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:: Gedeone — Lezione 10
- I Parte - La Scelta di Un Condottiero



“Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti”
(1 Corinzi 1:27)

Testo di Lettura: Giudici 6:1-26

Il nuovo sviamento di Israele produsse ancora una volta tristi conseguenze. L’oppressore, in questo caso, fu Madian. Dio nella scelta di Gedeone come giudice dimostra che si compiace quando può usare persone ordinarie 1 Corinzi 1:26-29. Il tema da considerare in questa parte di studi sulle esperienze di Gedeone è quello della scelta di un condottiero.
    I. Dove avviene la chiamata del condottiero? Giudici 6:1-11
L’Angelo del Signore, cioè il Figlio di Dio, apparve a Gedeone sotto la grande quercia Giudici 6:11, mentre stava cercando di mettere in salvo il proprio raccolto dalle bande di predoni, e gli diede il mandato divino. In genere, il grano raccolto veniva portato nell’aia, in un luogo esposto al vento, e qui veniva battuto per separarlo dalla pula. L’oppressione madianita era così gravosa che gli Israeliti cercavano rifugio nelle caverne tra le montagne e le utilizzarono anche per immagazzinare i loro raccolti Giudici 6:2. Gedeone con il suo gesto cercava di proteggersi, al riparo dai nemici, portando il suo grano nello strettoio, cioè là dove si pigiava l’uva. Tutto questo ci fa comprendere le condizioni difficili in cui Israele stava vivendo.
L’allontanamento da Dio si trasformò in una situazione di semplice sopravvivenza. È triste quando non c’è frutto e crescita spirituale, in Cristo la vita vuole essere ad esuberanza, ma il non seguire il Signore produce staticità e miseria. È triste quando un cristianesimo è privo di forza e di risorse per realizzare qualcosa. Non c’è prosperità, né progresso, si crea una condizione di carenza spirituale e la realtà di un vivere alla giornata. Avendo smarrito Dio, Israele aveva perso una visione per il futuro ed era impossibilitato di progettare per il domani.
In tutto questo però ci sono due note positive: Il popolo grida a Dio; comincia a pregare di nuovo, e pregare come si deve. In seguito a quel grido Dio ha cominciato a parlare al suo popolo Giudici 6:8-10. Si nota qualcosa di interessante, che Dio, prima di suscitare un salvatore ha mandato loro un predicatore per riprenderli a motivo dei loro peccati e condurli a ravvedimento. Possiamo intravedere in questo la venuta di Giovanni Battista che preparò la via a Gesù.
Una seconda nota positiva è che nello strettolo, in quel luogo nascosto, Dio si manifesta e comincia l’opera sua di liberazione. Non c’è situazione né realtà dove Dio non può dare vita all’opera sua. È fondamentale, quindi, che il popolo di Dio grida affinché essa si realizzi fra di loro Abacuc 3:1-2.
    II. Cosa vuole fare Dio con il condottiero Gedeone? Giudici 6:12-14
Vuole fare di Gedeone un uomo forte e valoroso, uno strumento per sconfiggere i madianiti. C’è un problema in tutto questo, Gedeone non si sente affatto quello che l’Angelo dice di lui né ritiene di essere in grado di compiere il suo comando. In un certo senso, Gedeone diceva la verità, ma il Signore dichiara quello che Gedeone sarà nelle Sue mani.
Gesù chiama Simone, Pietro, prima che lui fosse ciò che il suo nuovo nome significasse. In altre parole Dio sa preparare chi vuole usare. Due cose erano necessarie da fare in Gedeone, risvegliare in lui una vera fiducia in Dio e ispirarlo ad avere un concetto sobrio ma positivo di sé stesso, come conseguenza della sua fiducia in Dio 2Timoteo 1:5-8.
Il Signore conosce il potenziale di ognuno di noi, Dio non sbaglia nel chiamare le persone per un determinato compito a prescindere di ciò che loro stessi possono pensare a riguardo (esempio Mosè Esodo 4:1-15)
    III. Qual è lo stato d’animo del futuro condottiero Gedeone?
Purtroppo lo stato d’animo di Gedeone esprime un estremo scoraggiamento e un pessimismo notevole. Le sue parole sicuramente rispecchiano quelle anche dell’intera nazione, egli è sfiduciato e incredulo. Invece di perdere tempo in rimpianti e in pensieri nostalgici faremmo meglio ad ubbidire individualmente a ciò che Dio ci chiede di fare al presente. Notate come il Signore non replicò alle rimostranze di Gedeone, né lo criticò, ma gli comandò: “Va”! Troppo spesso vogliamo spiegazioni da Dio mentre Lui ci chiede azioni concrete.
Quando le nostre richieste hanno in esse qualche utile, Dio ci concede pure qualche segno. Di sicuro non è per soddisfare qualche curiosità umana, ma è per accrescere la nostra fede così Lo possiamo servire meglio Giudici 6:17-22.
    IV. Qual’è l’inizio del servizio del condottiero?
Agisce facendo le cose più comuni e ordinarie della vita; offre ospitalità. Fa qualcosa che tutti dovevano fare. La fedeltà inizia nelle piccole cose, ed è lì dove inizia la benedizione del Signore. Disponibilità, generosità e sentimenti simili sono graditi al Signore. Lidia, della città di Filippi, divenne un punto di riferimento in seguito alla sua apertura di ospitalità Atti 16:14,15,40.
La preparazione di Gedeone ad essere condottiero inizia col fare pulizie nella sua casa, suo padre era un idolatra Giudici 6:25. Poteva condurre altri verso Dio senza iniziare con quelli di casa sua? Prima di scendere in campo contro i nemici, Gedeone doveva dare prova di ubbidienza distruggendo l’altare pagano del padre, costruendo al suo posto un altare al Signore. Il suo intervento ha avuto qualche effetto sul padre Giudici 6:30-31.
Dio non ha scelto il padre di Gedeone né un altro di quella generazione. La vittoria doveva essere riportata tramite una nuova generazione pronta a fare i conti con i fallimenti dei loro padri. Chi erano quelli che portarono via i corpi di Anania e Saffira? Atti 5:4-10.
È sbagliato fare determinate cose solo perché si è sempre fatto così, seguire esempi negativi del passato significa non poter godere al presente della benedizione di Dio. Come abbandonare la giusta via accende l’ira di Dio, così anche rimanendo in quella errata solo perché altri lo hanno fatto prima di noi. Ogni generazione è responsabile per sé stesso e dovrà rispondere a Dio per il modo in cui si sono condotti.
Prima di ispirare altri alla consacrazione, il tuo cuore dev’essere consacrato e tutto ciò che ti appartiene Genesi 35:1-5; 1Timoteo 4:11-12.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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