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:: Il Piano di Dio per la Famiglia — Lezione I


«Se il SIGNORE non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori…» Salmo 127.1

Testo di lettura: Genesi 2:18-24 e Marcco 10.6-9

I primi due capitoli della Genesi ci presentano la famiglia come la prima istituzione creata da Dio. È Dio che ha voluto la famiglia come nucleo indispensabile per il sano sviluppo della società. L’uomo è un essere unico e distinto dalle altre creature viventi, infatti, dopo che Dio ebbe completato la creazione dell’universo creò Adamo alla sua immagine e somiglianza Genesi 1:26,27; 2:7.
L’uomo non è semplicemente una realtà fisica ma possiede anche una dimensione spirituale. Infatti uno dei nomi utilizzati per l’uomo è la parola greca Anthropos (colui che guarda in alto).Questo nome ci parla della sua posizione spirituale di contatto con Dio e della sua posizione eretta di superiorità sul resto delle creature. Il libro stesso della Genesi evidenzia la comunione che c’era nel giardino d’Eden tra Dio e Adamo Genesi 3:8.
    I. Il matrimonio come necessità emotiva
L’uomo è stato anche creato con delle emozioni, e da subito si è presentata l’esigenza di soddisfare questo bisogno emotivo e sociale. Dio ha visto la malinconia di Adamo Genesi 2:18, tutti gli animali avevano un compagno, ma per l’uomo non si trovò un aiuto che fosse adatto a lui Genesi 2:20. La solitudine è la terribile sensazione di essere tagliati fuori da ogni altra relazione, dal punto di vista sociale questo vuoto si accresce quando si sente:
    Il bisogno insoddisfatto di appartenere a qualcuno
    La mancanza di dialogo nella famiglia, specialmente con il coniuge
    La morte di un caro, in modo particolare se si tratta del coniuge
Adamo ed Eva dovevano unirsi e comunicare a livello spirituale, intellettuale, emotivo e fisico. Dio ha voluto, nel dare Eva ad Adamo, dare una compagnia con cui poter condividere la propria esistenza. È più appropriato quindi pensare all’uomo e alla donna come creature appartenenti a sessi complementari, che soltanto a sessi opposti.
Le caratteristiche proprie di ciascuno dei due coniugi si uniscono armonicamente e danno ricchezza all’unione matrimoniale. L’unione tra omosessuali non può realizzare questa armonia complementare, non è prevista dalla Bibbia, anzi è una pratica condannata Genesi 13:13; 18:20,21; 19:4-11; Romani 1:24,27,32.
Dio nell’unire Adamo ed Eva ha soddisfatto almeno tre importanti esigenze dell’uomo: quella affettiva, quella psicologica e quella di carattere sociale. Il matrimonio che crea una speciale comunione fra i coniugi conosce la sua massima espressione quando si realizza un legame spirituale con Dio.
    II. Il matrimonio è la realizzazione di un nuovo nucleo familiare
Nel matrimonio cristiano, l’uomo e la donna si uniscono in un’unione di corpo, mente e cuore: un vincolo che crea una nuova identità. Non si è semplicemente due persone singole sposate, ma si diventa una sola carne, vivendo così il loro amore in una relazione profonda che coinvolge l’intera personalità sia a livello fisico che mentale e spirituale.
Dio non formò Eva dalla polvere della terra, ma da un elemento più elevato, per indicare con questo, la speciale e diversa relazione che vi sarebbe stata tra marito e moglie. Adamo stesso riconobbe che Eva era parte di sé stesso Genesi 2:23. Fu tanto entusiasta e stimò Eva come un dono meraviglioso di Dio. La loro relazione, come d’altronde di ognuno, sarebbe stata più intima che tra genitori e figli, perché i coniugi avrebbero vissuto insieme per la vita.
con il matrimonio.
Dio creò anche la sessualità, che è un dono divino, per essere un’espressione dell’intero essere ed essa è parte integrante della natura umana. L’unione dell’uomo e della donna doveva essere anche il modo per il quale nuovi esseri umani sarebbero venuti all’esistenza. Dio ha benedetto il matrimonio affinché i coniugi fossero fecondi e moltiplicassero Genesi 1:28. Adamo chiamò sua moglie Eva, perché essa divenne la madre di tutti i viventi Genesi 3:20.
È interessante notare che il comando di lasciare padre e madre ed unirsi al proprio coniuge fu ordinato da Dio ancor prima che ci fossero i genitori Genesi 2:24. La sapienza divina anticipò quel conflitto che sorge nei casi in cui le giovani coppie non sono libere di separarsi dalle famiglie di origine per crearne una loro. La decisione di lasciare la famiglia d’appartenenza deve essere presa prima del matrimonio, altrimenti, le conseguenze negative saranno inevitabili.
I figli devono onorare e rispettare i loro genitori ad ogni età, ma senza permettere che la loro nuova unità familiare sia dominata da pressioni provenienti dall’una o dall’altra famiglia originaria. Ogni intervento dei genitori che non permette alla coppia di discutere i propri problemi e di risolvere le divergenze privatamente interferisce spesso negativamente Attenzione, quindi, che nel voler influire troppo sulla vita altrui, non si corri il rischio che un giorno i nostri figli possano avere dei risentimenti nei nostri confronti per delle cose che non li abbiamo costretti o impediti a fare.
Aggiungo un’ultima cosa: cercare di non essere invadenti nella vita dei parenti, così da rispettare la privacy altrui perchè è giusto che ogni famiglia conservi la propria intimità. Non rischiare, nel non volere offendere dei parenti, la serenità del tuo nucleo familiare.
    III. Il matrimonio preservato da Dio

La grazia di Dio preserva il matrimonio cristiano, Potrebbero pure sorgere delle incomprensioni tra coniugi, ma la grazia di Dio induce sempre i credenti a comportamenti saggi ed alla concordia, perché il Signore è il protettore del matrimonio Salmo 127:1. La sua volontà è che nessuno separi ciò ch’Egli ha unito Malachia 2:14-16; Marco 10:9
È indispensabile il dialogo in famiglia per evitare che le discussioni portino a formare dei bronci o crucci, e, se ci sono vanno tolti immediatamente Efesini 4:26. Il piano originale di Dio per una coppia è quello di amarsi reciprocamente e di rimanere uniti fino a che morte non li separi. L’obbiettivo divino è che i coniugi sviluppino una comunione tale da diventare i migliori amici per la vita.
Per realizzare questo piano è indispensabile che ogni coniuge vivi una vita consacrata a Dio, e sia dedicato l’uno all’altro 1 Corinzi 7:3.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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