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Debora e Barac — Lezione 9


Ma nella loro angoscia gridarono al SIGNORE
ed egli li liberò dalle loro tribolazioni”
(Salmi 107:6)

Testo di Lettura: Giudici 4; 5
Nelle parole del testo è evidente lo scenario che spesso si ripete durante il periodo dei giudici Giudici 4:1. La protagonista questa volta è una profetessa di nome Debora, la quale insieme a Barac riportò una vittoria importante sull’esercito del Re di Canaan.
Debora è l’unico nome di donna tra coloro i quali vinsero contro i nemici d’Israele. L’oppressione degli Israeliti fu il diretto risultato del loro sviamento. La presenza di Debora comunque indica come Dio non aveva distolto il Suo sguardo da Israele ed al tempo opportuno interviene. Debora parlava da parte del Signore, sotto la guida dello Spirito Santo e comunicava i Suoi messaggi ai figli di Israele Giudici 5:7.
Dei commentatori hanno suggerito che l’assenza di figure maschili alla guida del popolo, come nei ruoli di re, profeta e giudice, e la stessa titubanza e paura di Barac, dimostrava il bassissimo livello spirituale d’Israele e quanto si erano allontanati da Dio.
    La Fede di Debora Giudici 4:6
Fiduciosa
Debora chiama Barac, il compito suo era quello di raccogliere 10.000 uomini pronti per andare in battaglia. La strategia che si stava ad operare non era quella della profetessa, né dei militari d’Israele, ma semplicemente un comando diretto di Dio. Dalla domanda posta da Debora a Barac v. 6 sembra che quest’ultimo non sentisse bene la voce di Dio e che Debora dovesse ripeter con forza l’ordine divino.
Uno dei segni di sviamento e distacco spirituale è quando Dio si deve ripetere più di una volta e deve alzare la voce prima che venga ascoltato e ubbidito. La fede di questa donna è senza esitazione, lei con fiducia chiama Barac e pronuncia ciò che Dio vuole.

Decisa e operante
A differenza di Barac, che si mostra titubante nell’andare in guerra, Debora dimostra con la sua azione la sua fede Giudici 4:8,9. È bello avere fede quando sono gli altri che si espongono, che si sacrificano e pagano il prezzo del servizio cristiano. Una fede debole pone sembra delle condizioni, come lo era quella di Barac, il quale perse la possibilità di essere colui che avrebbe ucciso definitivamente e direttamente il nemico. Una tale fede ubbidisce e agisce se lo farà qualcuno altro.

Contagiosa
Barak, ispirato da Debora divenne forte nella fede, tanto è vero che il suo nome è riportato nell’elenco di Ebrei 11 e non quello di Debora Ebrei 11:32-34.
Una seconda persona che viene contagiata dalla fede di Debora è Iael moglie di Eber, la quale diede il colpo finale a Sisera. Sisera non ha ricevuto altro se non la giusta ricompensa per le sue azioni crudeli, la sua morte fu il giudizio di Dio per le sue stesse azioni.
    La collaborazione tra Debora e Barac Giudici 4:10
Debora non era un capo militare e quindi non sapeva condurre una guerra ma sapeva ispirare le truppe. Barac non sapeva parlare da parte di Dio ma sapeva combattere. Ambedue erano dipendenti dall’altro per assicurare la vittoria al popolo. Come credenti siamo membri l’uno dell’altro ma non tutti abbiamo lo stesso ufficio o ruolo.
L’operaio senza il tecnico che offre consigli e direttive precise cade nella confusione. Il tecnico che sa fare bei disegni senza l’aiuto di un operaio non vedrà nulla realizzato. Il lavoro del cervello è tanto importante quanto l’aspetto meccanico. E’ una follia per uomini pratici disprezzare uomini di pensiero, ed è altrettanto folle che il pensatore possa scartare l’uomo di azione.
Questa collaborazione umana ebbe successo principalmente perché lo Spirito di Dio agiva fra di loro Giudici 4:14-15. Dio usò strumenti umani, come fa spesso, e fu Lui a controllare la situazione ed a concedere la vittoria al popolo.
    L’adempimento della profezia di Debora
La sconfitta di Sisera è stata netta e chiara. Il cuore dei nemici di Dio non sono mai tranquilli, al sapere che Barac aveva con sé 10.000 uomini; Sisera va subito all’attacco mostrando poca prudenza Giudici 4:12-13. La sua arroganza nel mostrare tutta la sua capacità militare lo espone ad una sconfitta devastante ed umiliante Giudici 5:19-22.
Debora aveva profetizzato che Sisera sarebbe stato nelle mani di Barac, ma senza ricevere onore. E così avvenne Giudici 5:24-27. La morte di Sisera è rappresentativa del potere del peccato del popolo finalmente sconfitto. Il peccato dell’umanità è stato sconfitto perché inchiodato sulla croce insieme a Gesù.
    Il cantico di Debora Giudici 5:1-9.
Gli Israeliti, solitamente, celebravano le grandi vittorie con dei cantici. Attraverso di essi si ricordavano le opere potenti di Dio. È cosa buona lodare il Signore, è una cosa che si addice al popolo di Dio. Dispiace vedere chi non riesce a rallegrarsi alla presenza del Signore e non ha libertà nel momento del canto e dell’adorazione. Il canto del redento non può essere una semplice esibizione, ma certamente non può neanche essere fatto fiaccamente. Dio dimora in mezzo alla lode del Suo popolo e dove c’è lo Spirito Santo ci sono inni e canti spirituali Efesini 5:18-20.
Nel canto di Debora vorrei sottolineare un particolare, c’è un rimproverò verso un cristianesimo tiepido cfr. Giudici 5:16-17,23. È necessario che siamo consumati dallo zelo per il Signore e la causa sua. Chi ha combattuto e andò in battaglia per fede vide la Sua gloria, gli altri hanno sperimentato solo maledizione divina.
Tra le parole più conosciute del canto di Debora ci sono quelle espresse nei versi 15 e 16. “Decisioni coraggiose fatte presso ai ruscelli di Ruben”. Forse una decisione da prendere è quella di iniziare a servire il Signore seriamente, organizzando la propria vita e facendo in modo che le aspirazioni, il tempo, gli obbiettivi, il denaro non girano intorno ai propri interessi ma che siano impegnati per primo nel regno di Dio.
Forse sei impegnato in tanti servizi per il Signore, ma almeno stai facendo uno con lealtà, con dedizione, con sacrifico, con tutto il cuore? Smetti di servire Dio per te stesso così potrai servire Dio meglio e anche gli altri.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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