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Il Piano di Dio per i Popoli — Lezione 3


“a Lui sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù,
per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen…”
Efesini 3:21

Testo di lettura: Efesini 3:1-21
Il tema del capitolo 3 agli Efesini considera la predicazione dell’Evangelo rivolta ai gentili. Questo mistero, cioè, la partecipazione a pieno titolo dei pagani, insieme ai giudei, alla chiesa del Signore viene reso palese. Con il termine mistero intendiamo una verità nascosta, o minimamente accennata nell’Antico Testamento ma che viene rivelata e resa chiara o manifestata nel Nuovo alla luce della persona e dell’opera di Cristo.
I giudei dell’Antico Testamento avevano la consapevolezza che i gentili sarebbero stati salvati, perché oggetti anch'essi della grazia e della misericordia del Signore, e che avrebbero anche partecipato in qualche modo al regno di Dio, ma non era chiaro a loro come il piano di Dio fosse quello di eliminare qualsiasi distinzione fra giudei e gentili, creare nella Sua chiesa un solo popolo (Efesini 2).
    1. Paolo prigioniero di Cristo Efesini 3:1
L’apostolo si descrive come prigioniero di Cristo. Sa il motivo per cui è stato imprigionato: per avere predicato ai gentili. Fu arrestato a Gerusalemme, perché credenti giudei zelanti nella legge di Mosè si offesero al suo messaggio di salvezza rivolto alle nazioni straniere. Predicava che tutti potevano essere salvati e che la legge cerimoniale di Mosè è stata messa da parte perché Gesù è l’adempimento della legge (Vedi Atti 21 e 22). Giudei e Gentili erano uno e la circoncisione non aveva nessun valore al fine della salvezza, ciò che contava era la circoncisione del cuore. Galati 5:6; 6:15.
Paolo dunque non si considera prigioniero di Roma, in quanto era convinto che la sua vita era nelle mani di Dio. Se Cristo non voleva la sua prigionia, nessuna catena l’avrebbe potuto trattenere. In altre parole, Cristo lo voleva lì e l’apostolo, anche in catene, avrebbe predicato l’Evangelo. Filippesi 1:12-14. Non si lasciava vincere dalle circostanze ma in ogni cosa agiva da più che vincitore.
    2. Paolo predicatore a tutti i popoli Efesini 3:7-13
Gesù fece dei Suoi primi discepoli, ch’erano pescatori, dei “pescatori di uomini” Matteo 4:19. Paolo confrontandosi con questi uomini esprime la sua indegnità a svolgere lo stesso compito, quello di proclamare le insondabili ricchezze di Cristo Atti 26:18. L’apostolo sente molto forte la responsabilità di portare il messaggio di salvezza ai popoli ed evangelizzare a tutte le genti. Romani 1:14-16; 15:15-16; 1Corinzi 9:16. Nessuno, per Paolo, doveva non conoscere le ricchezze di Dio.
Quali sono queste ricchezze?
  • La sua grazia — Efesini 1:7
  • La sua bontà e pazienza — Romani 2:4
  • La sua sapienza e conoscenza — Romani 11:33
  • La sua misericordia — Efesini 2:4
  • La sua persona — Efesini 3:16
  • Le sue benedizioni — 1 Timoteo 6:17
  • La sua sicurezza — Colossesi 2:2
  • La sua Parola — Colossesi 3:16
  • Il nostro soffrire per Lui — Ebrei 11:26
  • Il suo amore — Efesini 3:18,19

  • Dobbiamo sentirci spronati a predicare e insegnare con passione pregando per coloro che ricevono la parola. Trascurare tutto questo vuol dire venire meno allo scopo per cui la chiesa del Signore esiste. È necessario fare conoscere il piano di Dio Romani 10:8-16. Paolo si emoziona parlando agli efesini del piano di Dio per la chiesa. Siamo stimolati a parlare ad altri di Cristo, ci consideriamo i Suoi servitori per questo tempo?
      3. Paolo prega per la chiesa Efesini 3:14-21
    L’apostolo si inginocchia davanti a Dio in preghiera affinché gli efesini vengano riempiti di ogni benedizione spirituale e in modo particolare venissero alla conoscenza vera dell’amore di Dio. Di solito per i giudei la preghiera veniva svolta in piedi, soltanto quando si voleva fare una supplica umile ed accorta, si prostravano e s'inginocchiavano. Il gesto di Paolo denota un preghiera profondamente sentita.
    Si doveva arrivare a comprendere la dimensione dell’amore di Dio, la larghezza (raggiunge tutti gli uomini), la lunghezza (si estende agli uomini di tutti i tempi), l’altezza (trasporta gli uomini alle più sublimi sommità della gloria) e la profondità (giunge fino all’uomo, più basso). Abbiamo questo amore di Dio nel cuore per tutti gli uomini?

    Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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