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:: Gesł - La settima città di rifugio
   Numeri 35:9-34; Ebrei 6:18

Introduzione
L’Antico Testamento menziona l’esistenza di sei città di rifugio. Erano delle località in cui chi commetteva un omicidio involontario poteva fuggire per scampare dall’ira del "vendicatore". Il "vendicatore" era un parente stretto di colui che è stato ucciso. Il colpevole dell’omicidio involontario trovava riparo e protezione dal "vendicatore" solo se stabiliva la sua dimora in una di queste città di rifugio e solo dopo che il suo caso veniva esaminato dagli anziani della città.
Nello studio della Bibbia si prende spesso in considerazione il significato dei numeri; è sufficiente per il nostro caso affermare che il numero sette implica perfezione e completezza. Essendo dunque soltanto sei le città di rifugio ci rimane una verità incompleta che trova il suo adempimento finale in Cristo. È lui la settima città, il rifugio perfetto per ogni peccatore.
In Ebrei 6:18 abbiamo una chiara allusione a Cristo come un rifugio dove l’uomo può fuggire per trovare sicurezza e speranza.
I.
Le città di rifugio sono state stabilite da Dio come Cristo il Suo Figlio che è stato da Lui designato per essere il nostro rifugio. Numeri. 35:9-11.
a. Designato come Salvatore del mondo Galati 4:4-5.
b. Designato Signore e Cristo Atti 2:36.
c. Designato e esaltato come principe Atti 5:31.
d. Designato come erede Ebrei 1:1-3.
II. Le città di rifugio erano sotto la custodia dei Leviti Numeri 35:6.
Alla tribù di Levi non è stato dato nessun territorio specifico; i Leviti dovevano dedicarsi al servizio sacro e sarebbero stati sostenuti dalle altre tribù d’Israele. Però avevano ricevuto 48 città sparse su tutto il territorio di cui 6 erano di rifugio.
Collegando questa verità a Cristo nostro rifugio vediamo come ne entra a fare parte in qualche modo anche la chiesa. Alla chiesa è affidato il compito di divulgare la buona notizia dell’opera compiuta da Cristo "su tutto il territorio". In altre parole delle comunità dovrebbero essere sparse ovunque in tutto il mondo per offrire agli uomini rifugio e consolazione in Gesù. Isaia 52:7; Marco 16:15; Luca 24:47; Atti 1:8; 2Cor. 5:17-21.
III.
Le città di rifugio erano per coloro che avevano commesso un omicidio involontario Numeri 35:22-25.
Paragoniamo l’affermazione citata sopra al peccato. Chi commette il peccato in realtà "uccide" una parte di se stesso. Il peccato è qualcosa che l’uomo commette perché schiavo del suo potere. Il colpevole che si rifugiava nella città non voleva uccidere, dunque, per essere liberato dall’influenza del peccato dobbiamo correre a Cristo. Gesù è venuto per liberarci da questa piaga. Romani 3:10-12,23; Marco 2:17; Giovanni 8:24,31,34,36.
IV.
Le città erano luoghi in cui bisognava entrarci in fretta; solo nei suoi confini si era protetti dal "vendicatore". Numeri 35:12,27-28.
Alle calcagna del colpevole c’era il "vendicatore". Ciò ci ricorda del pericolo che esiste nel rimandare la propria decisione di accettare Cristo come Salvatore personale. La Bibbia è esplicita a riguardo del tempo propizio della salvezza 2 Corinzi 6:2.
Fuori dalla città di rifugio il "vendicatore" poteva legalmente uccidere il colpevole. Il credente è al sicuro; è fuori dalla portata di Satana solo se dimora in Cristo. Giovanni 10:9-10,27-29.
Il colpevole doveva dimorare nella città fino alla morte del sommo sacerdote dopo di che poteva lasciare la città. Noi dimoreremo in Cristo per l'eternità, la nostra non è un rifugio temporaneo ma definitivo in quanto il nostro sommo sacerdote non morirà mai.
V. Le città di rifugio erano facilmente raggiungibili e tutti ne avevano l’accesso. Numeri 35:14,15.
Dio ha previsto che ci fossero tre città su ogni lato del Giordano, facilitando così tutte le tribù ma anche gli stranieri. Cristo può essere trovato da chiunque. La sua grazia non fa distinzione di sesso, di razza o della lingua di una persona. Egli è un rifugio aperto a chiunque s’accosta a Lui. Isaia 59:1-2; Atti 10:34-35; Romani 3:29.
VI. Le città di rifugio accoglievano chi s’era pentito di un omicidio involontario
La città non ospitava nessuno che serbava in cuore odio o malvagità. L’accesso veniva negato a chi commetteva un omicidio premeditato. Con questo non bisogna affermare che Cristo non perdona queste persone, ma questa legge divina è stata data per rivelarci un insegnamento a riguardo la salvezza in Cristo. Non possiamo andare a Cristo se non con un cuore rotto cercando la sua misericordia. È impossibile ricevere la Sua grazia se possediamo un cuore ribelle. Cristo diventa il nostro rifugio quando confessiamo e abbandoniamo i nostri peccati. 1 Giovanni 1:5-2:2.
Dio legge i pensieri ed i sentimenti del cuore e sa chi è sincero. D’altronde prima che ad un colpevole venisse offerto rifugio, gli anziani della città avrebbero dovuto valutare la sua richiesta ed esaminare i fatti di ciò che fosse avvenuto. Numeri 35:24. Ciò ci parla di giustizia, Dio è misericordioso ma anche giusto. Egli conosce le vie dell’empio e anche quelle del giusto Salmo 1:5-6.
VII. I nomi delle città di rifugio ci parlano di Cristo
a)
Kedes significa luogo santo. Cristo è un rifugio per gli impuri che vogliono essere lavati e resi santi. Isaia 1:18.
b)
Sichem significa spalla. Cristo è un rifugio per chi è stanco ed esausto. Egli, come degli agnelli, ci porta sulle spalle. Matteo 11:28-30.
c)
Hebron significa comunione fraterna. Cristo è un rifugio per chi vive nella solitudine 1 Giovanni 1:3.
d) Betser significa fortezza. Cristo è un rifugio per gli insicuri e i deboli 2 Corinzi 12:8-10.
e) Ramoth significa innalzato. Cristo è un rifugio per gli scoraggiati Salmo 3:3; 42:5.
f)
Golan significa separato. Cristo è un rifugio per chi è tentato. Egli ci invita alla consacrazione e alla santificazione Romani 12:1-2.

Conclusione
Dio ha completato in Cristo il suo piano di rifugio per gli uomini. Nella vita stressata di oggi che ci affligge con mille preoccupazioni, la Bibbia ci presenta Gesù, una persona in cui possiamo trovare ristoro e conforto. Tutti abbiamo bisogno di qualcuno su cui appoggiarci specialmente in quei momenti in cui ci sembra di avere perso il controllo di tutto. Ancora oggi Cristo è una torre nel giorno dell’avversità, il Salvatore a cui correre per trovare rifugio.

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