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:: La Grazia di Dio – II Parte

Testo: I° Corinzi 15:10
    Un attributo divino
La grazia fa parte del carattere di Dio. Alcuni hanno insinuato che l’Iddio dell’ Antico Testamento è diverso da quello del Nuovo Testamento, invece l’attributo della grazia è sempre stato parte di Dio soprattutto se si considera che la Sua natura è immutabile Giacomo 1:17. Molti versi nell’Antico Testamento hanno come soggetto la grazia di Dio. Salmo 78:38; Neemia 9:17.
Fu questo attributo divino che rese dispiaciuto Giona. Giona 4:1-2.
Quando il profeta Gad rimproverò Davide perché fece un censimento del popolo, andando contro al consiglio di Joab, fu Davide a rendersi conto di affidarsi alla grazia di Dio invece che affidarsi agli uomini. 1° Cronache 21:11-13.

Questi esempi, insieme ad altri, sicuramente ci aiutano a confermare che Dio è stato e sarà sempre un Dio di grazia.
    La grazia enfatizzata al Calvario
Nell’Antico Testamento la grazia di Dio viene descritta, ma è soltanto nel Nuovo Testamento che essa viene particolarmente definita per noi.
Senza il Calvario sarebbe difficile poter totalmente afferrare il concetto della grazia di Dio 2° Timoteo 1:9-10.
    La grazia di Dio espressa in vari modi
  Una Grazia comune a tutti gli uomini. Si tratta di quella benevolenza che Dio versa su tutti gli uomini senza considerare la loro condizione spirituale. Matteo 5:44-45; Atti 14:16-17.

  Una grazia salvifica. È Dio che provvede generosamente la Sua salvezza mediante l’opera della croce a chi crede in Gesù Marco 16:15,16.

  Una grazia che offre sicurezza. La manifestazione della benevolenza di Dio mediante la quale Dio preserva i suoi figli nonostante le loro mancanze. Romani 5:1-2.

  Una grazia che santifica. Essa opera nel cuore del vero credente producendo crescita, maturità e progresso per assomigliare sempre di più al Signore Gesù 2° Pietro 3:18.

  Grazia per servire. Dio che ci rende capaci di operare e manifestare la vita di Cristo mentre serviamo altri ed edifichiamo il corpo di Cristo 1° Corinzi 15:10; 1° Pietro 4:10.

  Grazia che sostiene il credente. Una particolare forza data al credente in momenti di prova e durante determinate avversità e sofferenze 2° Corinzi 12:9; Ebrei 4:16.
    La grazia di Dio offerta agli umili
Il ministerio terreno di Gesù è stato indirizzato soprattutto ai poveri, ai sofferenti e a quelli che sono nel bisogno. Ai «poveri in spirito» Gesù ha offerto le ricchezze del regno di Dio Matteo 5:1-3.
La grazia è la bontà di Dio in beneficio dei peccatori che umilmente riconoscono la propria insufficienza e confidano, di conseguenza, in Dio per ricevere perdono e salvezza. Giacomo 4:6; 1° Pietro 5:5.
    La grazia di Dio è sempre consistente con tutti gli altri Suoi attributi
È necessario non arrivare ad una considerazione errata della grazia di Dio supponendo che essa è concessa a discapito, per esempio della Sua santità o giustizia.
Il credente non è più colpevole davanti a Dio e non ha più alcuna condanna dal momento in cui qualcuno ha precedentemente dovuto pagare la penalità del peccato, nella persona di Gesù Romani 3:24-26.
La grazia non è libertà per peccare Romani 5:20; 6:1-2. È importante capire anche che Dio non ha lo scopo di mandare all’inferno un suo figlio perché viene meno, in quanto ha provveduto il sangue di Gesù per la sua purificazione anche dopo la sua salvezza. 1° Giovanni 1:7.
    La grazia di Dio produce del “frutto” piuttosto che delle “opere”.
Non c’è dubbio che la Scrittura indica come Dio ha preparato, per coloro che sono salvati, delle opere da compiere. Efesini 2:9-10. Vorrei però, suggerirvi che queste «opere da praticare» non sono il risultato di uno sforzo umano, meccanico e freddo.
È importante comprendere che Dio non viene alla Sua fabbrica in cerca di prodotti, ma viene nel Suo giardino per goderne il frutto Cantico del cantici 6:2.
Il frutto non è qualcosa che tu stai producendo perché pensi che sia il tuo dovere; il frutto è il risultato naturale di una relazione. Se stiamo dimorando in Cristo, che è una posizione di fede, allora quella comunione porterà frutto Giovanni 15:5.
Un errore grave è che tendiamo ad essere più interessati a ciò che facciamo invece che a quello che siamo. Dio è più interessato a ciò che siamo invece che a quello che facciamo, egli cerca del frutto, noi cerchiamo di produrre opere.
Le opere di Dio non sono compiute in virtù della nostra giustizia ma per grazia mediante la fede. Ciò significa che ogni credente può compierle.
Giacomo ci assicura che Elia fu un uomo sottoposto alle passioni come noi. Egli si scoraggiò, fu turbato, fallì, non fu un supersanto, né un mistico.
Egli fu una persona come noi che Dio ascoltò perché ebbe fede. La grazia di Dio non ci rende operai di fabbrica ma ci fa essere dei bellissimi giardini dove Dio può raccogliere del frutto alla Sua gloria.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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