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:: Il matrimonio cristianoStudio n. 10


“… è bene per l'uomo non toccar donna; ma, per evitare le fornicazioni, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie verso il marito. La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie. Non privatevi l'uno dell'altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza…”. 1 Corinzi 7

In 1Cor. 6:12-20, Paolo parla delle relazioni illegittime tra uomo e donna, in 1Cor. 7 tratta le relazioni legittime. L’argomento del matrimonio, celibato, separazione tra coniugi viene trattato dall’apostolo come conseguenza di risposte alle domande da loro fattogli. Era diffusa nel primo secolo da una parte l’ammirazione per le pratiche ascetiche, compreso il celibato e dall’altra un’elevata immoralità e i Corinzi non sapevano come comportarsi…: Paolo risponde con saggezza e con la guida dello Spirito Santo. Probabilmente alcuni corinzi condividevano l’ascetismo e Paolo spiega ciò che il Signore pensa del matrimonio e del celibato. Egli fa notare alcuni vantaggi del celibato, ma affermerà che c’è maggiore completezza nel matrimonio: 1Cor. 11:11. Il celibato esige uno speciale dono da Dio, Paolo considera il matrimonio come la regola, ma ammette che alcuni, a cui Dio ha concesso un dono particolare, dovrebbero rimanere celibi. Ai nostri giorni il matrimonio è stato bistrattato, non viene riservato a questa istituzione del Signore il giusto valore! Basti pensare alle coppie gay a cui viene permesso di sposarsi (in un solo giorno in uno stato dell’America dopo che è stata approvata la legge si sono celebrati 823 matrimoni gay), a quanti decidono di convivere, a quanti facilmente divorziano. Il matrimonio è stato la prima istituzione divina, fu stabilito prima di qualsiasi altra forma di autorità e di governo! È stata un’idea di Dio, la Sua volontà è che un uomo e una donna si uniscano in matrimonio Gen. 2:18, 2:24. Per alcuni il matrimonio è un sacramento, valido solo se celebrato in forma religiosa e in un luogo di culto. In realtà non è così. In Israele ad esempio, i matrimoni erano officiati dinanzi agli anziani del popolo e non dai sacerdoti: Rut 4:9-11.
  • Una “distorsione” di matrimonio: omosessualità: Nella nostra società si parla di matrimonio dello stesso sesso: matrimonio omosessuale o matrimonio gay e sempre più aumentano il numero di Paesi nel mondo che liberalizzano tale unione. La Bibbia cosa dice a riguardo? Is. 5:20; Lev. 18:22; 20:13; 1Cor. 6:9, 10; Gd. 7; Lc. 17:28-30. Dio ci dice chiaramente tramite la Sua Parola che l’omosessualità è un peccato, una perversione; allora non dobbiamo far diventare il male bene, dichiarando l’omosessualità un semplice stile di vita diverso. Gesù Cristo ci parla chiaramente: Mt. 19:4, 5. In questi versetti Egli spiega in modo esplicito il principio della monogamia e dell’eterosessualità. Paolo nella lettera ai Romani, dichiara che l’omosessualità non è soltanto uno stile di vita diverso, che deve essere accettato e tollerato, ma ci avverte di essere critici. Rom. 1:18-32 Non lasciamoci condizionare dall’etica immorale della società in cui viviamo! Un vero cristiano, che basa la sua vita sulla Bibbia e cerca di vivere secondo la Parola di Dio, dovrebbe provare orrore di fronte a tale perversione, ma non nei confronti delle persone che la stanno esercitando, perché l’amore divino non fa differenze fra le persone, ma è incondizionato e uguale per tutti.
    Un vero credente, invece di disprezzare gli omosessuali, si impegnerà per far conoscere anche a loro la salvezza e il perdono del peccato che Dio offre ad ognuno di noi Ef. 2:4-5; 4:20-24. Chi accetta Gesù Cristo come proprio Salvatore, sarà libero delle catene del peccato e sarà purificato, perché Gesù Cristo perdona ogni peccato, se glielo confessiamo. Dio odia il peccato, ma ama il peccatore 1G. 4:8.
  • Significato del termine matrimonio”? Unione stabile, sancita pubblicamente, tra due persone di sesso diverso, che comporta un particolare rapporto giuridico fra i contraenti. L’origine del termine, risale a «madre» (lat. Matrimonium, da mater, matris «madre», come patrimonium da pater, patris «padre»), è da riconoscere nell’«atto con cui l’uomo conduce a casa una donna perché divenga madre». (DIR: dizionario italiano ragionato, D’Anna, Sintesi). Si cambieranno anche le definizioni e l’etimologia del termine?
    1. LA RELAZIONE TRA CONIUGI: evitare le trappole
    Paolo aveva ricordato che ogni relazione carnale al di fuori del matrimonio è peccato di fornicazione o di adulterio 1Cor. 6:9, 13, 16, 18, trasgressioni che non si addicono ai figli di Dio. L’apostolo in 1Cor. 7 tratta l’argomento all’interno del matrimonio, ciò che bisogna evitare e cosa invece bisogna coltivare nella coppia affinché non si possa peccare… La società di Corinto non era molto differente dalla nostra…: favoriva la gente a vivere nel libertinaggio e nell’immoralità. Il Signore dichiara che la fornicazione è un peccato gravissimo e deve essere evitata; affinché questo possa accadere, ogni uomo deve avere la propria moglie e il proprio marito 1Cor. 7:1, 2. Alcuni credenti di Corinto pensavano che fosse più prudente non sposarsi a causa delle molte difficoltà che andavano incontro, altri pensavano che in questo modo potevano essere più consacrati, Paolo difese, seppur con moderazione, la scelta del celibato, purché fatta per servire meglio il Signore 1Cor. 7:1, 32-34. Per la sua natura, il celibato non è né superiore né inferiore allo stato matrimoniale. Paolo dà per scontato che gli anziani della chiesa debbano essere sposati: 1Tim. 3:2; 3:12. Non è nella mente di Paolo il concetto di celibato assoluto! I celibi e le vedove se devono ardere dirà Paolo sposino! Per evitare la fornicazione il celibe e la nubile, il vedovo, la vedova, devono sposarsi. All’interno del matrimonio poi deve essere conservata la fedeltà promessa dai coniugi per tutta la vita! La società in cui viviamo è composta da uomini e donne infedeli, sleali, e questa è la normalità! La società moderna incoraggia ad avere relazioni anche al di fuori del matrimonio, rendendo l’unione tra l’uomo e la donna qualcosa di egoistico, volgare, senza significato e senza valore. 2Tim. 3:1-4; Rom. 1:31.
    Affinché non si cada in peccato, bisogna evitare la tentazione ed altre trappole pericolose:
  1. Evitare la trappola dell’eccessiva confidenza tra colleghi di lavoro e altri amici: il diavolo attaccherà il matrimonio per mettere in ginocchio una chiesa! Gen. 39:7-16
  2. Evitare la trappola dell’intromissione di parenti, amici e credenti nel matrimonio: Gen. 2:24; Gc. 14:11-17; 16:4, 5, 16-19.
  3. Evitare la trappola dell’abitudine, della routine…
  4. Evitare la trappola della gelosia ossessiva: la gelosia è una forma patologica e distorta dell’amore, denota mancanza di fiducia e di serenità nella coppia.
  5. Evitare la trappola dell’indifferenza: tra i coniugi c’è freddezza, disinteresse, distacco… non è più un matrimonio felice, esuberante, pieno di vita Giobbe 2:8, 9.
  6. Evitare la trappola dell’apparenza: non c’è trasparenza tra i coniugi, già da fidanzati l’una nascondeva la propria personalità, il proprio carattere e con il matrimonio le cose non sono cambiate…
  7. Evitare la trappola dell’egoismo: si guarda solo ai propri interessi e ai propri diritti…
  8. Evitare la trappola dell’orgoglio: nella coppia ci possono essere incomprensione, punti di vista diversi, si può sbagliare, a volte però, non si vuole cedere per primi, si aspetta che sia l’altra/o a fare il primo passo, i giorni e il distacco tra i due aumenta, quando è così chiediamo subito perdono al coniuge, avremo soltanto da guadagnare in pace, serenità, gioia!
  9. Evitare la trappola del rancore: Ef. 4:26, 27, non facciamo passare troppo tempo umiliamoci e chiediamo scusa!
  10. Evitare la trappola della slealtà: tra coniugi deve regnare la massima trasparenza in ogni cosa, non bisogna nascondere nulla al proprio coniuge, perché quando si nasconde qualcosa, quando si dicono mezze verità, il rapporto anche se poco è comunque incrinato! Gen. 31:32 ma Gen. 35:2; 35:18.
  11. Evitare la trappola dello scaricarsi le responsabilità e i ruoli: entrambi i coniugi quando decidono di sposarsi hanno delle responsabilità e dei ruoli all’interno della famiglia, stabiliti da Dio! Essi vanno rispettati! Ef. 5:25, 28; 1P. 3:7; Col. 3:18; 1P. 3:3,4; Pr. 31:30.
    2. Impegnarsi a cercare o ritrovare alcune “PERLE PREZIOSE” nel matrimonio:
  1. La perla dell’amore: l’amore è un sentimento intenso e profondo di affetto, simpatia, adesione, coinvolgimento dell’intera persona rivolto verso un’altra persona. Essendo un sentimento può finire, ma può anche ricominciare, affinché l’amore non possa finire, ma piuttosto aumentare deve essere coltivato, nutrito! La reciprocità e la parità, la solidarietà e l’amore, l’impegno e la compassione che si sperimentavano in una sana unione coniugale sono elencati nel Cantico dei Cantici ed in particolare in CC 2:16 (Il mio amico è mio, ed io sono sua / Il mio diletto è per me e io per lui).
    Dall’originale: il mio amato è mio (io non posso staccarmi da Lui) e io sono Sua (appartengo a Lui, Egli non mi ha disprezzata al punto da non guardarmi più…).
  2. La perla del dialogo, della conversazione: oggi non si parla più, non si dialoga più tra coniugi e questo a lungo andare è una carie, un cancro per il matrimonio e per la famiglia. Il dialogo è una perla da proteggere, da custodire e se in qualche famiglia tale perla è stata perduta, va ricercata e ristabilita!
  3. La perla del perdono: perdonare significa non sottoporre a rivalsa (rifarsi sul prossimo per il torto subito, fargliela pagare…), non punire, riferito a chi ha fatto del male. Con il Cristianesimo un concetto assai più profondo del perdono è: «offrire la propria comprensione per l’errore, la colpa commessa». Rimettere, condonare. Tutti commettiamo degli errori, sbagliamo partendo da questo presupposto possiamo capire che anche nostro marito, nostra moglie può commettere degli errori, bisogna saper chiedere perdono e saper perdonare! Dimenticare l’errore! Non evidenziarlo o ricordarlo. Bisogna “apprendere l’arte” del chiedere perdono e del perdonare. Amare è dire “perdonami” di conseguenza amare è anche perdonare! Bisogna esprimere rammarico. Non serve dire “scusa”. Bisogna esprimere la vergogna che si prova nell’avere offeso: Salmo 41:4; 51:4; Luca 15:21.
    Bisogna recuperare l’armonia persa. la concordia, altrimenti si possono perdere per sempre. Chiediamo perdono sinceramente, perdoniamo di vero cuore. I risultati saranno immediati e palesi: Mt. 5:23-25. L’accordo con il coniuge (e con il fratello) è indispensabile, affinché le richieste a Dio siano esaudite: Mt. 18:19: 1P. 3:7. Siamo chiamati a perdonare sempre anche quando veniamo delusi. Mt. 5:7; 6:12-14; 18:21-35; Lc. 6:37; Ef. 4:32; 1G. 4:20. Il perdono è l’aspetto pratico della nostra professione di fede! Rom. 8:5; 12:19. Se noi ubbidiamo allo Spirito Santo non facciamo altro che rigettare l’istinto carnale, perché l’istinto sarebbe di agire allo stesso modo. Se noi manifestiamo misericordia, esercitiamo il frutto dello spirito! Rom. 8:14; 1G. 3:10-15 Col. 3:12-14.
  4. La perla della comprensione: è quella virtù che consiste nei giudicare il comportamento degli uomini cercando di penetrare nelle ragioni altrui del loro comportamento. È la capacità di considerare i limiti e le debolezze altrui e le motivazioni che spingono l’operare del prossimo. La comprensione viaggia insieme con il perdono e l’amore! 1Sam. 1:8
  5. La perla del rispetto: è il sentimento, il comportamento dettato dalla consapevolezza del valore di una persona e una cosa. Sottintende (quando non sia puramente formale, ostentato od ossequioso) non solo considerazione, ma partecipazione affettiva. Il rispetto per la persona amata ci porta a non offenderla, non deluderla, non trattarla come una serva, ma ad onorarla, a stimarla, a cercare il suo benessere più del nostro; a prendersi cura di lei, ad essere quell’aiuto convenevole pronto ad incoraggiare, a rialzare quando è scoraggiata, a consolare quando è afflitta, a esortarla al bene! 1Sam. 1:8; Rut 2:8,9, 13-16; 3:10-14 e seg.
  6. La perla del “coinvolgimento”: marito e moglie si è una stessa carne, una stessa cosa, non si possono prendere decisioni senza che il coniuge ne sia coinvolto! Bisogna essere coinvolti nella preghiera insieme a casa, nella meditazione della Parola di Dio, nell’educazione dei figli, nella presenza ai culti, nel servizio al Signore, nelle attività della chiesa, evangelizzazione, visite… : 1Sam. 1:19, 20-25; Gen. 7:7; Gen. 11:31; Eso. 4:20; Luca 4:38; 1Cor. 9:5; At. 18:1-3. Ma attenzione! Vogliamo essere coinvolti nel bene, non nel male… Gen. 12:13; 16:2; 3:6; At. 5:9; Gen. 27:6.
  7. La perla dell’attrazione (intimità): entrambi i coniugi non si devono trascurare e non privarsi l’uno dell’altro 1Cor. 7:2-5.
  8. Entrambi devono adempiere i loro doveri coniugali. L’apostolo Paolo riconosce che la relazione fisica è voluta da Dio: i due diverranno “una sola carne” Gen. 2:24. Di conseguenza il proprio corpo appartiene anche al congiunto 1Cor. 7:4. In 1Cor. 7:5, Paolo spiega che non bisogna privarsi l’uno dell’altro, perché ciò, a lungo andare, potrà provocare delle tentazioni. Ci può essere un periodo in cui entrambi i coniugi, di comune accordo, decidano di dedicarsi più intensamente alla preghiera, ma ciò deve essere soltanto per “un tempo”.
Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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