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:: Seguire Gesù L’Agnello di Dio
   Giovanni 1:29-42
    I. La Testimonianza di Giovanni battista Giovanni 1:29-34
In questi versi Giovanni pronuncia una frase degna di meditazione sulla persona di Gesù, egli esclama: "Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo". È importante prendere in considerazione il messaggio comprensivo e universale di questa affermazione. Il termine mondo qui usato è inteso come sia Ebrei che Gentili, per tutto coloro che credono in Gesù. La predicazione dell’Agnello di Dio chiama tutti gli uomini a riconoscere il loro proprio peccato e il bisogno del divin sostituto che è Gesù.
Perché egli è chiamato "l’agnello di Dio"?
Vi sono diversi motivi:
  • Rappresenta purezza Isaia 1:18; 1Pietro 1:18-19.
  • Mansuetudine Isaia 53:7.
  • Parla di sacrificio 1 Corinzi 5:7. Un ebreo vivendo ai tempi biblici quando sentiva la parola agnello pensava subito ad un sacrificio, sapeva che l’unico modo per poter accostarsi a Dio ero tramite un sacrificio, quello di agnello.
    Un agnello per un uomo
    Un agnello per una famiglia
    Un agnello per una nazione
    Un agnello per il mondo
Dai tempi più remoti gli ebrei avevano costruito un altare per sacrifici. Nel momento che un agnello veniva immolato su quell’altare l’uomo poneva la suo mano sul sacrificio per significare che l’agnello stava morendo al suo posto. Più in là nel tempio, i sacerdoti compievano questi sacrifici per conto del popolo d’Israele. Ai tempi di Gesù si continuava a portare ogni giorno degli agnelli ai tempio. La cosa unica di Gesù come agnello è che Lui avrebbe portato via i peccati del mondo.
Isaia 53:6-7 è una profezia collegata al messia. Gesù è l’adempimento dei sacrifici dell’Antico Testamento, la sua morte ha potuto mettere fine ad ogni altro sacrifico per il peccato Ebrei 7:27; 9:12. È interessante come la figura di Gesù, l’agnello di Dio viene ricordato da Giovanni apostolo, anni dopo la sua conversione e scrive nell’Apocalisse dell’agnello seduto sul Suo trono.
    II. Andrea e Giovanni incontrano il Messia Giovanni 1:35-42

    Un’occasione accolta

Questi due discepoli ascoltano parlare Giovanni battista e credono che lui sta dicendo la verità. La loro decisione produce un’azione, perché credono e seguono. Nella Bibbia non abbiamo nessuna indicazione che questi due discepoli siano mai tornati da Giovanni, né vediamo il battista dispiaciuto per questo, anzi è stato lui in qualche modo ad incoraggiare loro di seguirLo. Il suo compito era quello di portare le anime a Gesù.

    Una domanda fatta

Il Signore rivolge loro subito una domanda Giovanni 1:38. Non chiede chi, ma che cercate. In altre parole cosa desiderate, cosa cercate davvero nella vita. Avevano un bisogno spirituale, nel seguire il battista hanno dimostrato di possedere un intenso desiderio di conoscere Dio. Fino a quel momento anche se discepoli di Giovanni non hanno ancora soddisfatto quel bisogno, se non fosse stato così non avrebbe lasciato lui per seguire Gesù.
Sicuramente il Signore era consapevole di tutto questo, eppure fa loro la domanda perché il suo intento prima di insegnare chiunque è evidenziare il loro bisogno della verità. Il primo passo nell’evangelizzazione e nell’insegnamento è far comprendere alle persone che sono perduti e che hanno bisogno della verità.
Le persone non cresceranno spiritualmente se non sentono prima il bisogno di crescere , non saranno mai sazi se prima non hanno fame per le cose di Dio.
Dunque il motivo della sua domanda "Che cercate"? Essi danno una risposta strana Giovanni 1:38. Sicuramente questi discepoli non volevano sapere semplicemente questo, magari erano colti di sorpresa ma Gesù gentilmente risponde loro Giovanni 1:39. L’invito venite a vedere è un’occasione di conoscere il Signore più da vicino. Qui si nasconde un segreto importante della vita cristiana, non è semplicemente una realtà che conosciamo basata su nozioni, ma si conosce avendo un’esperienza personale con il Signore. Si può imparare meglio una lingua immergendosi nella cultura e nella pratica che studiando nei libri a scuola.

    Un parente raggiunto

Andrea dopo avere speso un giorno con Gesù va subito alla ricerca del suo fratello Simone. Nel vangelo di Giovanni, Andrea è menzionato tre volte e tutte le volte collegato al portare qualcuno a Gesù.
    Giovanni 1, Pietro a Gesù.
    Giovanni 6, un ragazzo con 5 pani e 2 pesci a Gesù.
    Giovanni 12, lui insieme a Filippo dei greci a Gesù.
L’immagine che abbiamo di Andrea è di un credente che dopo aver conosciuto il Signore lo vuole condividere con altri. Andrea è diverso dal suo fratello, lui è taciturno mentre Simone è estroverso, eppure ambedue diventano discepoli di Gesù. Il Signore chiama a seguire Lui, persone con tipi di personalità diverse. In Giovanni 1:38 i due discepoli chiamano Gesù Rabbi, maestro, ma dopo avere trascorso un solo giorno con il Signore già comprendono che lui è il Messia.
Quanto abbiamo compreso di Gesù, da quando lo abbiamo conosciuto?

    Un nome dato

Qui vediamo il Signore dare a Simone un nome nuovo. Da persona instabile, poco fidabile, con carattere impetuoso ora sarà chiamato e conosciuto come Pietro; "farò di te una pietra", persona fidabile, stabile. In questo vediamo l’essenza dell’opera di Cristo, cambiare l’uomo e rendere ognuno di noi una nuova creatura. Nell’ascoltare Cristo e ricevere la Sua parola nel nostro cuore, egli dimora in noi e ci trasforma in pietre viventi per fare parte della sua casa spirituale. Dio ci vede non per quello che siamo ma per quello che in Cristo diventeremo, lo scopo della salvezza e farci simile a Gesù Romani 8:29.





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