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Cristo, Modello Perfetto — Lezione 6


“Infatti a questo siete stati chiamati, poiché anche Cristo ha sofferto per voi,
lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme.”
1 Pietro 2:21

Lettura biblica: Filippesi 2:1-11
Paolo scrive ai Filippesi per assicurare loro che la sua prigionia ha contribuito positivamente alla causa dell’Evangelo. Il suo desiderio è certamente quello di essere liberato ma se non fosse così lui continuerebbe a predicare fedelmente la Parola di Dio. Dopo i commenti introduttivi del primo capitolo l’apostolo vuole evidenziare i sentimenti, le attitudini e gli atteggiamenti presenti in Gesù così da poterlo imitare. Tutto questo con lo scopo di spronare i filippesi a realizzare un profondo pari consentimento e un’unità consolidata tra di loro.
    Umiltà: Antidoto dell'ambizione
L’uomo privo della grazia di Dio, non soltanto vive senza seguire i dettami della Parola di Dio, ma manifesta, inoltre, sentimenti di ambizione, di superiorità, di superbia. Il credente, invece, rigenerato nel cuore, ha lo Spirito Santo, che forgia il suo carattere ad immagine di Cristo (2 Corinzi 3:18).
I credenti di Filippi, in quanto cristiani, non dovevano far nulla per interesse egoistico, non dovevano generare dei “partiti” all’interno della chiesa (cfr. 1 Corinzi 1:12), cercando magari “d’aver il primato” tra i fratelli, come faceva Diotrefe (3 Giovanni ), né tantomeno dovevano essere motivati dalla vanagloria e dall’orgoglio.
L’apostolo quindi vuole sottolineare tre fondamentali verità: l’armonia fraterna, l’essere scevri da egoismo, il manifestare un sentimento di autentico altruismo. Paolo è consapevole di come l’umiltà nei rapporti tra i fratelli sia il miglior antidoto contro le divisioni che a volte minacciano le comunità. Il suo suggerimento è quello di stimare gli altri più di noi stessi Romani 12:3. Nel comprendere le capacità donateci da Dio è opportuno anche riconoscere i nostri limiti e le nostre debolezze evitando in questo modo di ambire ad un piacere egoistico o ad un’autogratificazione piuttosto che ad un atteggiamento di servizio verso gli altri Matteo 20:25-28.
    Umiltà: Espressa nell'abnegazione di Gesù
Nel volere spiegare meglio il significato di umiltà Paolo prende come esempio Gesù. L’apostolo esorta i Filippesi ad avere il medesimo atteggiamento di abnegazione e di altruismo assunto da Gesù quando venne nel mondo. Pur essendo Figlio di Dio, la seconda Persona della trinità, e pur avendo la stessa natura ed essenza del Padre, Gesù non considerò questa posizione come qualcosa di cui vantarsi o da stringere gelosamente. Il Signore mise da parte i suoi privilegi divini volendo essere simile agli uomini.
Davanti a satana, nella tentazione del deserto, Gesù rifiutò di usare la Sua potenza per provvedersi del cibo e per soddisfare la Sua fame Matteo 4:1-4. La rinuncia di Cristo ad usare i Suoi attributi divini fu ancor più evidente alla croce Matteo 27:42. Pur non smettendo mai di essere Dio, Gesù visse da uomo. Se sapremo rinunciare a noi stessi per seguire la volontà di Dio, allora, sperimenteremo la vita esuberante promessa da Gesù.
    Umiltà: Prerogativa per cooperare con Dio e gli altri
Per realizzare una vera unità ogni credente umilmente deve assumere la propria responsabilità davanti Dio, la società e la comunità; quindi qualsiasi egoismo superficiale deve trasformarsi in un impegno serio, occorre compiere la propria salvezza “con timore e tremore”. È dovere di tutti i figli di Dio vivere senza biasimo, in senso sia morale sia spirituale e il proprio comportamento non deve destare neppure il sospetto di una condotta biasimevole Efesini 1:4; Colossesi 1:22; 2Pietro 3:14.
Quando i credenti seguono l’esempio altruista e generoso di Gesù, smettono di mormorare e di criticare gli altri fratelli in fede. Essi in questo modo, imparano a mettere da parte i propri diritti e le proprie opinioni per agire in armonia con la famiglia. Noi cooperiamo con Dio ogni volta che iniziamo un giorno, disponendoci alla Sua guida ed anche quando siamo sensibili alle necessità degli altri, cerchiamo di intervenire con l’aiuto del Signore.
    Conclusione — vivere secondo l’esempio di Cristo implica che:
  a
Dobbiamo impegnarci per favorire l’unità del Corpo di Cristo, anche se questo può richiedere la rinuncia dei nostri diritti o dei nostri obbiettivi personali.
  b
Dobbiamo mettere da parte i nostri desideri per il bene del Corpo, così come il Figlio di Dio ha lasciato la gloria facendosi servo per amor nostro;
  c
Dobbiamo annunciare Cristo agli altri, lasciando che la Sua presenza si manifesti attraverso di noi per annunciare l’Evangelo al mondo.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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