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:: LA NECESSITÀ DI SANTITÀ NELLA CHIESA
(1 Corinzi 5:1-13) - Studio n. 8

Prima di parlare dell’immoralità della Chiesa di Corinto e della disciplina nella chiesa è utile capire il motivo per cui Dio non può tollerare il peccato. L’opposto di peccato, di impurità, di immoralità è santità! Noi parleremo prima di tutto di questo opposto: parleremo di Dio! Se vogliamo piacere a Dio, e quindi non offenderlo, innanzitutto dobbiamo conoscerlo! Dio è Spirito purissimo, Egli è Santo, è puro e desidera che tale purezza caratterizzi il Suo popolo, la Sua chiesa, i Suoi figli!
    1. LA SANTITÀ DI DIO
La santità di Dio fra tutte le sue perfezioni è quella che esalta l’eccellenza assoluta della Sua persona!
Nell’A. T. il termine “santità” o “santo” compare come sostantivo, verbo o aggettivo più di 850 volte. Gli studi etimologici suggeriscono almeno due associazioni per la radice di santità qds, è cioè “separazione” e “splendore” secondo altri studiosi la radice traduce anche “tagliare” che esprime l’idea di “separare”, non tanto in modo negativo, come esclusione, ma in modo positivo, come dedicazione, consacrazione.
Dio nella Bibbia si presenta ai suoi servi e al suo popolo come l’Iddio Santo! Solo Isaia per circa trenta volte parla di Dio come del “Santo”! Iddio vuole essere conosciuto soprattutto per la Sua Santità, essendo questo l’attributo con il quale Egli è maggiormente glorificato.
Considerare in maniera superficiale Dio e la Sua santità, conduce a considerare altrettanto superficialmente il peccato e la necessità della redenzione in Cristo Gesù!
La santità di Dio non lo rende inavvicinabile, al contrario, Egli è l’Iddio che cerca il peccatore per redimerlo (Isaia 57:15)!
Al tempo stesso, ogni avvicinarsi a Dio, può avvenire soltanto secondo le modalità che Dio stesso ha stabilito. Ogni approccio a Dio che avveniva in altre condizioni era pericoloso:
(Esodo 19:12,21,24). Oggi l’unica Via per poterci accostare a Dio è Gesù!
Giovanni dice a proposito di Dio: “Dio è luce e in Lui non vi sono tenebre alcune!” (1 Giovanni 1:5). La santità è lo splendore di Dio, la luce di Dio! È la santità di Dio che ci conquista, perché la luce è la bellezza di Dio stesso: (Esodo 15:11; 1Samuele 2:2).
Noi a volte pensiamo alla Santità di Dio come se Dio ci volesse togliere qualcosa… del buio devo avere paura, non della luce!
Apocalisse 15:4 “Tu solo sei santo…“ Solo Dio è Santo! Abbiamo detto che radice di santo è “separato” quindi potremmo tradurre: “tu solo sei separato”, “tu solo sei puro”, nessun altro! Dio è puro, limpido, in Lui non vi è ombra, non vi è sospetto, ci possiamo fidare ciecamente solo di Lui, sempre e comunque!
Nella Bibbia il titolo di maggior onore attribuito a Dio è: “il tuo Santo nome…“! Maria dirà: Luca 1:49.
I serafini (ardenti, quelli che bruciano, ardono d’amore per il Signore) celebrano l’Iddio santo (Isaia 6:3) Tre volte Santo! La purezza di Dio ci attrae, ci riempie, infiamma il nostro cuore d’amore per il Lui!
La Santità di Dio è l’attributo degli attributi! Essa pervade tutti gli altri attributi, tutto quello che fa è santo: l’amore di Dio è santo, la giustizia di Dio è santa (Salmo 98:1)! Nell’A. T. il nome rappresenta il carattere della persona, il braccio rappresenta l’opera che la persona compie!
Il Salmo 99 è il Salmo della Santità di Dio, qua si parla della Sua clemenza, della Sua giustizia, tutto quello che fa è santo!
Dio ama tutti gli uomini, l’amore non è complicità verso il peccato che Egli non tollera assolutamente! Lui ama senza avere secondi fini, così è per tutte le altre cose! Questo fa brillare Dio ancora maggiormente, e quindi per ogni cosa dobbiamo riporre la nostra fiducia nel Signore!
Nella purezza, nello splendore c’è gioia, nelle tenebre c’è tristezza! Dio nella Sua Essenza è separato da tutto quello che è peccaminoso. La Santità è una caratteristica del Suo Essere, della Sua persona, Giobbe affermava: Giobbe 34:10.
    2. LA SANTITÀ DEI CREDENTI
Nel credente la santità non è sinonimo di perfezione. Sulla terra nessun credente è perfetto! Santità non è sinonimo nemmeno di privazione e quindi di tristezza! Un credente davvero gioioso è un credente che vive la santificazione (Galati 5:22)!
Il vero redente è colui che ha scoperto che più sta vicino al Signore e più sta bene, più si libera delle cose che non vanno e più è gioioso, più ubbidisce al Signore è più si sente libero! La santità è acquistare la gioia, è ricevere pace, non è rinuncia! E rinunciare a che cosa poi? Si rinuncia alla spazzatura: Filippesi 3:8!
Quando si parla di santità spesso la colleghiamo con sacrificio, sacrificio da fare, la colleghiamo a privazione, una serie di cose da non fare, no! Quello è legalismo religioso arido che non porta alcun giovamento, è una vita triste, Dio non ci toglie, Egli dona! La santità per il credente non è nemmeno un apparire con l’aureola, tutti con il sorriso falso, beato, e poi dentro si è lupi rapaci! Santi devono essere i sentimenti del cuore! Gesù ci insegna: Matteo 15:19.
Esteriormente, apparentemente posso sembrare santo, puro, a posto, ma dentro cosa c’è? Nel cuore quali sentimenti nascondo? Il non mettere il Signore al primo posto porta sofferenza!
Santità è purezza! Più siamo vicini al Signore e lo amiamo di più e più l’amore per il Signore caccia via tutti gli altri amori che non servono a nulla! Più amiamo il Signore e più siamo allegri, solari, puri dentro! Puri dai pensieri, separati dal mondo e dal peccato!
Dio è santo è ci attrae con la sua purezza! Il mondo è un’immondizia, è falso, è ambiguo, è bugiardo, ma Dio ci attrae con la Sua purezza, con il Suo amore vero, reale, senza secondi fini…
È vero che siamo deboli, incapaci, mancanti, ma la santità ci viene comunicata da Dio! Non la conquistiamo con le nostre forze o capacità! Come la spinta di Archiniede, nel momento in cui facciamo delle preghiere di arresa alla volontà di Dio, nella misura in cui ci abbandoniamo nelle mani del Signore, riceviamo una “spinta” proporzionata alla nostra fede che ci spinge a fare la volontà del Signore e ci dona quelle forze sufficienti per poterlo servire e fare la Sua volontà!
Quando riusciamo per grazia di Dio a confidare completamente nel Signore, noi scopriamo che siamo al sicuro, tranquilli, sereni e nella gioia!
    3. LA SANTITÀ RICHIESTA (Esodo 19:5,6; Levitico 11:44,45; 19:2; 1Pietro 1:15,16)
La nostra relazione con Dio Santo è fondata sulla nostra santità spirituale, Dio non può tollerare il peccato in quanto è in netto contrasto alla Sua natura che è santità, purezza e desidera che i Suoi figli conservino tale santità, perché vuole avere comunione con loro! Il peccato, l’impurità, crea una barriera tra l’uomo e Dio, crea una separazione, crea la morte spirituale: Isaia 59:1,2.
Siccome Dio vuole continuare ad avere comunione con i suoi figli dopo che essa è stata ristabilita per mezzo di Gesù, ordina di essere santi, di non contaminarsi, di conservarsi puri, proprio per non perdere quella meravigliosa comunione, quel meraviglioso rapporto con il nostro Padre Celeste!
I Corinzi invece non avevano conservato tale purezza, permettevano che alcuni di loro mantenessero atteggiamenti e usanze tipici della società del tempo. La nefasta influenza esercitata dalla cultura filosofica di Corinto e dallo stile di vita licenzioso, immorale, corrotto della popolazione era talmente evidente nella comunità al punto tale da indebolire il rigore morale proprio della Chiesa di Cristo!
Essi tolleravano il peccato e l’apostolo sentì il dovere di richiamarli con molta fermezza, sapendo che una simile debolezza è nociva sia per l’atmosfera spirituale, sia per la forza che per la crescita e per la testimonianza della Chiesa!

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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