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:: Cristo è la vite
Giovanni 15:1-11

Gesù e i discepoli hanno lasciato la sala dove hanno consumato insieme l’ultima cena. Vanno verso il giardino del Getsemani, dove Gesù innalzerà la sua preghiera sacerdotale, e poi verrà arrestato. Sceglie di dare questo insegnamento ai suoi discepoli in questo particolare momento perché essi ne hanno di bisogno. Egli informò loro che sarebbe andato via e che l’opera sua doveva continuare attraverso di loro, dunque avevano bisogno di sapere come realizzare del frutto nella loro vita.
    I. Pensieri sulla vera vite
Gesù è la vera vite in quanto Egli solo possiede la vera vita esuberante di cui l’uomo ha bisogno. La vita eterna è in Lui. Gesù è la vite piantata nel mondo, non si tratta di un prodotto spontaneo della terra ma qualcosa volutamente realizzato, quindi il Padre ha mandato il suo Figlio per trasmettere grazia a tutti gli uomini. Come la vigna è una pianta che cresce allargandosi, la salvezza in Gesù è una realtà che vuole allargarsi fino alle estremità della terra.
La figura della vigna descrive l’intima unione con i tralci che dipendono totalmente su di lui. Una vigna e anche un esempio classico per mostrare come il portare frutto è evidenza di produttività spirituale.
La vigna illustrata nell’Antico Testamento. Israele è stato identificato come la vigna di Dio, Dio era il suo vignaiolo che agiva attraverso il suo popolo. Isaia 5:1-7. Nel nuovo testamento, non più un uomo avrebbe ricevuto benedizioni tramite un patto nazionalistico, ma tramite la nuova vigna, Cristo Gesù. Solo connessa a Lui mediante la fede può una persona ricevere vita spirituale e portare frutto.
    II. Il Vignaiolo - Il padre Celeste
Il vignaiolo più semplicemente si riferisce al giardiniere, colui che ha la responsabilità di prendere cura della vigna. Il Padre celeste ha questa responsabilità, come contadino deve tagliare e togliere quei tralci che non portano frutto, ma che tendono ad assorbire inutilmente linfa e energia da quei tralci che portano frutto. Questo gesto incrementa la produttività. Il vignaiolo costantemente potava i tralci produttivi così da concentrare bene la linfa della vigna facendola maturare maggiormente così da produrre altro frutto. Dio vuole fare del bene al Suo popolo Geremia 32:41.
Il Padre si applica dunque a levare i tralci infruttuosi Giovanni 15:2,6. Tralci che sono coloro che fanno solo professione di Cristo ma non sono dei veri credenti. Ad un certo momento, nei tempi di Dio, per il bene di tutta la vigna, così da salvaguardare la sua salute e vita stessa, questi tralci sono tagliati come atto di giudizio divino.
Fa anche un atto di potatura. Il Padre ha da lavorare sul credente, è un’opera continua. L’intento è per renderlo più maturo e così poter portare più frutto Ebrei 12:6,7,10. Giovanni 15:3 ci indica lo strumento preciso usato da Dio, le sue forbici o coltello spirituale, la Sua Parola.
A volte Dio usa sia le sofferenze che le prove nel suo processo di potatura, però alla fine di tutto questo non fa altro che renderci più aperti alla voce del Signore.
Avete mai notato che sono nei momenti di particolare difficoltà che il credente è spiritualmente più sensibile? Lo Spirito di Dio riesce ad applicare meglio la Scrittura ai nostri cuori nelle avversità. I problemi aprono i nostri occhi così da poter ricevere l’intervento divino nei nostri cuori. La Parola è la spada che taglia Ebrei 4:12.
    III. I Tralci
Il nocciolo della nuova vita in Cristo è la produttività, l’opera se vogliamo usare un altro termine biblico Efesini 2:10; Giacomo 2:17,22; Matteo 7:16-17, 20; Matteo 12:33; Matteo 3:7-8; Romani 6:20-22.
Lo scopo della vigna è unico, produrre frutto, è questo frutto unicamente ad onore e gloria del vignaiolo.
Quando c’è del frutto in una vigna, la gloria, ne il merito va ai tralci, al suolo ma tutto passa al giardiniere.
La stessa cosa si può dire di Gesù, tutto ciò che ha fatto e che fa risulta alla gloria del Padre Suo. Lo stesso desiderio deve animare la vita del credente, c'è qualcosa che non va quando non esiste il desiderio di piacere al Padre celeste.
    IV. I requisiti per portare frutto Giovanni 15:2,4,5.
Il tralcio dev’essere attaccato alla vite. L’unione con Cristo è vitale. Occorre mantenere un’intima comunione con la vigna se essa deve produrre frutto in noi. Come si fa a dimorare? Preghiera, lo studio della Parola, rinunciare a sé stessi, ubbidire ai suoi precetti. Il tralcio dev’essere disponibile verso la vite. Non dimentichiamo che il portare frutto in realtà è passiva da parte del tralcio. È la vigna che produce il suo frutto, a me spetta solo dimorare. Non è il risultato di sforzi sovraumani da parte mia ma perché mi arrendo a Cristo, Egli produce il suo frutto tramite noi.
Quando parliamo di frutto, ricordiamoci che stiamo parlando di tre aspetti basilari del frutto che Dio produce nei suoi figli.
  • La santificazione — Cioè, assomigliamo di più a Lui Romani 6:22; Filippesi 1:11; Colossesi 1:10.
  • Spiritualità — Cioè, ci comportiamo di più come Lui Galati 5:22-23.
  • Salvezza delle anime — Cioè, avvertiamo di più il peso che Lui ha Romani 1:13.
    1. V. Le promesse rivolte alla vera vigna.
    Coloro che dimorano nella vera vite possono godere delle promesse del Signore.
  • Una vita di preghiera priva di impedimenti. Giovanni 15:7. Questo sarà possibile perché vivendo in comunione con Lui, la Sua volontà diventerà la nostra. Si crea una meravigliosa armonia e sapremo come pregare e per cosa pregare.
  • Un amore senza fine. Giovanni 15:9. Gesù ama tutti gli uomini, ma per coloro che dimorano nei suoi comandamenti, vivono in ubbidienza, realizzano un rapporto speciale con Lui.
  • Una gioia non comune. Giovanni 15:11.




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