolo nella chiesa. Ricordiamoci che Dio non pretende tutto questo, Egli è invece degno di tutto questo, d’altronde noi apparteniamo a Lui I Corinzi 6:19-20. Non c’è dubbio, più siamo devoti a Gesù più saremo leali alla chiesa locale, alla nostra famiglia ed al nostro prossimo.
2. Caleb confidava nel Signore
Solo la sua fiducia nel Signore e la pazienza nel realizzare le promesse di Dio hanno potuto sostenere Caleb nei 45 anni di attesa. A 85 anni era ancora in pieno vigore perché credeva in Dio con tutto il cuore. Caleb sapeva che Dio è fedele alle Sue promesse Deuteronomio 1:34-36.
Possiamo dire non solo che Dio ha preservato la promessa per Caleb ma che Dio ha preservato Caleb per la promessa. Sebbene egli abbia dovuto attendere così a lungo per entrare in possesso della sua eredità, la sua fede nella promessa di Dio non venne mai meno.
La sua fiducia gli diede una prospettiva positiva e ottimista delle circostanze:
- Quando altri vedevano giganti Caleb vedeva Dio.
- Quando altri vedevano città con mura elevate, lui vedeva mura crollate e città sconfitte.
- Quando altri vedevano avversari difficili da sconfiggere, egli vedeva frutta da raccogliere.
3. Caleb fu coraggioso Giosuè 14:12
Non ebbe paura dei giganti, accettò la sfida senza timore. Non bisogna lasciarsi spaventare dai giganti. La testimonianza resa da Dio a Caleb è davvero degna:
“È stato animato da un altro spirito”. Ogni credente ha dei giganti da affrontare nella sua vita. Giganti dello scoraggiamento, delle finanze, della malattia, della famiglia, del dubbio, della tristezza.
Di fronte a tutto questo abbiamo due opzioni: possiamo paragonare noi stessi con i giganti e considerare quanto siamo piccoli davanti a loro. Purtroppo questa è la prospettiva del timore, uno spirito che Dio non ci ha dato
2 Timoteo 1:7. Invece possiamo paragonare i giganti a Dio! Questa è invece la prospettiva della fede
Efesini 3:20.
Caleb non si è scoraggiato tanti anni prima quando era in minoranza, ci saranno sempre quelli che diranno che una cosa è impossibile da realizzare. Non si è lasciato intimidire dai giganti ad Ebron. Caleb non si lasciò scoraggiare dalla sua età
Giosuè 14:10-11. Quando Dio ci promette una cosa ci darà sempre la forza necessaria per realizzarla.
Conclusione
Come Caleb dovette aspettare molto tempo per entrare nella Terra Promessa, così anche noi dobbiamo aspettare pazientemente prima di godere la gloria eterna con il nostro Signore Gesù Cristo
Giacomo 5:7,8. Non dobbiamo scoraggiarci perché Gesù ci ha assicurato che sta preparando un luogo per chi crede in Lui
Giovanni 14:3.
Siamo incoraggiati dunque a non mollare
Ebrei 10:23. Ciò ch’è indispensabile sapere è che per poter possedere le promesse di Dio, Egli deve per primo possedere noi.
Come guida:
Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.