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:: "Glorifica il Figlio"
    Giovanni 17:1-5

Il capitolo di Giovanni 17contiene la preghiera più lunga riportata da Gesù durante il suo ministerio pubblico, ed è conosciuta comunemente come la preghiera sacerdotale. Il Signore assume il ruolo di mediatore e ci dà assaggio a ciò ch’è adesso il suo ministerio d’intercessione. Consideriamo alcuni elementi presenti nei primi 5 versi di questa preghiera. Intanto questi aspetti sono di natura personale, cioè prega prima per sé stesso.
    Gesù viveva dipendendo dal Padre Celeste
Alla fine della sua vita e nell’ora più decisiva della sua esistenza umana voleva il sostegno del cielo, desiderava l’approvazione del Padre. Comincia la preghiera con la parola Padre, in Giovanni 17:11, 25 aggiunge gli aggettivi santo e giusto. Anche il credente ha il privilegio, in quanto possiede lo spirito di adozione, quando prega di gridare Abba Padre Romani 8;15; Galati 4:6.
Oltre alle parole, Gesù fece un gesto significante in cui troviamo grande conforto: alzò gli occhi al cielo. Nei capitoli precedenti a questo, Gesù guardava teneramente ai suoi discepoli confortando i loro cuori ma ora il Salvatore guarda in alto per ricevere la sua consolazione. Quest’azione naturalmente esprime lo spostare l’attenzione da pensieri e affetti terreni per rivolgersi a Dio con fiducia e profonda adorazione. Denota l’elevazione del cuore Salmo 25:1 e il riconoscimento della maestà e l’eccellenza del trono di Dio Salmo 123:1. È una posizione che esprime fiducia e certezza, non c’è fiducia in nessun altro se non nel Signore Salmo 121:1,2.
Gesù viveva dipendendo costantemente da Suo Padre. Vi sono tanti altri testi in cui vediamo Gesù alzare gli occhi al cielo Marco 7:32-35; Giovanni 11:41; Matteo 14:19. Quando dipendiamo da Dio possiamo sperimentare la Sua potenza soprannaturale, non soltanto in riferimento alla guarigione di ammalati o il cambiare acqua in vino ma anche nel vivere vittoriosi sul peccato e superare prove e difficoltà. Nonostante Gesù fosse il Figlio di Dio, non viveva appoggiandosi sulla sua persona ma con una totale fiducia e dipendenza al Padre.
    Gesù viveva con una consapevolezza di uno scopo divino per la sua vita.
Egli disse: L’ora è venuta. È una frase interessante che Gesù usò altrove nei vangeli Giovanni 2:3- 4; Giovanni 7:3-6. Cos’era l’ora di Gesù? Il momento della sua vita in cui sarebbe stato glorificato e avrebbe glorificato il Padre. Ciò che Maria e i suoi fratelli non sapevano che Gesù e il Padre sarebbero stati glorificati nella morte sulla croce e poi nella resurrezione. Il Signore sapeva tutto questo ed era consapevole che Lui doveva morire per i peccati del mondo e doveva attirare su di sé l’ira di Dio Isaia 53:4-5.
Ci chiediamo se noi viviamo con un obiettivo spirituale per la nostra vita. Dio vuole che ogni suo figlio viva con la consapevolezza che stia compiendo uno scopo divino per la sua esistenza. Il Signore ci vuole usare per qualcosa ma non sempre ci disponiamo per Lui. È triste quando il credente non cerca qualcosa con cui glorificare Dio.
Gesù stava per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti. In questo gesto sublime chiede al Padre di glorificarlo, dare chiara dimostrazione al mondo che lui era il suo Figlio e che l’opera sua non era invano ma godeva dell’approvazione del cielo. Gesù non voleva che il suo intervento fosse inutile ma chiedeva dei segni ben evidenti che facessero capire a tanti chi era Lui e quanto era importante la Sua morte.

In che modo il Padre ha risposto a questa preghiera?
  • Nel suo arresto e condanna. Di fronte a quelli che sono venuti ad arrestarlo Gesù pronunciò la frase "Io sono" ed essi caddero davanti alla Sua maestà Giovanni 18:6. Giuda il traditore, dichiara egli stesso il suo errore, confessando di aver tradito del sangue innocente Matteo 27:3-4. Pilato, colui che autorizzò la condanna di Gesù affermò di aver davanti a Lui un uomo in cui non c’è nessuna colpa Luca 23:4. Egli pure, senza rendersi conto, scrisse una frase verissima, confermando Gesù come discendente di Davide, quando fece mettere in cima alla croce, "Il re dei Giudei".
  • Nella sua crocifissione e sofferenze. Mentre Egli soffriva appeso ad un legno, Dio Gli concesse la gioia di vedere il primo frutto del suo tormento, un ladrone che si pente riconoscendo in Cristo il re di un regno eterno. Il Signore in quell’istante che spargeva il Suo sangue faceva di ogni principato e potestà diabolica un pubblico spettacolo Colossesi 2:13-15. È vero, il suo calcagno veniva ferito ma il suo piede stava schiacciando il capo del serpente Genesi 3:15. Diventava, sì maledizione ma la benedizione di Dio si sarebbe versata sull’intera umanità. Non dimentichiamo le tre ore delle tenebre, un momento unico che testimoniava di un evento straordinario che stava avvenendo Matteo 27:45.
  • Nel momento preciso della sua morte. Quando Gesù arrese lo spirito, il centurione presente avendo assistito la scena disse: "Costui era davvero il Figlio di Dio". Nel momento che Gesù morì la terra tremò, dei morti risuscitarono, la cortina del tempio si squarciò, segni tangibili e soprannaturali che confermavano, che Colui che moriva non era un uomo comune ma il figlio di Dio Matteo 27:51-54.
  • Nella sua resurrezione. Il padre ha onorato il Figlio risorgendolo dalla morte. Il sacrificio fu accolto, la morte fu sconfitta, il Figlio viene reso veritiero. Gesù ha detto che sarebbe risorto e così è successo. Le chiavi dell’ades sono ora nelle sue mani, ed autorità su ogni carne gli è stata conferita. Adesso il Padre ha fatto di Gesù il giudice dei vivi e dei morti, il donatore di vita eterna Romani 1:1-4; Apocalisse 1:18.
  • Nella sua ascensione. Quaranta giorni dopo la sua resurrezione, Gesù è asceso al Padre, per prendere il suo posto alla destra del Padre. Un posto di gloria e di prestigio. Ora gli è stato dato il nome al disopra di ogni altro nome, al suo nome ogni ginocchio si piegherà ed ogni lingua confesserà che Gesù è il Signore alla gloria di Dio Padre. Il Padre dopo dieci giorni spande il suo Spirito nel giorno della Pentecoste, glorificando così la promessa che Gesù fece di un altro consolatore. Dio aveva accolto la richiesta del Figlio e ora i discepoli sono stati rivestiti di potenza dall’alto Marco 16:19; Filippesi 2:9-11.
    1. Gesù viveva per glorificare il Padre
    In che modo il Padre sarebbe stato glorificato tramite la gloria del Figlio?
  • Il Padre sostenendo Cristo sulla croce e poi risuscitandolo dalla morte, in seguito, facendolo sedere alla Sua destra avrebbe evidenziato i Suoi meravigliosi attributi - la Sua giustizia, la Sua santità, la Sua misericordia e la Sua fedeltà.

  • Il Padre viene glorificato mediante la divulgazione dell’Evangelo. La storia di Cristo ogni volta, raccontata, enfatizza la grandezza dall’amore di Dio, l’Iddio che ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito. La vittoria di Cristo non è altro che la realizzazione del piano misericordioso del Padre, il quale vuole che nessuno perisca ma che tutti giungano al ravvedimento.

  • Nella conversione degli uomini per mezzo della fede in Gesù, il desiderio del Padre di avere degli adoratori che lo adorano in spirito e verità sarebbe stata soddisfatta. Tanti cuori si sarebbero rivolti a Lui per pregarlo, onorarlo, servirlo e ubbidirlo. Gesù aveva ragione: Padre benedicimi, perché in questo modo tu sarai glorificato.
    Mi chiedo se la stessa cosa vale per noi, perché chiediamo dal Signore la sua benedizione, perché vogliamo salute, perché vogliamo avere una famiglia, perché vogliamo avere un lavoro, perché desideriamo il meglio da Dio?
    Sei pronto a dire Signore ti glorificherò con la salute che mi dai, Signore utilizzerò i beni materiali che ho per l’avanzamento del tuo regno, insieme alla moglie e i figli che mi dai ti onorerò nella tua casa e nelle tue vie, la casa che mi dai sarà un luogo di ospitalità per la fratellanza, un faro per l’evangelo.
    Signore, desideriamo la tua approvazione, vogliamo il tuo sostegno, desideriamo la tua benedizione, affinché alla fine, tutti possono sapere che tutto ciò che abbiamo è frutto del tuo grande amore.





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