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:: Tre quadri diversi dello stesso Signore>
          Giovanni 10:7-15

Abbiamo di fronte un brano ricco d’insegnamento. Sono delle parole che illustrano con grande efficace aspetti meravigliosi del Signore. Desidero esporre alla nostra attenzione tre quadri di Gesù presenti in questo testo.
    1. lo sono la porta.
Quando si parla di una porta è chiara l’idea di un ingresso, una via d’accesso; è dunque un mezzo di comunicazione e di collegamento. Una porta ci permette di passare da una stanza ad un’altra, ci dà possibilità di entrare e uscire. Senza una porta, anche se si volesse entrare in un luogo questo sarebbe impossibile. Ora nella parabola qui presentata notiamo che la porta è singolare, non sono tante, ma una. Quindi esiste un solo ingresso ufficiale, autorizzato e valido.
Qualche altro particolare d’una porta: quando è aperta dà la possibilità di entrare, quando è chiusa no. Ha quindi un duplice funziona, fa entrare a chi vuole, non fa entrare a chi non vuole, quest’ultima verità serva anche come forma di difesa e protezione.
Colleghiamo adesso questi pensieri a Gesù. Gesù stesso si definisce come la porta indispensabile per le pecore. Allora è chiaro che si presenta come unica via d’ingresso e di acceso all’ovile. L’ovile rappresenta la chiesa, il regno di Dio, il cielo, quindi la salvezza, bisogna entrare per quella porta per fare parte del gregge di Dio.
L’idea d’unico Salvatore e mezzo per raggiungere Dio non è molto popolare, addirittura viene considerata da alcuni come un pensiero pericoloso. In un mondo di globalizzazione non si può presentare un messaggio così restrittivo.
Occorre propagandare un’infinità di mezzi, una salvezza esclusivamente collegata a Gesù sembra per alcuni troppo arretrata e bigotta. Purtroppo questa scuola di pensiero trova tanti simpatizzanti anche fra schiere cristiane. Un pensiero che trova il suo sfogo nell’ecumenismo. Questo voler sincronizzare tutte le religioni in un grande calderone.
Da buon cristiano, che crede nella validità eterna della Parola di Dio, bisogna affermare e predicare che ancora oggi la porta è una, solo in Gesù l’uomo può essere salvato. D’altronde Egli stesso l’ha detto: Giovanni 14:6 "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me".
La vita e le parole di Gesù testimoniano contro qualsiasi altra via che si spaccia per quella giusta, smaschera le false speranza di salvezza che offrono altri.
Tutto il ministero di Gesù consisteva nel presentarsi al mondo come l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, rivelare ai cuori che soltanto la fede in Lui può salvare e concedere l’ingresso nel regno di Dio. Si può appartenere a Dio, soltanto credendo in Gesù Giovanni 1:12 "ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome".
Qualcuno potrebbe lamentarsi della realtà di una sola porta invece c’è da rallegrarsi in quanto prima di Gesù c’era soltanto un muro tra Dio e l'uomo. Il peccato aveva interrotta la comunione tra il creatore e la creatura. L’uomo era lontano da Dio senza speranza, morto nei falli e nei peccati escluso dalla cittadinanza del cielo. Il suo salario era la morte, separazione da Dio in questa vita e per l’eternità.
Con Gesù questa barriera è crollata, Egli ha inaugurato una via d’accesso: Efesini 2:11-22; "…ma ora, in Cristo Gesù, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo…". Ebrei 10:19-22. "Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù, per quella via nuova e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne, e avendo noi grande sacerdote sopra la casa di Dio, avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura". Nel nome di Gesù abbiamo garantita l’accoglienza da parte del Padre. C’è una porta di grazia aperta per il cuore pentito che invoca il nome del Signore. Dio comunica attraverso Gesù vita, fede, amore e perdono. Senza Cristo non potremo ricevere vita, ma essendo Egli la porta, vita esuberante scaturisce dalla presenza dell’onnipotente inverso chi crede.
Qui dobbiamo precisare che Cristo come porta è l’unico mediatore valido, autorizzato ed ufficiale. La salvezza delle anime nostre e ogni benedizione che ha origine in Dio giunge all’uomo unicamente mediante Gesù 1 Timoteo 2:5; "Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo" Efesini 1:3. "Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo".
    2. Gesù donatore di Vita.
Questo pensiero c’introduce al secondo quadro di Cristo. Attraversando la porta ch’è Cristo, si scopre una vita nuova. La fede in Gesù produce la nuova nascita, requisito essenziale per entrare nel regno dei cieli.
Quando il Signore menziona il ladro, parla contestualmente dei farisei e della loro dottrina, della vita e degli insegnamenti. Le loro tradizioni, letteralmente, conducevano le pecore verso la morte eterna Matteo 23:13 "Ma guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché serrate il regno dei cieli davanti alla gente; poiché non vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare".
È importante che comprendiamo che la vita esuberante di cui parla Gesù è strettamente collegata con la sua Parola, fede nell’Evangelo Giovanni 6:68 "Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna" - Tenere nascosto dall’uomo i principi della Bibbia o mescolarli con le falsità non fa altre che danneggiare l’anima.
Non abbiamo bisogno d’altro per essere salvati, se non fede in Gesù. 1 Giovanni 5:12. "Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita". Solo la grazia di Dio può fare la differenza. Egli ridà quello che una vita di peccato e di vizio ha rubato 1 Corinzi 6:9-11. "Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio". La vita che il Signore dà alle sue pecore consiste anche in una resurrezione letterale dei loro corpi, è in questo stato glorificato si potrà godere per sempre le meraviglie della grazia di Dio Giovanni 5:21-28. "…Non vi meravigliate di questo; perché l’ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori; quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio…".
    3. Io sono il buon pastore.
Terzo ed ultimo quadro: Gesù il buon pastore. Questa figura mette in risalto diverse caratteristiche del Signore.
  • a. Il suo amore Giovanni 10:11,15. "Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore. Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde. Il mercenario [si dà alla fuga perché è mercenario e] non si cura delle pecore. Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore". L’amore che Cristo ha verso l’umanità non è un sentimento passivo, egli ha agito con sacrificio. Dio ha manifestato amore verso l’umanità dando Gesù. "…Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi". Romani 5:7-8. lI mercenario, in contrasto col buon pastore, cerca prima i suoi interessi e poi quello delle pecore.
  • b. Proprietario delle pecore. Il mercenario si dà alla fuga perché le pecore non sono sue, invece Gesù è il proprietario. Ha acquistato ognuno dei suoi con il suo prezioso sangue. "sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia". 1 Pietro 1:18-19 Chi crede in Gesù gli appartiene e diventa il suo tesoro particolare. Se non appartieni al Signore, sei preda dei lupi, sei in balia del mercenario, sei esposto al ladro.
  • c. Una terza caratteristica è la sua cura. Ci cura provvedendo, ristorando e consolando "Il SIGNORE è il mio pastore: nulla mi manca. Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque calme. Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza". Salmo 23:1-4.
  • d. La sua protezione. Parlando del buon pastore è ovvio menzionare la sicurezza che trasmette al gregge. Il Signore non permette che nessun di esse vengano rapite. "Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde", " …e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano" - "Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre". Giovanni 10:12,28,29. Nel mondo non esistano certezze mentre la fede in Cristo dà stabilità, serenità e fiducia. "Chi abita al riparo dell’Altissimo riposa all’ombra dell’Onnipotente". Salmo 91:1-7.
  • e. Infine, il buon pastore guida il gregge Giovanni 10:4. "Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce". In un mondo di confusione dove le opinioni e le voci sono tante, abbiamo nel Signore la certezza di sentire la verità, quella verità che ci rende liberi. Non affidare l’anima tua a delle mezze verità o realtà poche chiare, abbiamo nelle parole di Gesù, nel vangelo un mezzo infallibile per mantenerci nella volontà di Dio. Salmo 119:105. "La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero".





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