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:: Gesù è il pane della vita
   Giovanni 6:22-40

Notate insieme a me alcuni particolari presente in questo brano della Sacra Scrittura.
1) Gesù, prima di tutto, mette in evidenza il fatto che esiste del cibo che perisce e del cibo che non perisce. Cosa intendeva dire? Esistono cose temporanee che hanno un valore immediato, ma limitato; e esistono cose eterne le quali hanno un valore inestimabile.
Infatti in un’occasione Gesù disse: Luca 9:25 "Infatti che serve all’uomo guadagnare tutto il mondo se poi perde o rovina se stesso?" Abbinato a questa domanda di Gesù possiamo citare la storia del ricco stolto. Luca 12:13-21.
Abbiamo detto tutto questo semplicemente per mostrare quali debbano essere le nostre priorità nella vita, cioè, cercare prima il regno di Dio, adoperarci non soltanto per il cibo che perisce, ma assicurarci che abbiamo abbondanza del cibo che non perisce. Paolo aveva queste parole da dire: 2 Corinzi 4:17-18 "Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria, mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne".
Parabola del ricco stolto
2) Consideriamo un secondo particolare. Gesù è il pane della vita (Giovanni 6:35).
Questa è una affermazione meravigliosa, Egli soltanto può soddisfare i nostri bisogni eterni. Ha dato se stesso morendo sulla croce per aprirci la via della salvezza, per dare in dono a chi crede in Lui la vita eterna, una pace che il mondo non ci può dare, ed una gioia completa.
Egli ci invita a credere nel suo nome e non porre fiducia in noi stessi o in un falso senso di giustizia propria, ricordiamoci che tutti abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio.
Il suo invito è di rifugiarci sotto le sue ali, di credere nell’opera che Egli ha compiuto al calvario. "Essi dunque gli dissero: "Che dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?" Gesù rispose loro: "Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato"".
La fede in Cristo dev’essere personale e attiva. Una vita vissuta seguendo la Sua parola, vivendo in modo di piacere a Lui. Ascoltiamo e arrendiamoci all'invito amorevole di Dio.
"Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero".
Purtroppo, come allora, esistono ancora oggi tanti che con un’aria d’indifferenza fanno poca stima o addirittura rifiutano di credere nel Signore Gesù. Infatti Egli affermò: "Voi m’avete veduto, eppure non credete! A Tommaso il Signore avrebbe detto: "Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto". C’è una benedizione eterna per coloro che credono con tutto il cuore nel Signore,
3) Questo c’introduce all’ultimo particolare che vorrei condividere con voi; la risurrezione dell’ultimo giorno. (Giovanni 6:40) "Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno".
L’insegnamento biblico intorno alla risurrezione dei morti è chiaro e indica soltanto due destinazioni eterne: l’inferno o il cielo, la condanna o la vita eterna. Apocalisse 20:11-15.
La fede in Cristo ci libera dall’ira a venire e getta sul nostro orizzonte certezza, perché la fede è certezza di cose che si sperano. In Cristo, siamo un popolo che possiede una beata speranza, non soltanto, ma a quanti credono in Cristo Gesù, il pane della vita, un cibo che non perisce, una vita che non avrà fine.





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