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:: Imitatori di Dio - Lezione 5


“Siate dunque imitatori di Dio, perché siete figli da lui amati;”
Efesini 5:1

Lettura biblica: Efesini 5:1-33
La salvezza non è semplicemente questione di credo e di parole, ma di cuore e di comportamento. Come i bambini cercano di calcare le orme dei loro genitori così i figli di Dio devono imitare il loro Padre Celeste Matteo 5:48; 1Giovanni 4:11. Gesù Cristo è il nostro “fratello maggiore” e costituisce l’esempio per eccellenza. La lezione considera in cosa dobbiamo cercare di dare un esempio.
    1 - Nell’uso del nostro linguaggio Ef. 5:3
Bisogna coltivare espressioni e modi di dire sani. Un modo di parlare che non sviluppa pensieri e azioni inique Giacomo 1:15; Ebrei 13:5; Luca 16:13; 1Corinzi 6:9,10; Colossesi 3:5,6.
    2 - Nell’uso del tempo Ef. 5:15,16
Il tempo è prezioso ed ogni credente deve saperlo disporre saggiamente stando attento ad approfittare delle occasioni. In altre parole, non è necessario affannarsi in un attivismo sfrenato sarà sufficiente invece sfruttare le opportunità offerte dal Signore, per servirLo in maniera efficace Colossesi 4:5.
    3 - Nell’uso di certe sostanze Ef. 5:18
È importante che nessuno sottovaluti l’abuso di bevande alcoliche Proverbi 23:29-35; Luca 21:34; Romani 13:13; 1Corinzi 6:10. Ogni comportamento o sostanza che danneggia il nostro corpo è un’offesa a Dio 1 Corinzi 3:17.
    4 - Nell’uso della musica Ef. 5:19,20
C’è una comunicazione spirituale fra i credenti stessi, e fra loro e Dio. È chiaro da questo versetto e da altri del Nuovo Testamento che il canto nel culto cristiano ha lo scopo di annunziare e proclamare verità spirituali e di celebrare ed esaltare il nome del Signore Giovanni 4:23,24.
La melodia, il ritmo, l’accompagnamento e il tipo di esecuzione devono mettere in risalto il messaggio della Parola di Dio e non distrarre da esso. Quando il cantico è finito, perché fa appello allo spirito, i credenti sono incoraggiati all’adorazione del Signore, se dovesse fare appello alla “carne”, c’è il rischio di ammirare i musicisti. C’è dunque una partecipazione collettiva e totale di ogni credente che è impegnato individualmente a ringraziare Dio nel nome di Gesù per le Sue benedizioni.
    5 - Nella sottomissione reciproca Ef. 5:21
Sottomissione è una parola forse poco piacevole. La docilità di un carattere è una virtù in estinzione. La Scrittura ci esorta di sottometterci, in primo luogo, al Signore e in seguito anche nei rapporti con gli altri. Questo serve per conservare l’armonia. La sottomissione all’interno della società Romani 13:1-5; Tito 3:1; 1Pietro 2:13 e della famiglia 1 Timoteo 2:11; 3:4 certamente non vuole incoraggiare atteggiamenti di disprezzo, mancanza di rispetto o un comportamento da despota.
Per quanto riguarda la sottomissione in famiglia è indispensabile che ogni coniuge faccia la sua parte. Se è vero che la moglie cristiana è sottomessa al marito è altresì vero che il marito ami sua moglie avendo come esempio l’amore che Gesù ha per la Sua chiesa. Tutto va coltivato nell’umiltà, nell’affetto, nel rispetto reciproco e nella sincera volontà di piacere all’altro e stimare l’altro più di sé stessi.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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