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:: LA NECESSITÀ DELLA DISCIPLINA NELLA CHIESA
(1 Corinzi 5) - Studio n. 9
    1. UNA CHIESA COMPROMESSA CON L’IMMORALITÀ
    La Chiesa di Corinto si era mescolata con la cultura e i peccati presenti nella società! Gesù nella preghiera sacerdotale afferma: Giovanni 17:14-17. Non considerava affatto che essa doveva essere pura, casta, immacolata, doveva portare alto l’onore del capo della Chiesa che è santo: 2Corinzi 11:2; Efesini 5:25-27. Nella Chiesa di Corinto il peccato dilagava, il compromesso con il mondo e l’immoralità era evidente e nessuno interveniva: (1Corinzi 5:2)! 1 Corinzi 5:1 l’atteggiamento dei cristiani di Corinto nei confronti delle abitudini correnti doveva essere di opposizione senza compromesso, invece essi stimavano di essere talmente emancipati in Cristo da poter condonare gravi peccati. Ciò provocò il severo rimprovero dell’apostolo Paolo.
      a. Il peccato morale rivelato e condannato: il peccato condannato dall’apostolo Paolo era la “fornicazione”! Il termine “fornicazione” (porneia) si riferisce, a volte all’immoralità in generale e più precisamente ai rapporti sessuali fuori dal matrimonio: Ebrei 13:4.
      Esistevano delle leggi romane molto severe, ma come oggi anche allora l’immoralità regnava sovrana. L’apostolo Paolo utilizza questo termine per indicare una scandalosa relazione tra un credente e la moglie di suo padre. Il fatto era risaputo nella comunità e l’apostolo ebbe premura di sottolinearne la gravità. Non era soltanto lo sbaglio di chi lo commetteva, ma vi era coinvofta l’intera comunità, la quale dimostrava una colpevole indifferenza. Era stata contratta un’unione assolutamente illecita e inammissibile. Era proibito dalla legge romana, e naturalmente, dalla Legge di Mosè: Levitico 18:8; 20:11; Deuteronomio 22:30; 27:20. L’apostolo Paolo, dunque, avallato dalla Parola di Dio, affronta la situazione con la massima severità. Invece di essere rattristati nel constatare la presenza del peccato nella loro comunità, i Corinzi si erano mostrati “gonfi”, orgogliosi ed arroganti.
      b. Il peccato celato dei Corinzi: I Corinzi erano orgogliosi. Paolo dice “siete gonfi”, essi ritenevano di essere molto spirituali nel sapere mostrare tolleranza verso il peccato! E significativo come il verbo “gonfiarsi d’orgoglio” (physioo) compare sei volte in questa epistola (1Cor. 4:18, 19; 5:2; 8:1; 13:4), una volta in Colossesi e non altrove nel Nuovo Testamento, forse perché più di altri essi peccavano di orgoglio! Probabilmente ritenevano che la libertà cristiana fornisse il permesso per qualsiasi tipo di comportamento. Paolo ricorderà ai Galati: Galati 5:13. L’apostolo dice che avrebbero dovuto fare cordoglio… invece a Corinto, era tutto normale, in quanto non era viva la santità e il senso morale.
      c. Il peccato corretto: Chi aveva provocato quello scandalo avrebbe dovuto essere sollevato da ogni incarico e, per un periodo, non avrebbe potuto godere della comunione fraterna. L’espressione “dato in man di Satana” è molto insolita, (cfr, 1 Timoteo 1:20). Pare un modo per dire “sia scomunicato”. Il concetto è che al di fuori della Chiesa vi è la sfera di Satana: Colossesi 1:13; 1Giovanni 5:19; Efesini 2:12. È un’espressione molto forte per indicare la perdita di tutti i privilegi cristiani e in tal modo egli sarebbe stato più esposto agli attacchi del nemico. L’essere separato dalla comunione con la Chiesa avrebbe dovuto far scaturire nel cuore di quest’uomo il ricordo delle benedizioni di Dio e di conseguenza indurlo a tornare al Signore pentito. Quest’uomo che accetterà la disciplina, sarà escluso dalla comunione con la Chiesa, in seguito si ravvide e richiese umilmente di essere riammesso e l’Apostolo fu favorevole in quanto mostrava frutto di vero pentimento (2 Corinzi 2:5-11).

    2. IL MOTIVO DELLA DISCIPLINA
    Quando si parla di disciplina, di regole, di correzione, di riprensione, senza dubbio non è cosa piacevole, ma è altresì vero che sono necessarie per maturare! In una società senza regole, in una famiglia senza regole, regna l’anarchia e di conseguenza confusione più assoluta, Il Signore è un Dio di ordine: 1 Corinzi 14:33. E il diavolo che non vuole che ci sia ordine e crea caos, distruzione, confusione! Le leggi umane non sempre sono perfette, apprezzate e spesse volte esse vanno riviste, cambiate, non è così per le leggi divine: la Parola di Dio è perfetta, è immutabile: Matteo 24:35; Salmo 119:89; Isaia 40:8; 1Pietro 1:24, 25.
      a. Disciplina per crescere “educati”: 2 Timoteo 3:16, 17. Il temine “disciplina” come lo troviamo ad esempio in Ebrei 12:5, 6; significa dall’originale greco «istruzione», «educazione», nella Parola di Dio indica quell’istruzione e quell’educazione che sono impartite per mezzo della correzione mediante la disciplina di Dio. Dal latino “disco “, disciplina significa “imparare” da cui deriva il termine discepolo. Talvolta, per apprendere bene si rende necessaria la correzione, che in ogni caso, ha finalità positive. Come in una famiglia si disciplinano i figli: Efesini 6:4… così avviene nella comunità! 1Corinzi 11:28-32; 2Corinzi 13:10. Disciplina non significa solo punizione, essa ha sempre a che fare con la parola amore. Chi ama davvero a volte è costretto a disciplinare e la Parola di Dio afferma che chi risparmia la verga odia il suo figliuolo, ma chi l’ama, io corregge per tempo (Proverbi 13:24). Il Signore ci ama, di conseguenza in Ebrei 12:6 si legge: “il Signore corregge colui che ama! “. La disciplina non è sinonimo di cattiveria, perché il fine della disciplina è “redentivo” e non punitivo o vendicativo. Proprio perché ci ama, a volte il Signore ci disciplina!
      b. I “destinatari” della disciplina: la disciplina nella Chiesa può essere applicata solo ai figli di Dio, ai credenti.

    3. LO SCOPO DELLA DISCIPLINA
    La disciplina a volte è necessaria per:
      a. correggere l’errore: 2 Corinzi 7:8, 9.
      b. riportare l’errante al Signore: Giacomo 5:19, 20.
      c. difendere la Chiesa da cattive abitudini: 1 Corinzi 5:6, 7. La Chiesa del Signore non è costituita da persone “rattoppate” qua e là, da persone “ristrutturate” alla buona, ma è costituita da uomini e donne trasformante, rinnovate completamente, da persone nuove: 2 Corinzi 5:17! La disciplina, quindi, è importante affinché la ribellione, il peccato, non contagi altri credenti!
      d. salvaguardare la testimonianza: 1 Timoteo 3:7. Dobbiamo essere gelosi della testimonianza, se lo siamo significa che siamo gelosi di Gesù! Dobbiamo essere adoperatori e procacciatori di pace:
      Matteo 5:9. Per mezzo dell’adoperarsi per la pace, noi custodiamo il buon nome: Proverbi 22:1. Ci adopereremo alla pace quando questa pace la coltiviamo in noi stessi! Salmo 34:14.
      e. difendere l’unità della Chiesa: i disordinati sono coloro che creano scompiglio, problemi e soprattutto divisioni: Romani 16:17, 18; Giuda 17-19; Proverbi 6:16-19.
      f. La disciplina è necessaria affinché la Chiesa rimànga santa, sana e forte.

    4. LA DURATA DELLA DISCIPLINA
    Non viene riportato nella Scrittura quanto deve durare la disciplina, ma sicuramente il tempo è determinato dalla gravità del peccato!

    5. iL METODO DI APPLICAZIONE DELLA DISCiPLINA
    Il metodo di applicazione è quello biblico, Gesù stesso ce lo insegna: Matteo 18: 15-17.
      a. Riprensione fraterna personale: Matteo. 18:15va’ e riprendilo fra te e lui solo! La persona deve essere messa davanti al suo peccato ed esortata a ravvedersi. Giac. 5:19, 20; Ebrei 12:12, 13; 1Pietro 4:8.
      b. Riprensione fraterna con testimone: Matteo. 18:16ma se non ti ascolta, prendi con te una o due persone. Galati 6:1.
      c. Il trasgressore reso pubblico: Matteo. 18:17 a... Se poi rifiuta di ascoltarli, dillo alla chiesa… Se questa persona ancora persiste nel suo peccato allora ogni membro della comunità deve venire a conoscenza del problema. Quando tutti lo sapranno, tutti cercheranno ancora di aiutare quella persona. Potranno soprattutto pregare e sperare nel suo ravvedimento.
      d. Il trasgressore isolato: Matteo. 18:17 b… e se rjfiuta anche di ascoltare anche la chiesa… Se anche questo ulteriore tentativo non avrà effetto, allora, e solo allora deve scattare un provvedimento disciplinare. La Chiesa si deve muovere con timore e tremore davanti a Dio, e l’azione intrapresa è per il bene suo e del fratello. Matteo. 18:17 c… siati come il pagano e il pubblicano … L’ammonito potrà ricevere un ristabilimento solo se con umiltà accetta la disciplina. Il rientrare a tutti gli effetti nella comunità è possibile solo dopo un cambiamento di cuore. Sarebbe opportuna da parte del penitente una confessione pubblica: Luca 15:18-24

    6. I CASI IN CUI APPLICARE LA DISCIPLINA
      a. Motivi dottrinali: 2Giovanni 9-11; 2Corinzi 6:14. Falso insegnamento e divisioni: Romani 16:17, 18; Tito 3:9-11.
      b. Motivi morali: 1Corinzi 5:1-6; 2Tessalonicesi 3:6; 14, 15.
      Immoralità sessuale, àvarizia, idolatria, calunnia, ubriachezza. frode: 1Corinzi 5:11 Adulterio, omosessualità, prostituzione, furto: 1Corinzi 6:9, 10.
      c. Motivi etici: Disobbedienza: 2Tessalonicesi 3:6; Bestemmia: 1Timoteo 1:20.
    Tutti commettiamo errori, ma c’è una sostanziale differenza tra chi pecca e si ravvede davanti al Signore e abbandona il peccato e chi invece sceglie di continuare a vivere nel peccato. Il dramma della Chiesa di oggi, è che lo standard di santità è stato adeguato ai principi del mondo. È stato pericolosamente abbassato per poter accettare il compromesso con il peccato. Ma lo Spirito Santo continua a ripetere: siate santi come colui che vi ha chiamato è santo! Santità implica ubbidienza. Ubbidienza ai conduttori, ubbidienza alla legge del Signore, sottomissione alla disciplina che coloro che Dio ha preposti devono esercitare nella chiesa. Santità vuol dire amare i fratelli: anche coloro che sono disordinati e che vivono nel peccato e l’amore porta ad esercitare a volte la disciplina! Noi dobbiamo odiare il peccato ma non i peccatori. Amare non vuoi dire tollerare il peccato! Non vuol dire vivere in compromesso con il peccato, ma pregare che il peccatore si ravveda, viva e torni al Signore! Questo è ciò che il Signore desidera dalla sua Chiesa!
Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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