Tutto l'evangelo Adi 8x1000 - 2015
Home | Forum | Newsletter | Audio mp3 | Scuola Domenicale | Eventi | Foto | Link
Inserisci il tuo indirizzo Iscrivimi Cancellami Leggi arretrati Leggi arretrati
L'angolo del Pastore
Nato di nuovo
Letture
Studi biblici
Meditazioni
Pensieri
Attualità
Pionieri
Bibbia online

Emittenti TV Cristiani Oggi

Il messaggio della settimana in mp3

Le frequenze di radio evangelo

La nostra comunità

Testimonianza PentecostaĆ²e

Chi siamo

Le nostre attività

Turno campeggio 2017


La Promessa della Vittoria — Lezione 1


“Non te l’ho io comandato? Sii forte e coraggioso; non ti spaventare e non ti
sgomentare, perché il SIGNORE, il tuo Dio, sarà con te dovunque andrai”

(Giosuè 1:9)

Testo di Lettura: Giosuè 1:1-18

Il libro di Giosué descrive l’invasione, la conquista e lo stabilirsi di Israele nella terra di Canaan. È un momento che prende in considerazione, al suo inizio, di un cambiamento di gestione per quanto riguarda la conduzione del popolo. Come in tutti i cambiamenti, vi sono tempi difficili, per Giosué fu ancora più difficile perché egli dovette sostituire un personaggio molto particolare: Mosé. Giosuè nel primo capitolo riceve dal Signore un’importante incoraggiamento e una necessaria rassicurazione.
È un libro che copre un periodo di 25 anni della storia d’Israele, per certi versi è un libro che fa da specchio a quello del libro dell’Esodo. Dio ricorda in quel libro come ha realizzato per il suo popolo la loro liberazione dall’Egitto, mentre Giosuè racconta cosa Dio ha fatto per farli entrare in Canaan. Dio apre il Mar Rosso e il popolo esce della schiavitù; Dio apre il Giordano e il popolo entra così per godere le benedizioni della terra promessa.
Alcuni hanno paragonato il libro di Giosuè all’Epistola agli Efesini in quanto quest’ultima mette in risalto la necessità della lotta e del combattimento sul piano spirituale per poter realizzare le promesse di Dio. È chiaro che in ambedue i libri è Dio a fornire la potenza e i mezzi necessari per ottenere la vittoria.
    L’opera di Dio è al sicuro nelle Sue mani
Dio ha fatto una promessa al popolo tramite Mosè, che li avrebbe condotti nella terra di Canaan. Tutto questo viene ribadito a Gesù dimostrando che la promessa non era meno valida da quando è stata pronunciata la prima volta.
Nonostante il decesso di Mosè il popolo non fu senza un punto di riferimento. A volte siamo tentati a credere che l’opera di Dio prospera solo grazie a particolari abilità e talenti di credenti esperti. Non è positivo né proficuo per l’opera di Dio basarsi su sentimenti di simpatia per un individuo. Dio non condivide la Sua gloria con nessuno, Egli agisce attraverso chi è disposto ad essere un semplice strumento nelle Sue mani affidando alla guida dello Spirito Santo qualsiasi abilità naturale che uno potrebbe possedere.
Giosué, la sua vita e il suo modo di condurre il popolo, dimostrarono che la sua maturità spirituale non lo fece agire indipendentemente da Dio ma con responsabilità e totale dipendenza dal Signore. Per vincere dobbiamo arrenderci a Dio; per guidare altri dobbiamo seguire per primi il Signore.
Nell’incontro, per esempio, che Giosuè ebbe, Giosuè 5:13-15; l’Angelo dell’Esercito del Cielo fa comprendere che non è Dio che dev’essere dalla nostra parte ma noi dalla Sua; non è Lui che va dietro di noi ma noi che dobbiamo andare dietro a Lui. Dio ha incoraggiato Giosuè in tutto e per tutto; Giosuè pur avendo un forte carattere era pur sempre un uomo, quindi necessitava di forza, sapienza e guida divina.
    Le promesse di Dio si realizzano nell’ubbidienza alla Sua Parola
Senza dubbio Giosué era consapevole che le promesse di Dio non perdono la loro attualità ma sapeva pure che se gli Israeliti non avessero conquistato tutto il territorio sarebbe stato unicamente a motivo della loro incredulità e disubbidienza e non certo per l’incapacità di Dio o per un Suo cambiamento di programmi.
Il successo dell’impresa non era garantito senza l’adempimento di alcune condizioni fondamentali. Giosué, in particolare, doveva fare attenzione ad osservare ogni parola della legge. L’ubbidienza era la condizione voluta da Dio perché Egli potesse veramente prosperare. Forza e coraggio servono soprattutto per rimanere fedeli al Signore e non solo per fare cose grandi nel nome del Signore.
    La collaborazione necessaria per realizzare le promesse di Dio Giosuè 1:12-15
Ogni tribù d’Israele doveva fare la propria parte così da poter vedere adempiuta a loro favore le promesse di Dio. Le tribù di Ruben, di Gad, e la mezza tribù di Manasse erano costituite da allevatori di bestiame e avevano puntato lo sguardo sui pascoli fiorenti della riva orientale del Giordano. Al tempo in cui visse Mosè, essi fecero richiesta di stabilirsi in quella zona invece di entrare in Canaan. Furono ripresi severamente, e infine Mosè, accondiscese alla loro richiesta al fine però che essi si fossero uniti in battaglia con i loro fratelli Israeliti per conquistare Canaan. Solo dopo la battaglia e la vittoria sarebbero potuti ritornare alle loro case poste all’esterno di Canaan.
In mezzo al popolo di Dio, bisogna dare priorità agli interessi di carattere generale, non si devono coltivare visioni ed interessi di parte, badando soltanto al proprio “orticello”. Nella chiesa non vige il principio della competizione bensì sempre quello della collaborazione per l’avanzamento del regno di Dio e per la reciproca benedizione Filippesi 2:3-4.
    La sottomissione è vitale nell’ottenere la vittoria
La risposta delle tribù di Ruben, Gad e Manasse fu positiva e immediata Giosuè 1:16. È importante notare che anche se il patto fu fatto quando Mosè era a capo del popolo essi ugualmente rispettarono l’impegno preso riconoscendo in questo modo Giosuè come legittimo conduttore d’Israele Giosuè 1:17. La loro ubbidienza e sottomissione non fu basata su una simpatia umana o motivi personali perché onoravano Dio e chi per la Sua volontà prese il posto di Mosé.
Uno dei motivi per cui Dio ha promesso tanta forza e coraggio a Giosué fu perché egli era consapevole del carattere ostinato del popolo. Israele spesso criticava i propri conduttori ed era propenso a dubitare di Dio stesso. Infatti il verbo “sgomentarsi” del Giosuè 1:9 significa “COMPLETA DEMORALIZZAZIONE”. Quando collaboriamo, edifichiamo; quando contestiamo, demoralizziamo.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

Scarica Audio mp3
Formato pdf
Visualizza libro animato da sfogliare




Chi siamo | Dove siamo | Mappa del sito | Diritti d'autore

© www.tuttolevangelo.com 2002 - 2017 - Tutti i diritti sono riservati. È vietata ogni riproduzione anche parziale.
WEBMASTER - Direttore direttore@tuttolevangelo.com
Powered by FareSviluppo.it