Tutto l'evangelo Adi 8x1000 - 2015
Home | Forum | Newsletter | Audio mp3 | Scuola Domenicale | Eventi | Foto | Link
Inserisci il tuo indirizzo Iscrivimi Cancellami Leggi arretrati Leggi arretrati
L'angolo del Pastore
Nato di nuovo
Letture
Studi biblici
Meditazioni
Pensieri
Attualità
Pionieri
Bibbia online

Emittenti TV Cristiani Oggi

Il messaggio della settimana in mp3

Le frequenze di radio evangelo

La nostra comunità

Testimonianza PentecostaĆ²e

Chi siamo

Le nostre attività

Turno campeggio 2017

Giornalino L'informatore Evangelico

:: Giuseppe (Il Perdono) — Lezione 2


“Non rendete a nessuno male per male
Impegnatevi a fare il bene davanti a tutti gli uomini.”

Romani 12:17

Testo di Lettura: Genesi 45:1-15; 50:15-21
Dopo aver interpretato il sogno del coppiere, il quale fu ristabilito nel suo ufficio in soli tre giorni, Giuseppe rimase in carcere per altri due anni. In tutto quel periodo Giuseppe non si lamentò mai di quanto gli era avvenuto.
Egli c’insegna una grande lezione: non lamentarsi mai. Talvolta, le circostanze che affrontiamo ci sembrano illogiche e inopportune per un credente. Nulla però deve farci dubitare dell’amore di Dio per noi, né dalla sua saggezza nel dirigere la nostra vita Geremia 29:11; Romani 8:28.
    1. Giuseppe non coltiva dei cattivi sentimenti Genesi 45:1-8
Giuseppe dimostra di essere in travaglio, non riesce a nascondere la Sua identità e con grande trasporto emotivo egli si rivela ai suoi fratelli. Essi rimangono sorpresi, anzi “atterriti dalla sua presenza”. Probabilmente aspettavano un’azione immediata di vendetta e di ritorsione nei loro confronti. I versi letti, invece, chiariscono che Giuseppe non aveva coltivato sentimenti di amarezza e di rivalsa verso i suoi fratelli. Egli li amava e li aveva perdonati.
Giuseppe condivide questo momento con i suoi fratelli da solo, non vuole che gli egiziani sappiano cosa gli è successo, non voleva che ci fossero dei sentimenti negativi verso i suoi fratelli per le azioni da loro commesse cfr. 1 Pietro 4:8. Il desiderio di Giuseppe non era quello di svergognare i suoi fratelli davanti a degli estranei, egli non voleva avere ragione agli occhi degli altri, desiderava invece riconciliarsi con loro ristabilendo un rapporto perché voleva esser in pace con i suoi familiari.
Se Giuseppe avesse considerato la sua esperienza alla luce degli oltraggi subiti, probabilmente avrebbe odiato i suoi fratelli. Se avesse unicamente tenuto conto del dolore, dell’umiliazione, dell’ingiustizia, e dell’abbandono da lui sostenuto, certamente ci si poteva aspettare uno sfogo di rabbia e il totale rifiuto dei suoi fratelli. Giuseppe, invece, era un uomo, che sapeva che sopra ogni esperienza amara c’è la mano del Signore che guida ogni situazione, Dio era stato con lui in tutto ciò che gli era successo.
Quando ci si dimentica che Dio è con noi, e che Egli è capace di trarre il bene dal male, si puòsprofondare nella disperazione ed essere facile preda dell’odio e dei sentimenti naturali d’ira Romani 12:19-20.
    2. Giuseppe dimostra dei buoni sentimenti Genesi 45:9-15
Dopo essersi rivelato ai suoi fratelli, Giuseppe manifesta quel che c’era nel suo cuore: interesse e affetto autentico per la sua famiglia. Le sue parole non sono quelle di chi ammette a malincuore di dover adempiere un obbligo cfr. 2 Corinzi 9:7; Filippesi 2:14; 1Pietro 4:9. Egli non voleva soltanto sostenere la sua famiglia, ma desiderava che fosse vicina a lui, per averne cura personalmente.
Anche se non è sempre possibile ricostruire perfettamente una relazione dopo avere subito un grave oltraggio Proverbi 18:19 bisogna però essere sempre disposti a perdonare, rinunciando ad ogni eventuale rancore. Giuseppe fece il primo passo verso i suoi fratelli e il suo amore lo condusse a un rinnovato legame familiare Romani 12:18. È indispensabile che la bontà di Dio sia manifestata nella nostra vita Luca 6:36; Efesini 4:32.
    3. Giuseppe manifesta la sua fedeltà Genesi 50:15-21
Dopo 17 anni dal suo trasferimento in Egitto Giacobbe mori. I fratelli non sapevano se Giuseppe avesse cambiato atteggiamento nei loro confronti. Giuseppe non esitò a riconfermare il suo amore, fu fedele al perdono dato Salmo 103:12. Che il perdono dato agli altri possa essere duraturo e profondo cfr. Giacomo 1:5.
Com’è successo ai fratelli di Giuseppe, anche al credente, potrebbe venire qualche dubbio nei confronti del perdono ricevuto dal Signore. Il nostro avversario, il diavolo, in tutto questo è astuto e, conoscendo la nostra natura, cerca d’insinuare in noi il dubbio sulla misericordia e la fedeltà di Dio. Dio non è come lo potremmo immaginare o come il nemico ci vorrebbe fare credere, non esiste peccato che Dio non possa perdonare Isaia 55:7; 1Giovanni 1:9.
    Conclusione
Nel considerare l’amore di Dio, non crediamo che alla fine Egli perdonerà tutti, indipendentemente dal fatto che una persona abbia creduto in Gesù o meno, o che si sia ravveduta o meno. Il perdono offerto non esclude un cuore rotto ed uno spirito contrito, è indispensabile nell’argomento del perdono, la sincerità a chi lo offre ma anche da parte di chi lo chiede, sia da Dio che dagli uomini Salmo 51.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

Scarica Audio mp3
Formato pdf
Visualizza libro animato da sfogliare 3° Lezione >>>>




Chi siamo | Dove siamo | Mappa del sito | Diritti d'autore

© www.tuttolevangelo.com 2002 - 2017 - Tutti i diritti sono riservati. È vietata ogni riproduzione anche parziale.
WEBMASTER - Direttore direttore@tuttolevangelo.com
Powered by FareSviluppo.it