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:: La giustificazione

Introduzione
Dio è giusto e la giustizia esige la punizione di chi viola la Sua Legge Romani 6:23 “…poiché il salario del peccato è la morte”. La giustificazione che si realizza al momento della salvezza, implica un mutamento della nostra posizione dinanzi a Dio che, ai Suoi occhi, è come se non avessimo mai peccato.
Il peccatore che ripone la sua fede nel sacrifico supremo di Cristo è dichiarato giusto e il sangue del Signore Gesù lo purifica da ogni traccia di peccato del suo passato.
1 Giovanni 4:10 “In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che Egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati”.
2 Corinzi 5:18-21 “E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione. Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio. Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui”.

Il problema principale dell’uomo
Il problema più grande dell’uomo è l’incredulità. Egli non è per nulla convinto dell’opinione che Dio ha dell’uomo, cioè pensa che Dio sia esagerato nel definirlo un peccatore ed invece di giustificazione vuole giustificarsi.
Luca 18:10-12 “Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo, e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava cosí dentro di sé: O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adúlteri; neppure come questo pubblicano. Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quello che possiedo”.
Con quest’ atteggiamento l’uomo  crede di non aver bisogno di un Salvatore, né di essere salvato, ma Dio conosce l’uomo meglio di chiunque e denuncia davvero ciò che è la situazione reale dell’umanità.
Credere in Gesù significa permetterGli di agire per rimuovere ogni iniquità
Romani 4:2-5 “Poiché se Abraamo fosse stato giustificato per le opere, egli avrebbe di che vantarsi; ma non davanti a Dio; infatti, che dice la Scrittura? "Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia". Ora a chi opera, il salario non è messo in conto come grazia, ma come debito; mentre a chi non opera ma crede in Colui che giustifica l'empio, la sua fede è messa in conto come giustizia”.

Ogni uomo è peccatore
La lettera ai Romani evidenzia in più parti la condanna alla quale sono sottoposti tutti gli uomini Romani 3:9-18,23.

NON C’È NESSUN GIUSTO – I giudei credevano di essere  giusti essendo discendenti di Abramo e  osservanti della Legge di Mosè. Non si rendevano conto però che la Legge poteva soltanto portare l’uomo alla conoscenza del peccato e convincere del bisogno di un Salvatore
Romani 3:20 perché mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a Lui; infatti la legge dà soltanto la conoscenza del peccato.
Galati 2:16 sappiamo che l'uomo non è giustificato per le opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesú, e abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesú per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; perché dalle opere della legge nessuno sarà giustificato.
Galati 3:24 Cosí la legge è stata come un precettore per condurci a Cristo, affinché noi fossimo giustificati per fede.

NON C’È NESSUNO CHE CAPISCA – I giudei affermavano di comprendere le verità di Dio e la giusta via da seguire. Gesù invece ha dimostrato, parlando in parabole alle folle, quanto poco conoscessero del Signore.
Matteo 13:13-15 Per questo parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono né comprendono. E  si adempie in loro la profezia d’Isaia che dice: “Udrete con i vostri orecchi e non comprenderete; guarderete con i vostri occhi e non vedrete; perché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile: sono diventati duri d’orecchi e hanno chiuso gli occhi, per non rischiare di vedere con gli occhi e di udire con gli orecchi, e di comprendere con il cuore e di convertirsi, perché io li guarisca”.

NON C’È NESSUNO CHE CERCHI DIO – L’uomo è dipinto nella Scrittura come una pecora errante, come ognuno che cerca la propria via e le proprie idee Romani 3:12.
Isaia 53:6 Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via;. In un’occasione Gesù ha affermato quanto era distante il cuore del popolo da Dio.
Marco 7:6 E Gesù disse loro: "Ben profetizzò Isaia di voi, ipocriti, com'è scritto: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me".

NON C’È NESSUNO CHE PRATICHI LA BONTÀRomani 3:13-17

NON C’È TIMORE DI DIORomani 3:18

La pace che deriva dalla giustificazione
Il privilegio di chi è giustificato in Cristo ha la pace nel cuore Romani 5:1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore…
La pace di Dio è una serena consapevolezza che esiste un rapporto di amicizia con il Creatore del cielo e della terra. Si avverte l’assenza di qualsiasi barriera e separazione, c’è una comunione libera e aperta.
Un tal’uomo guarda serenamente al suo passato perchè sa che in Cristo non c’è più condanna per i suoi peccati commessi. Romani 8:1 Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù.
Per quanto si vorrebbe cercare di spiegare questa pace, non è del tutto possibile con il linguaggio umano; è davvero una pace che sorpassa ogni intelligenza e comprensione umana. Filippesi 4:7 E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.
Senza questa giustificazione in Cristo è impossibile godere di vera pace in quanto la nostra coscienza lo proibirebbe. Il peccato è una montagna tra noi e Dio; è un senso di colpa che appesantisce il cuore e uccide la pace. Una volta che il peccato è tolto e subentra il perdono, la pace può fiorire.
  • La nostra coscienza ci suggerisce che un prezzo dev’essere pagato per il riscatto dell’anima nostra e il vangelo mette a tacere questa voce: Galati 3:13 Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: "Maledetto chiunque è appeso al legno").
  • La nostra coscienza sussurra che devi avere qualche merito tuo e giustizia propria per entrare in cielo altrimenti non sarebbe possibile. Cristo si presenta come la nostra giustizia e ci rende idonei per la vita eterna 2 Corinzi 5:21 Colui che non ha conosciuto peccato, Egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in Lui.
  • La coscienza dell’uomo cerca di turbare la pace insistendo che ci dev’essere una punizione e una sofferenza a motivo dei peccati commessi. La Bibbia consola la mente e afferma in Isaia 53:5 Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di Lui e mediante le Sue lividure noi siamo stati guariti.
Conclusione
La nostra certezza ci da una fiducia totale che l’ubbidienza di Cristo e l’opera sua ci assicurano una piena redenzione Romani 5:6-12,17-19.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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