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La fede Esercitata — Lezione 2


“Per fede Raab, la prostituta, non perì con gli increduli,
avendo accolto con benevolenza le spie”.

(Ebrei 11:31)


Testo di Lettura: Giosuè 2.1-24

Giosuè non perde tempo nell’adempiere la sua commissione, egli dovette conquistare la terra promessa. Il capitolo due evidenzia i primi passi intrapresi nei confronti della città imponente di Gerico. Il popolo che occupava Canaan era feroce, potente e senza il timore di Dio, non per questo però Dio non ha provveduto qualcuno fra di loro, come Raab disposta ad aiutare Israele.

    Fede prudente
La scelta di mandare due spie nella città di Gerico certamente non va considerata come una mancanza di fiducia in Dio da parte di Giosuè. Facciamo attenzione a non commettere l’errore fatale di confondere il fanatismo con la fede. È importante enfatizzare che l’agire per fede non preclude automaticamente l’utilizzo di mezzi naturali e legittimi nel raggiungimento dell’obbiettivo. Ciò che è indispensabile fare è affidarsi alla benedizione di Dio avendo la consapevolezza che la prosperità e qualsiasi successo è grazie a Lui. Esprimere fiducia nel Signore non va confusa con il tentare il Signore Matteo 4.6-7. Un esempio: Il non chiudere a chiave la porta di casa o le finestre quando si sa che c’è qualche ladro in giro per il quartiere pretendendo che sarà Dio a guardare la casa non è fede ma follia.
    Fede e pericolo
Le spie pur essendo in missione per la causa del popolo di Dio erano esposte ai pericoli. La loro presenza in Gerico non era gradita e il re cercava la loro vita. Nell’esercitare la fede e nel trovarsi nel piano di Dio c’è da aspettarsi qualche difficoltà, perché viviamo in un mondo che ama ciò ch’è suo e, finché siamo fra gli empi ci sarà chi agirà con ostilità nei confronti del credente. Nonostante cio’ c’è da sperare in qualche accoglienza favorevole da chi meno te l’aspetti. Raab pur essendo “dei nemici” usa benevolenza e ospita le due spie, un esempio se vogliamo di Proverbi 16:7.
    La fede e il peccatore
Raab, una donna che mette in risalto le meraviglie della misericordia del Signore. Di certo non era una donna esemplare dal punto di vista morale eppure Dio le dà l’opportunità di essere coinvolta nel Suo piano. Dio è venuto per cercare e salvare ciò che è perduto. È bene ricordare che anche Gesù incontrò molte persone che avevano vissuto in maniera immorale; la samaritana Giovanni 4, la donna colta in adulterio Giov. 8:3,4 e Maria Maddalena Marco 16:9. In questi casi possiamo notare che Gesù:
  • -  affronta il problema del peccato. Non perde tempo a discutere ma “chiama le cose con il loro nome”.
  • -  Tratta ognuna di quelle persone con amore e comprensione, senza però giustificare i loro errori.
  • -  È sempre pronto a perdonare e ad offrire l’occasione di un nuovo modo di vivere.
  • Raab è quindi un esempio di 1 Corinzi 1:26-29. La grazia di Dio è offerta a tutti e ha come scopo la trasformazione reale di chi crede in Gesù Tito 2:12,13. Con Raab vediamo un’altra ombra di una realtà futura, pagani e estranei che entrano a fare parte del regno di Dio Efesini 2:12
      Fede che va “perfezionata”
    La Bibbia riferisce le parole di Raab senza commentarle. Per certo non possiamo appoggiare una frase inventata dai gesuiti che dice: “la fine giustifica i mezzi”. Solo perché ci viene ricordata la bugia di Raab non significa che la Bibbia approvasse un tale comportamento. La Scrittura presenta i suoi protagonisti così come sono, non cerca di nascondere le loro debolezze e le loro mancanze. Ricordiamoci che tutti siamo fatti delle stesse passioni e che ognuno deve ancora crescere nella grazia e nella conoscenza del Signore. Ciò che il credente deve possedere è un’attitudine che accetta consigli e correzioni, per farsi modellare da altri e dal Signore.
    Raab non riuscì completamente a confidare nel Signore, il timore degli uomini la portarono a rifugiarsi nella bugia. Lo Spirito Santo non ha voluto nascondere le pecche dei santi dell’Antico Testamento, a differenza di come spesso si scrivono le autobiografie degli uomini con poca obbiettività, la Bibbia presenta l’uomo per quello che è, un peccatore salvato per grazia. Dio ci conceda un cuore consapevole delle nostre fragilità e la determinazione di pentirci e ravvederci con cuore sincero di fronte al peccato.
      Fede e la potenza di Dio
    Raab spiega alla due spie il motivo della sua decisione di nasconderli. Ella, come altri concittadini avevano sentito parlare della potenza di Dio. Raab menzionò particolarmente il passaggio del Mar Rosso e le vittorie sui Re Sion e Og nel territorio di Galaad e di Basan. Molto probabilmente le carovane di mercanti che percorrevano continuamente le strade del Medio Oriente divulgavano le notizie di questi straordinari eventi. I cananei avevano compreso che i successi d’Israele erano avvenuti unicamente per opera e volontà di un Dio onnipotente. La loro reazione era un adempimento a ciò che Dio stesso ha promesso di fare Deut. 2:25; 11:25; Esodo 23:27.
    Dio accompagna il Suo popoio inculcando nei suoi avversari la consapevolezza della Sua gloria e Maestà. La presenza di Dio è l’arma più efficace contro ogni difficoltà e ostacolo, quando Dio si manifesta, e la Sua benedizione è evidente, la chiesa avanza e nessuno può resisterle.
    Raab confessò di essere in preda al panico ma agì diversamente dai suoi concittadini. Sono state quelle stesse apprensioni a condurla con fiducia e speranza e a compiere il gesto di fede, quello di nascondere le due spie. Altri di Gerico invece di rivolgersi a Dio hanno deciso di chiudersi nella città convinti di poter scampare in quel modo.
      Fede di Raab
         1) Una giusta prospettiva di eventi futuri Ebrei 11:3. La fede di Raab si evidenzia con una santa intuizione. Riesce a vedere chiaramente cosa potrebbe succedere. Dunque, in lei, vediamo discernimento e saggezza. Uomini e donne di fede riescono ad anticipare gli eventi, poche volte vengono colti di sorpresa.
         2) Un impegno personale e un gesto pratico. Raab agisce in prima persona. La fede ci coinvolge nell’opera di Dio e ci fa essere parte integrante dei piani del Signore. Quando si ha fede si è coinvolti e non distaccati. La fede di Rut è un esempio di chi si unisce strettamente a Dio e al Suo popolo Rut 1:16-18.
         3) Un’ubbidienza evidente e risoluta. Raab segue le indicazioni delle due spie, è attenta nell’osservare i requisiti necessari così da salvare se stessa e quelli della sua famiglia. La fede non ci rende presuntuosi, quindi superficiali, ma neanche pignoli e legalisti, la fede invece ha il desiderio di non sbagliare e ha la consapevolezza che le cose di Dio sono serie e che richiedono un impegno sincero. Chi crede non solo aderisce ma ubbidisce Giacomo 2:26.
         4) Un interesse per la salvezza di altri. Raab mostra subito una preoccupazione per la sua famiglia Giosuè 2:13. La fede in Dio fa nascere un amore per il prossimo, ci fa rendere conto che esistono altri oltre a noi stessi. La salvezza di altri diventa una priorità, ci si sente responsabili di fare qualcosa perché altri siano liberati. Andrea è un bell’ esempio del N.T. di chi vuole che altri conoscano personalmente Gesù Giovanni 1:40-42.
         5) Raab è compensata per la sua fede Ebrei 11:31; 11:6
      Fede e la cordicella di scarlatto
    Le spie diedero a Raab un segno: doveva legare una cordicella di filo scarlatto alla finestra dalla quale li aveva fatti fuggire. Il colore scarlatto avrebbe ricordato agli Israeliti la protezione dal giudizio di Dio, il sangue spruzzato sugli stipiti delle porte ha assicurato loro quando erano in Egitto. Per i credenti del Nuovo Testamento, essa parla di Cristo, la nostra pasqua, e del sangue che fu versato per la nostra redenzione. La “fede” in quella cordicella esigeva che tutti rimanessero all’interno della casa, altrimenti chi si sarebbe trovato all’esterno sarebbe perito. Essa ci insegna la necessità di separarci dal mondo e dall’iniquità, il credente che si santifica vedrà Dio 2 Timoteo 2:19; Ebrei 12:14.

    Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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