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:: IL RUOLO DI UN SERVO DI DIO
(1 Corinzi 3:5-11) — Studio n.5


    1. Il ruolo evidenziato (1 Corinzi 3:5)
Il compito di Paolo, poi di Apollo e di tutti i servi di Dio è quello di servire! Sono dei “ministri”, dei “servitori”! Il termine greco diàkonos significa «colui che serve a tavola». Il termine latino “minestrare” e “ministrare” significa «servire in tavola», da qui: somministrare, fornire ciò di cui si ha bisogno. Il termine latino minister, ministro, «servitore, subalterno», appartiene alla famiglia dei “minus” «meno», “minor” «minore», e si contrappone perciò a “magister “, magistri «maestro, capo», che appartiene ai “magis” «più»! Noi non siamo di quelli che si sentono “più”…
Una definizione di ministro: chi conduce un ufficio, per incarico e sotto la supremazia altrui. Colui che è sottoposto all’autorità costituita e che è mandato per compiere il compito a lui affidato! Poi, con il trascorrere del tempo, il termine è passato a quello più autorevole di «amministrare, dirigere».
    2. L’appartenenza del servo
Se vogliamo essere graditi a Dio dobbiamo essere servi (letteralmente “schiavi “)! (Romani 1:1; Giacomo 1:1). Paolo non vanta le sue qualità, le sue doti, non vanta le conversioni ottenute grazie alla sua predicazione, ma si presenta come servo di Cristo Gesù! Giacomo non si presenta come fratello di Gesù, o come Pastore di Gerusalemme, ma come servitore di Dio e del Signor Gesù Cristo!
Il servo, lo schiavo veniva o acquistato e quindi apparteneva al suo signore, al padrone che lo aveva comprato, oppure conquistato, in quanto prigioniero di guerra!
Il Signore Gesù ci ha acquistati: 1 Pietro 1:18, 19.
Ci ha anche conquistati: Egli ha combattuto per noi! Ha ottenuto la vittoria, noi siamo il Suo bottino di guerra (Isaia 53:10, 11). Ci ha conquistati con il suo amore!
C’è una legge nell’Antico Testamento: Esodo 21:1-6; anche noi un giorno abbiamo fatto questa bella dichiarazione! Anche noi siamo stati “marchiati”, suggellati dallo Spirito Santo! Apparteniamo al Signore e vogliamo piacere solo a Lui, siamo servi per scelta, non per imposizione o costrizione!
    3. L’esempio mostrato
Ci sono tantissimi esempi nella Bibbia di uomini e donne che hanno servito il Signore, ma l’esempio perfetto rimane senza ombra di dubbio Gesù: Marco 10:45; Luca 22:27.

Giovanni 13:1-17
Essere servo seguendo l’esempio di Gesù significa presentarsi con “l’abbigliamento da servo”: Il servo ai tempi di Gesù si riconosceva dall’abbigliamento, ancor prima di vedere se lavorava o no! Gesù è stato servo in tutti i sensi: c’è stato un momento in cui Gesù si “veste” da servo (Giovanni 13:4). In senso spirituale lo ha fatto due volte: Filippesi 2:6-8.
Parafrasi moderna: Living Bible: “Benché fosse Dio, non si fece forte dei suoi diritti divini”!
Prese la forma di servo con l’incarnazione, lasciando la gloria, le ricchezze, il regno…, ma non solo: Colossesi 3:12-14. Queste sono virtù di cui bisogna “vestirsi”! e spogliarsi di altre: Colossesi 3:5-10! Cristo Gesù si vestì da servo o si spogliò per essere servo! Servire il Signore imparando da Gesù vuol dire apparire servitori di Dio: nell’abbigliamento, nel modo di essere, nei sentimenti che ci animano, o si serve il Signore o si è cristiani così, così… non c’è una via di mezzo! O si appare come servi o non si è servi di Dio! Chiediamoci se siamo disposti a spogliarci delle nostre cose se vogliamo servire il Signore: del nostro io, delle nostre prerogative, delle nostre ambizioni…
Essere servo seguendo l’insegnamento di Gesù significa comportarsi da servo, perché l’abbigliamento da solo non fa il servo (Giovanni 13:5). Lavò i piedi! Non fece solo il gesto, ma si comportò da servo, gli schiavi lavavano i piedi dei ricchi commensali ed era un segno di ospitalità; qua Gesù non fa il padrone, ma il servo! Essere servitori non significa essere padroni o fare il padrone, significa essere capaci di servire, bisogna accogliere coloro che sono stanchi del mondo, e togliere loro tale stanchezza spirituale con la Parola di Dio, con la preghiera, con l’incoraggiamento, con un sorriso, con un abbraccio, non siamo chiamati a giudicare la freddezza dei fratelli, ma andare loro incontro, dare loro un po’ di sollievo con l’acqua della Parola di Dio! Gesù lavò i piedi anche a Giuda!
Essere servo seguendo l’esempio di Gesù significa essere utile: Gesù fu un servo utile (Giovanni 13:12). Gesù lavò i piedi, Gesù fece, ma poi spiegò ciò che fece, spiegò il gesto!
Noi possiamo fare, possiamo servire, e il servo non sceglie cosa deve fare, dove deve lavorare, è il suo signore che sceglie per lui, ma dopo aver servito, dobbiamo sempre additare Cristo Gesù! Tutto è inutile se non additiamo Gesù! Possiamo essere grandi predicatori, ma se gli altri non capiscono che Gesù è il Salvatore ed è vivente e devono confidare in Lui, non siamo stati utili!
Gesù si sedette e disse: “vi spiego quello che ho fatto”! Gesù si vestì, si comportò, fu utile! Gesù si è abbassato, si è chinato, non si è alzato, ed è stato utile! Il Signore ci aiuti ad abbassarci, a non ergerci, ad essere utili nell’opera Sua additando sempre Gesù!
Essere servitori seguendo l’esempio di Gesù vuoi dire essere disposti a “pagare il prezzo”. Gesù fu pronto a lasciare il cielo, la gloria e un giorno disse: Luca 9:23; 14:33. Servire con efficacia il Signore vuol dire rinunciare a tutto ciò che è inutile e ricercare tutto ciò che è utile (Colossesi 3:23- 25). Un servo non sceglie il lavoro da svolgere, non sceglie quando svolgerlo, non inizia quando vuole lui e non finisce di lavorare quando decide lui, altrimenti sarebbe un libero professionista! Un servo non sceglie, ma è stato scelto per fare quello che vuole il suo padrone! Noi siamo stati scelti da Dio, non per fare che quello che vogliamo noi, ma quello che Dio vuole!
Il Nuovo Testamento ci parla anche di disciplina e un servo di Dio deve applicare alla sua vita la disciplina, questo termine ha la stessa radice di discepolo, cioè imparare! Deve imparare a rinunciare a quanto gli è caro e lecito ma inutile, perché ciò che è inutile può diventare dannoso, non solo deve lasciare il peccato, le tenebre, ma anche ciò che è vuoto, sciocco, superfluo, perché alla lunga diventa dannoso (1 Corinzi 9:19). Paolo aveva dei diritti, ma fu pronto a metterli da parte, pur di vedere il maggior numero di anime arrese al Signore! Marco 6:31-34. Gesù ha dato l’esempio di un vero servitore, Gesù in qualità di servo è colui che cerca il benessere altrui, il vero servo, il vero ministro è colui che si da tutto per il bene degli altri, desidera che il prossimo stia bene anche se può andare a scapito di sé stesso! Gesù ancora oggi ci serve, ogni qualvolta che ci accostiamo a Lui, ogni qualvolta che veniamo ai culti, Egli prepara una mensa imbandita e passa vicino ad ognuno di noi con il cibo buono, succulento che necessita per la nostra anima e un giorno non molto lontano: Luca 12:37.

Il Signore Gesù è vero esempio di servitore! Il compito del servo è quello di servire le pietanze, il cibo alle anime, questo fu anche il compito di Paolo, Apollo, Cefa… Essi furono dei semplici strumenti per mezzo dei quali i Corinzi avevano creduto! A volte si può scadere come la Chiesa di Corinto di lodare lo strumento, la gloria deve essere data al Signore, non al servo di Dio! Il servo di Dio va onorato, rispettato, stimato, amato, sostenuto, la Bibbia ce lo attesta chiaramente: Ebrei 13:17; 1Tessalonicesi 5:12, 13; 1Timoteo 5:17. Attenzione ai due eccessi! A non idolatrare o non rispettare!
    4. La “sede di lavoro” del servo (1 Cor. 3:6-9)
Paolo utilizza l’immagine del campo e dell’edificio per indicare la Chiesa del Signore, nel caso specifico, quella di Corinto; Dio è l’unico proprietario del campo (Atti 20:28).
Il campo di Dio: Il padrone, Dio, assume dei servi, per lavorare nel suo campo e affida loro dei compiti, se il lavoro è svolto con diligenza, secondo quanto stabilito dal padrone, il raccolto sarà necessariamente buono! Il messaggio dell’Evangelo è come il seme da spargere che Dio aveva affidato a Paolo, egli doveva seminare la Parola ovunque, anche a Corinto. In seguito, il Signore diede ad Apollo, “uomo eloquente e versato nelle Scritture”, il compito di annaffiare il seme già sparso…
Dopo aver seminato e annaffiato, i contadini devono soltanto attendere che la pianta cresca! Chi fa crescere non è né Paolo, né Apollo, ma il Signore è Colui che fa crescere! Tutta la gloria spetta soltanto a Lui, noi preoccupiamoci di spargere il buon seme della Parola, senza adulterarlo, senza contaminarlo, poi il Signore è colui che salverà, agirà nei cuori! (Salmi 126:6).
L’edificio di Dio: 1 Cor. 3:9, 10 Dio aveva affidato a Paolo il compito di gettare le fondamenta della comunità, presentando con chiarezza l’Evangelo di Cristo, qui il termine “architetto” dovrebbe essere tradotto piuttosto “costruttore responsabile “, colui che sovrintende alla costruzione, perché l’architetto e costruttore è Dio (Ebrei 11:10)!
    5. Il “servo-collaboratore” di Dio (1 Cor. 3:9)
Il collaboratore è chi collabora, chi partecipa attivamente a un lavoro comune. Deriva da collaborare, composto da cum «con, insieme» e laborare «lavorare». Lavorare insieme. Il verbo dice inoltre che questo lavorare comporta l’adesione al lavoro, l’intenzione di aiutare gli altri… Il Signore desidera che noi collaboriamo attivamente nel suo campo, nella sua opera! Diodati traduce “operai”.
L’operaio è colui che svolge un lavoro dipendente, a carattere manuale, l’operaio spesse volte fa i lavori più umili, si sporca, è un lavoro di fatica, di impegno, di applicazione! (Matteo 21:28)
Come collaboratori di Dio dobbiamo ricordare che:
C’è un lavoro da compiere (Matteo 9:37, 38) Non vogliamo fare quello che desideriamo noi nell’opera del Signore, ma quello che Dio vuole!
C’è un rendiconto da presentare: 1 Cor. 3:13.
C’è una ricompensa per l’opera compiuta 1 Cor. 3:8, 14; 1Corinzi 15:58; Apocalisse 2:10.
Non soltanto i ministri chiamati da Dio a svolgere l’opera, ma tutti i cristiani sono servitori secondo i talenti ricevuti e la proporzione della fede per metterli in opera e i collaboratori non sono chiamati a rivaleggiare fra di loro, ma a collaborare per lo stesso scopo, non si può e non si deve perdere tempo dietro a cose inutili, dietro a partiti, fazioni, c’è un mondo che muore e ha bisogno di chi gli presenti Gesù, la fonte della vita.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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