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:: LA GRAZIA DI DIO IN CRISTO — LEZIONE 2


“Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede;
e ciò non viene da voi; è il dono di Dio.”
(Efesini 2:8)

Testo di lettura: Efesini 2:1-22
L’opera della grazia trasforma, l’uomo in Cristo cambia, le cose vecchie passano e tutto diventa nuovo. Considereremo tre “nuove realtà” espresse nel testo di Efesini capitolo 2: Una persona nuova, un popolo nuovo, un “edificio” nuovo.
    1. Una Persona Nuova
Per comprendere meglio il valore della salvezza, Paolo descrive, con un termine forte, la condizione dell’uomo prima di aver conosciuto Cristo come Salvatore. Egli ricorda agli efesini della morte spirituale in cui vivevano v. 1. La Bibbia presenta questo termine, la morte, in tre diversi modi:

        La morte fisica. Adamo fu creato non soggetto alla morte. Se avesse ubbidito al singolo ordine di Dio, quello di non mangiare dall’albero della conoscenza del bene e del male, egli avrebbe continuato a vivere nel giardino di Eden. Adamo non è morto subito fisicamente, ma col passare degli anni il suo corpo si è deteriorato fino a cedere. Questo primo tipo di morte è quindi la separazione dalla vita fisica.

        Esiste anche la morte spirituale, la separazione da Dio in questa vita. Adamo sperimentò questo tipo di morte nel momento in cui lui ed Eva furono allontanati dal giardino. Non poteva più godere comunione intima e personale con Dio. Il peccato ci separa dal modello di vita indicato da Dio, di conseguenza, il peccatore è separato da Dio stesso Isaia 59:2.

        Infine c’è la morte eterna. Questa è la separazione da Dio dopo la morte fisica. Si chiama la “morte seconda” Apocalisse 21:8 essa è accompagnata dal tormento eterno nell’inferno.

La condizione di peccato in cui vive l’uomo non rigenerato, è conformità al presente secolo, lo stile di vita esprime il comportamento di chi è privo della presenza di Dio. Azioni influenzate da desideri, da voglie e da pensieri carnali, fanno camminare in modo da dimostrare, di essere schiavi del diavolo, condizionati dal suo potere Efesini 2:2-3. L’andamento della nostra vita seguiva i suggerimenti del maligno, eravamo consenzienti alle sue tentazioni e come conseguenza, condotti dalla sua volontà.
Cristo ci ha salvati, strappati fuori da questa “morte”, ci ha vivificati. Dio, nella sua immensa misericordia ha preso l’iniziativa, rendendoci capaci di compiere delle buone opere Efesini 2:8-10, per non essere più schiavi. Le buone opere non possono produrre la salvezza ma ne costituiscono la prova della sua esistenza Giovanni 15:8; Filippesi 2:12-13; 2Timoteo 3:1,7; Tito 2:14.
    2. Un Popolo Nuovo Efesini 2:13-14,19.
Nell’Antico Testamento, il Signore non aveva mai inteso di escludere i Gentili dalle Sue benedizioni, anzi, ripetutamente Egli li includeva nella realtà di vita d’Israele e voleva raggiungere tutte le nazioni attraverso Israele Genesi 22:18; Esodo 12:49; Isaia 45:22; 49:6. In Cristo, tutti i popoli entrano pienamente a fare parte del programma meraviglioso di Dio. La separazione tra ebrei e gentili non era opera di Dio ma era il risultato del peccato nel cuore dell’uomo.
I termini “lontani” e “avvicinati” descrivono la posizione passata e presente dei figli di Dio. Questo ci ricorda che il peccato ci teneva “lontani” dal Signore, dal Suo favore divino, dalla Sua comunione, dal Suo perdono.
La venuta di Cristo ci ha invece “avvicinati” e possiamo chiamare Dio nostro Padre! Gesù ha consentito la comunione “verticale” con Dio, in cielo, ed “orizzontale” con i Suoi figli, sulla terra. La morte di Gesù ha eliminato ogni motivo di ostilità tra Ebrei e Gentili, come, per esempio, le rituali prescrizioni necessarie per accostarsi al Signore. Morendo sulla croce, Cristo ha abolito i riti del “Vecchio Patto”; per essere salvati non ci viene richiesto di farci circoncidere, di offrire animali in sacrifico o di osservare le festività del levitico. La Luce dell’Evangelo ha chiarito che abbiamo ricevuto “tutto pienamente in Cristo” e non si deve imporre alcun peso ai nuovi credenti Colossesi 2:20; Atti 15:28,29. In Cristo, Giudei e Gentili sono diventati membri dello stesso popolo, una nuova”stirpe”.
Dal momento che il Signore Gesù ha rimosso la barriera spirituale, simboleggiata dal muro che impediva ai popoli l’accesso al tempio, adesso, Giudei e Gentili hanno accesso alla presenza di Dio per adorarlo nell’armonia Ebrei 10:19. C’è di più: ora, per l’opera della grazia, essi sono concittadini del cielo essendo tutti parte della “città futura” Ebrei 13:14. Cristo è la nostra pace!
    3. Pietre Nuove in Un Edificio Nuovo
La grazia di Dio permette ad ogni credente di essere una pietra vivente coinvolta nella costruzione di un tempio spirituale per Dio: la chiesa 1Pietro 2:4,5. Di questo edificio Cristo ne è la pietra angolare e mostra l’ineffabile valore della Sua persona e della Sua opera. Gesù è per la Sua chiesa:
Il costruttore Matteo 16:18 - Il fondamento 1 Corinzi 3:11; - Il modello Efesini 4:13. È chiaro che la forma dell’edificio dipende da Lui, Gesù “condiziona” la chiesa con il Suo carattere perfetto.
Il nuovo tempio spirituale che i credenti formano richiede offerte spirituali 1 Pietro 2:5; Ebrei 13:15.

È essenziale per la chiesa ricordarsi di alcune priorità:
  • 1. È del tutto necessario che la chiesa ricordi di essere una realtà che deve glorificare Dio, occorre un alto concetto di Dio. La chiesa non è concentrata sull’uomo. Nel portare l’amore di Cristo alla gente, Dio rimane il centro del nostro culto e della nostra vita. Interessandoci ai bisogni dell’uomo non dobbiamo correre il rischio di ridurci ad un’organizzazione che si occupa principalmente delle necessità umane, dei desideri umani di volere piacere all’uomo. Occorre principalmente mettere in risalto la conoscenza e la glorificazione di Dio. Quando l’uomo prende sul serio Dio e cammina vicino a Lui, tanti altri problemi, emotivi, familiari ed esistenziali si risolvono da soli Proverbi 9:10.

  • 2. Un’altra priorità è l’assoluta autorità della Scrittura. La chiesa è un luogo d’insegnamento biblico, è pericoloso diminuire il suo valore con una vita incoerente ai suoi principi, affidandoci più a rivelazioni e visioni “spirituali” personali e trascurando la lettura e la meditazione della Bibbia Matteo 4:4.

  • 3. Nel nuovo edificio deve risuonare la sana dottrina, bisogna però sapere cos’è la sana dottrina. In altre parole se Dio è l’assoluto e l’autorità della Scrittura, bisogna anche avere un concetto chiaro di cosa si crede. Abbiamo bisogno di verità a cui tenerci stretti, ciò significa attingere dalla Bibbia la verità divina e imprimere quella verità nella mente delle persone ripetendogliela. Senza una solida dottrina la gente, la chiesa non potrà edificarci sopra la propria vita 1 Timoteo 4:6.

  • 4. Ogni credente che fa parte della chiesa, deve badare ad una santità personale, dobbiamo imparare e saper mettere dei limiti. Occorre imporre un preciso livello di purezza fra di noi 2 Corinzi 7:1.

  • 5. Riconoscere l’autorità spirituale è fondamentale. La Chiesa deve capire che Cristo è il Capo della chiesa e che esercita il suo governo per mezzo di uomini consacrati a Lui che si sottomettono per la cura della propria anima 1 Tessalonicesi 5:12-14; Ebrei 13:7,17.

    Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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