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:: LA PAROLA DI DIO – I parte
Testo: 2 Pietro 1:19-21

      Pietro nello scrivere la sua seconda lettera è consapevole che il suo ministero stia giungendo al termine. Lo Spirito Santo, dunque, lo spinge a lasciare una sorta di "testamento spirituale". Egli desidera che una tale testimonianza della gloria e della potenza di Dio rimanga scritta. Pietro fu, dunque, testimone oculare di Gesù quale "l’Unto", "il Cristo" della Scrittura.
      Nei versi letti viene ribadita la sicurezza e l’importanza della parola profetica, la Scrittura come guida della nostra vita.

Il messaggio scritto
      Il Creatore del cielo e della terra doveva rivelarsi agli uomini in modo completo facendo si che la sua verità fosse trasmessa integralmente nel corso dei secoli.
      Egli non s’è affidato alla parola parlata né alla tradizione per evitare così il pericolo che il messaggio venisse travisato ma ha scelto di fissare la Sua Parola per iscritto per conservare la sua purezza.

Il materiale usato
      Il termine "Bibbia" deriva dal greco "biblos", biblion" (libri) che ne indica il rotolo di papiro sul quale si incidevano le frasi.

Quali tipi di materiali venivano usati nell’antichità per la scrittura?

Papiro — il papiro fu uno dei materiali più comuni e più usati, veniva ricavato dal fusto di una pianta dai laghi e dai fiumi dell’Egitto e dalla Siria.

Pergamena — Il nome forse deriva dalla città di Pergamo (Asia Minore) pelli di pecora, capra etc.
La parola di Dio

Vello — Pelle di vitello conciata. La scrittura su vello era in oro o argento.

Tavolette di argilla e anche tavolette di cera.
      Per la tavoletta di argilla e cera si usava un cesello per scrivere: stilo di metallo appuntito. La penna che si usava per scrivere sul papiro, pergamena e vello, era una cannuccia appuntita ricavata dai giunchi. L’inchiostro usato era un miscuglio di carbone, gomma ed acqua, talvolta anche di insetti.

L’origine del messaggio
      Il contenuto e il messaggio della Bibbia come precisa Pietro non è stato frutto della comprensione umana, e quindi non è stato il prodotto della volontà degli scrittori, della loro intelligenza o intuizione, bensì il risultato dell’ispirazione dello Spirito Santo.

Cosa si intende per ispirazione?
      L’ispirazione è l’influenza soprannaturale dello Spirito di Dio sulla mente umana per la quale gli scrittori sacri furono sospinti a scrivere verità divine senza errori. Essa è la partecipazione del messaggio divino ("alitato da Dio") al cuore dello scrittore sacro guidandolo nella scelte delle espressioni e delle parole da utilizzare senza che Dio annullasse mai la personalità dell’uomo. L’ispirazione si estende a tutta la Bibbia, senza nessuna esclusione 2 Tim. 3:16. Infatti, in teologia, si usa l’espressione: ispirazione "plenaria e verbale". Quindi la rivelazione scritta è completa e non ha bisogno di aggiunte e modifiche Apocalisse 22:18-19; da essa non sparirà neanche uno iota o un apice Matteo 5:18. L’ispirazione plenaria, secondo la quale la Bibbia, nel suo insieme ed in ogni sua parte è la Parola di Dio, ha conservato tutto ciò che Dio ha voluto che venisse tramandato e scritto, tuttavia non sempre corrisponde all’insegnamento divino, come quando si presenta il pensiero di Satana o di uomini increduli. L’ispirazione verbale ci presenta l’utilizzo voluto dallo Spirito Santo, di impiegare quelle parole che Dio ha voluto che fossero state scritte, in certe circostanze anche forzando le regole grammaticali Genesi 1:1; Giovanni 8:58.

Il Canone della Scrittura
      Il temine "canone" viene dal greco "Kanon", che significa "canna diritta, misura", ed anche "guida, regola". Quindi, quando si parla del canone della Sacra Scrittura, si vuole intendere l’insieme dei libri della Bibbia che sono stati accettati da tutti come regola di fede e di condotta.
    Divisone Ebraica della Scrittura
Gli ebrei suddividevano gli scritti dell’A.T. in tre gruppi:

      1.       La Legge (Torà)
      2.       I Profeti
      3.       Gli Scritti

La Torà (Legge) (Pentateuco)
      a.       Genesi
      b.       Esodo
      c.       Levitico
      d.       Numeri
      e.       Deuteronomio

Profeti (nebim)
      Profeti anteriori
               Giosuè, Giudici, I° e II° Samuele , I° e II° Re.
      Profeti posteriori
               Maggiori: Isaia,Geremia,Ezechiele.
               Minori: Osea a Malachia.

Gli Scritti
      Poetici e sapienziali: Salmi, Proverbi, Giobbe.

      Rotoli: Cantico di Salomone, Ruth, Lamentazioni, Ecclessiaste.

      Storici: Daniele, Esdra, Nehemia, I° e II° Cronache.

      Nell’anno 300 a.C. i vari libri dell'A.T. sono stati già completati, raccolti e riconosciuti come i libri ufficiali canonici.
      I 27 libri del N.T. sono stati definiti canonici durante il terzo concilio di Cartagine nel 397 d.C. Il criterio utilizzato nel determinare la canonicità della Scrittura, specialmente nei riguardi dei libri del N.T., è stato abbastanza rigido.
    Ecco 5 elementi presi in considerazione:
  1  Lo Scrittore — chi ha scritto il libro o l’epistola?
  2  Accoglienza da parte delle chiese locali — è stato letto dalle varie chiese? Qual’era la loro opinione?
  3  Riconoscimento da parte dei padri della chiesa — cioè nei loro discorsi citavano o facevano riferimenti a quel libro?
  4  Il contenuto del libro — Cosa insegna quel libro? Contrastava con gli insegnamenti di altri libri?
  5  Edificazione personale — il libro aveva la capacità di convincere, edifica le chiese locali e i credenti a livello individuale?

      È importante precisare che non è stato il Concilio a dichiarare i libri ispirati, ma perché i libri erano già ispirati il Concilio ha dovuto prenderne nota.
    Ecco un probabile ordine cronologico dei libri del N.T.
 — Giacomo 49 d.C. scritta da Gerusalemme;
 — I° e II° Tessalonicesi 52 d.C. scritte da Corinto;
 — I° Corinzi 55 d.C. scritta da Macedonia;
 — II° Corinzi 56 d.C. scritta da Macedonia;
 — Galati 57 d.C. scritta da Efeso;
 — Romani 58 d.C. scritta da Corinto;
 — Luca 59 d.C. scritto Cesaerea;
 — Atti 60 d.C. scritto da Roma;
 — Filippesi, Colossesi, Efesini, Filemone 61,62 d.C. scritte da Roma;
 — Matteo 63 d.C. scritto dalla Giudea;
 — Marco 63 d.C. scritto da Roma;
 — Ebrei 64 d.C. scritta da Gerusalemme;
 — I° Timoteo 65 d.C. scritta da Macedonia;
 — I° Pietro 65 d.C. scritta da Babilonia;
 — II° Pietro 66 d.C. scritta da un luogo sconosciuto;
 — Tito 66 d.C. scritta dalla Grecia;
 — Giuda 67 d.C.;
 — II° Timoteo 67 d.C. scritta da Roma;
 — Giovanni 85-90 d.C. scritto da Efeso;
 — I° Giovanni 90-95 d.C. scritta dalla Giudea;
 — II° e III° Giovanni 90-95 d.C. scritte da Efeso;
 — Apocalisse 90-95 d.C. scritta dall’isola di Patmos.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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