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:: Gesù, la Luce del mondo
   Giovanni 8:1-34
    I. Una perplessità affrontata Giovanni 8:1-3
Le convinzioni dei discepoli erano che le afflizioni o le malattie sono sempre causate dal peccato. Credevano che fosse possibile che l’uomo nato cieco avrebbe peccato prima di nascere. Alcuni giudei pensavano, basandosi su degli episodi isolati dell’Antico Testamento, che un bambino poteva essere colpevole di peccato sin dal grembo della madre Genesi 25:22; 38:28,29.
Per mostrare come i discepoli erano influenzati dalle tradizioni e speculazioni del tempo, subito pensano che la malattia poteva essere conseguenza del peccato di un genitore. (Ezechiele 18:20, "La persona che pecca è quella che morirà, il figlio non pagherà per l’iniquità del padre, e il padre non pagherà per l’iniquità del figlio; la giustizia del giusto sarà sul giusto, l’empietà dell’empio sarà sull’empio", le azioni di alcuni, possono sì influenzare negativamente la vita di altri, ma davanti a Dio, ognuno è responsabile per le sue azioni).
Non possiamo negare che nella legge morale di Dio le sofferenze sono anche associate con il peccato Romani 6:23; ma con la risposta di Gesù è evidente che non si può considerare ogni afflizione come un giudizio divino. Il Signore nel rispondere, dimostra come Dio vuole, e può, da situazioni apparentemente negative trasformarle in bene e alla Sua gloria.
    II. Una missione da compiere Giovanni 8:4-5
Ci sono opere che vanno compiute nel tempo giusto, in caso contrario, l’occasione è perduta per sempre. Si può peccare anche se non facciamo nulla Giacomo 4:17. "Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato"
C’è un’urgenza di dedicarci, come Cristo, a sollevare chi è nelle tenebre, il tempo è prezioso e non può essere sprecato in cose inutili Efesini 5:16, Colossesi 4:5. "ricuperando il tempo perché i giorni sono malvagi". "Comportatevi con saggezza verso quelli di fuori, ricuperando il tempo".
    III. Un gesto da considerare Giovanni 8:6-7
Senza dubbio non c’è nessuna realtà miracolosa nel fango che fu spalmato sugli occhi del cieco da parte di Gesù. La potenza di Dio è infinita e non è il metodo che guarisce ma la semplice fede e l’ubbidienza che poniamo alla potenza e misericordia del Signore Giacomo 5:13-16.
È utile invece considerare un aspetto spirituale, nel sporcare gli occhi del cieco nacque l’esigenza di lavarli; Gesù indica dove andare.
L’opera dello Spirito Santo convince il cuore dell’uomo, lo fa avvertire la sua "sporcizia spirituale" (cfr. Isaia 6:1-7) in quel momento si sente forte il bisogno di lavarsi. Gesù ci indica il suo sangue prezioso.
    IV. Il problema del miracolo
Gesù diventa un motivo di controversia, la guarigione di quest’uomo suscita tanti sentimenti e atteggiamenti. Gesù splende come un faro e qualcosa succede.
  •    Vicini curiosi Giovanni 8:9-12 … la presenza di Cristo in alcuni suscita una certa curiosità, vorrebbero sapere di più. Un risultato dell’evangelizzazione è che le persone fanno delle domande, è importante che la chiesa sappia "risvegliare" questo sentimento nei loro vicini.


  •    Genitori ambigui Giovanni 8:18-22 … avevano paura di identificarsi con la guarigione del loro figlio. Le opere di Cristo portano a fare una scelta, l’indifferenza è già una presa di posizione. Per alcuni nell’evangelo e le vie del Signore fanno paura perché esigono delle risposte e dei passi netti e precisi.


  •    Religiosi che si oppongono … la presenza di Gesù determina una separazione tra i credenti e i non credenti, tra chi vede e chi preferisce dimorare nelle tenebre. L’opposizione nei confronti del miracolo di Gesù mostra la cecità di cui veramente bisogna preoccuparsi, quella del cuore, della mente e dell’anima. Mentre il cieco riesce ad afferrare delle semplici verità, i religiosi sembrano confusi e perplessi Giovanni 8:25-34. "Egli rispose: «Se egli sia un peccatore, non so; una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo». Essi allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti aprì gli occhi?» Egli rispose loro: «Ve l’ho già detto e voi non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventar suoi discepoli anche voi?» Essi lo insultarono e dissero: «Sei tu discepolo di costui! Noi siamo discepoli di Mosè. Noi sappiamo che a Mosè Dio ha parlato; ma in quanto a costui, non sappiamo di dove sia». L’uomo rispose loro: «Questo poi è strano: che voi non sappiate di dove sia; eppure mi ha aperto gli occhi! Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio e fa la volontà di Dio, egli lo esaudisce. Da che mondo è mondo non si è mai udito che uno abbia aperto gli occhi a uno nato cieco. Se quest’uomo non fosse da Dio, non potrebbe far nulla». Essi gli risposero: «Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi?».





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