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:: Dio Provvede per il Suo Popolo — Lezione 2


«Benedici anima mia, l’Eterno, e non dimenticare alcuno dei suoi benefici».
Salmo 103:2


Testi principali: Esodo 15:22-25; 16:1-21; 31-35.

In seguito alla grande vittoria ottenutasi al Mar Rosso, Israele affronta subito una prova. I canti e le lodi presto si trasformano in lamenti e mormorii. Spesso il Signore quando ha in mente per noi una grande benedizione, ci mette prima nel crogiolo della prova. 1 Pietro 1:6,7.
Israele ha prima avuto sete e fame e poi Dio si è rivelato come Colui che provvede. Solo chi supera quel momento di prova potrà sperimentare l’abbondanza della benedizione di Dio. cfr Giacomo 1:12

Nel considerare la Provvidenza divina sottolineiamo alcuni aspetti connessi.
    1. Attenzione a non mormorare!
A Mara come anche dopo Elim, il popolo ha dimenticato la capacità di Dio di intervenire e cambiare le situazioni a loro favore, purtroppo non sempre si riesce a ricordare a lungo i benefici del Signore. Sicuramente la preoccupazione del popolo era comprensibile trovandosi senza acqua e poi senza cibo, ma sarebbe stato meglio se fin dall’inizio invece di lamentarsi, avesse pregato in ambedue i casi.
Anziché affrontare la prova confidando in Dio, gli Israeliti brontolarono, non credendo, soprattutto nel deserto di Sin, che Dio avrebbe supplito con la sua potenza alle loro necessità. Lì nel deserto cominciarono a rimpiangere le cipolle dell’Egitto. Purtroppo oggi succede la stessa cosa, alcuni che hanno vissuto una meravigliosa esperienza di salvezza, alla prima opposizione, rimpiangono la vecchia vita. Matteo 13:20-21.
In occasioni future l’ira di Dio si è accesa nei confronti del popolo a motivo del loro mormorio Numeri 11:1-2; 31-34. Le Scritture non assolvono quei cristiani che si lamentano e criticano sempre. 1Corinzi 10:10; Filippesi 2:14.
    2. Prima della provvidenza c’è la prova
Delle esperienza come Mara sono degli esempi di prova. Troppo spesso ci lamentiamo dicendo: “Perché Dio ha permesso che mi avvenisse questo"? Le esperienze amare non significano che Dio ci sta punendo, ma Egli le permette:
per modellarci ed educarci;
per prepararci ad esperienze future;
per farci vedere la Sua gloria.
Il Signore non eliminò Mara, ma trasformò quella stessa risorsa d’acqua, così da diventare una benedizione per il Suo popolo Salmo 84:6. Non dimentichiamo l’occasione in cui Dio si è manifestato per la prima volta come “L’Iddio che provvede” Abramo conobbe questa caratteristica di Dio solo dopo aver superato la prova Genesi 22:10-14.
    3. Non essere ansiosi
Dio mandò dal cielo la manna come aveva promesso. Per verificare l’ubbidienza del popolo, Dio diede loro delle istruzioni precise Esodo 16:19. Alcuni non diedero ascolto e trattennero un po’ di manna fino all’indomani.
La loro azione, oltre ad essere disubbidienza, ha dato dimostrazione di dubitare che Dio avrebbe provveduto il cibo giorno per giorno. Per imparare la lezione la manna divenne disgustosa, pieni di vermi. Il Signore ci ordina di non essere ansiosi del domani. Matteo 6:25-34.
Per ben 40 anni Dio fornì a circa 3-4 milioni di persone giornalmente questo cibo squisito che offriva la sostanza della farina, il profumo dell’olio fresco e la dolcezza del miele. Solo dopo entrato nella terra promessa dove il popolo da solo poteva procurarsi del cibo la manna smise di scendere Deuteronomio 29:5,6.
Nel non essere ansiosi possiamo aggiungere l’importanza di essere contenti con ciò che il Signore ci provvede. 1 Timoteo 6:6-9; Proverbi 30:7-9.
    4. Ricordare i beni del Signore
La miracolosa provvidenza del cibo nel deserto doveva essere ricordata, perciò fu comandato ad Aaronne di mettere della manna in un vaso d’oro Esodo 16:31-35. La necessità di scadenze che ricordino le benedizioni di Dio è, già di per sé, un’indicazione della debolezza umana. Infatti, l’uomo troppo in fretta dimentica le cose. Perciò Iddio, conoscendo la nostra fragilità, nell’A.T. stabilì qualcosa in memoria di ciò ch’era accaduto.
Nel N.T. non esistono feste per ricordare l’opere di Dio, poiché, per la comunione dello Spirito Santo, ogni giorno realizziamo la “freschezza” dell’opera della grazia nella nostra vita. È stato dato un ruolo commemorativo solo alla cena del Signore. La cena del Signore, però, non è celebrata con una data prestabilita o condizionata da un calendario liturgico, invece, ogni qualvolta che la comunità la desidera la si può fare liberamente.

Quali insegnamenti possiamo trarre per noi dalla manna?

Le nostre necessita spirituali sono di primaria importanza rispetto a quelle materiali Matteo 4:4 La «manna nascosta» di Apocalisse 2:17 indica il nutrimento spirituale derivante dalla comunione con Dio.
Dobbiamo dipendere da Dio per le nostre necessità quotidiane Matteo 6:11.
Cristo è il nostro pane di vita Giovanni 6:32-35.
    5. La misura in cui Dio provvede
La provvidenza è sempre in misura abbondante. Vari passi della Scritture dimostrano la Sua immensa bontà e straordinaria generosità sia nel campo spirituale che materiale. Salmo 86:5; Luca 6:38. Non c’è limite a quello che Dio può fare per coloro che confidano in Lui. Efesini 3:20.
Non dimentichiamo che la nostra mancanza di fedeltà nel dare al Signore o essere avari e dimenticare i bisogni di altri può ostacolare la provvidenza di Dio nei nostri confronti. Luca 6:38 (le prime parole); Malachia 3:7-10.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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