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:: La Sovranità di Dio e La Responsabilità dell’uomo
I Parte

Testo: Filippesi 2:12,13

Molti non riescono a conciliare la libertà dell’uomo con la sovranità dì Dio. La Bibbia insegna che il Signore ha donato all’uomo la libertà di scelta e fin dal principio della storia le decisioni umane hanno avuto un’importanza decisiva nel rapporto con Dio.
Il Creatore Concesse tale libertà pur sapendo, nella Sua onniscienza, che l’uomo avrebbe peccato.
    Chiarimento sui termini Elezione e Predestinazione
La Scrittura ci insegna temi, anche in merito alla salvezza, che devono essere considerati attentamente, se non vogliamo attribuire esclusivamente a Dio la responsabilità del destino umano.
L’elezione e la predestinazione sono tra questi insegnamenti. È assodato che l’umanità ha peccato e giace sotto il giudizio di Dio Romani 3:23.
Il Signore, però, nella Sua immensa compassione e grazia si è proposto di salvare l’uomo. Il Suo piano benevolo è la Redenzione ed il criterio per la salvezza è il sacrificio di Cristo; tutto questo è stato deciso «prima della fondazione del mondo» Efesini 1:4.
Dio non ha deciso quale persona salvare, ma in che modo farlo 1 Corinzi 1:24. Egli perciò ha predisposto il metodo della salvezza, che non dipende da opere o meriti umani Romani 9:8,11.
Non è quindi l’uomo a decidere come essere salvato Giovanni 1:13; Efesini 2:9, perché Dio ha deciso di preferire quanti credono in Cristo.
Il Signore non ha deciso quali persone salvare, ma ha indicato in quale Persona salvarci e Lo ha manifestato “nella pienezza dei tempi” Isaia 42:1; Luca 9:35.
Cristo è dunque l’Eletto, nel quale gli uomini trovano la grazia della salvezza e sono predestinati “ad essere conformi all’immagine del Suo Figliuolo” Romani 8:29. I credenti sono, quindi, predestinati a diventare simili a Cristo, Modello perfetto stabilito da Dio.
Dunque, Dio non “predestina”, con un ingiusto decreto del Suo pensiero, alcuni ad ottenere salvezza ed altri a cadere nella disgrazia della perdizione ma “prestabilisce”, in forza della Sua preconoscenza, che chi crede e riceve il Salvatore, si uniformi a Cristo tanto nei pensieri che nel carattere, quanto nei sentimenti che nel comportamento.
    La sicurezza del credente e la sua salvezza
Non è possibile approvare il concetto di una salvezza incondizionata, né potremmo accettare che sia impossibile per una persona, una volta salvata, perdere la salvezza.
Prima di enfatizzare quattro aspetti intorno all’argomento della sicurezza della salvezza del credente vengono motivati i ragionamenti dietro le affermazioni fatte poco fa.

È indispensabile ricordare che il credente è al sicuro in virtù di un rapporto vivente con Cristo e un progresso continuo di santificazione Giovanni 15:6; 1Pietro 1:16; Ebrei 12:14.

Dobbiamo riconoscere come la Scrittura insegna che un uomo può avere il suo nome cancellato dal libro della vita Apocalisse 22:19 ed è altresì accertato che il credente dopo aver camminato nella fede potrebbe anche sviarsi da essa Luca 8:13.

Quattro aspetti riguardanti la sicurezza della salvezza del credente

- 1. - La salvezza è disponibile per chiunque 2 Pietro 3:9; Giovanni 3:16; Romani 10:11-13.

- 2. - La salvezza si riceve e si ritiene per fede Efesini 2:8; FiIippesi 3:9; Ebrei 10:35; 1Pietro 1:5; Romani 3:28

- 3. - Persistere nel peccato avrà un effetto negativo sulla fede del credente 1 Giovanni 1:8; 3:8; Romani 3:5-8; 1Corinzi 3:1-3; Ebrei 3:12-14; 12:1

- 4. - La salvezza del credente può essere vanificata rigettando Cristo Giovanni 17:12; Ebrei 10:38, 1Timoteo 4:1; 5:12,15; 1Giovanni 5:16; 2Pietro 2:20; Ebrei 10:26,27; 6:4-6.

A. La salvezza è disponibile per chiunque

Possiamo porci una domanda: «alcuni sono predestinati alla salvezza ed altri alla perdizione»?
La risposta è chiara quando consideriamo che il messaggio dell’evangelo è rivolto a «chiunque vuole» e a «chiunque crede».
Dio ha predeterminato le condizioni mediante le quali ha mostrato la sua misericordia. Sulla base della sua preconoscenza il credente viene eletto in Cristo.
Dio allora nella Sua sovranità ha provveduto il piano della salvezza attraverso il quale tutti possono essere salvati. In questo piano la volontà dell’uomo è presa in considerazione.

B. La salvezza si riceve e si ritiene nel cuore per fede

La Bibbia chiaramente afferma che siamo salvati per grazia mediante la fede Efesini 2:8 e che il giusto vivrà per fede Ebrei 10:38, Romani 1:17; Giacomo 3:11; Abacuc 2:4.

Essere un cristiano non è un fattore di opere ma di fede; bisogna enfatizzare questo.
Il peccatore non viene accettato da Dio sulla base di buone opere da lui compiute. La salvezza si ottiene totalmente e unicamente per mezzo della fede. Per fede si accetta il fatto che Cristo è morto al posto del peccatore; ci si affida alla misericordia di Dio e si accoglie nel cuore Cristo Gesù come Salvatore e ci si riveste della sua giustizia Filippesi 3:9; 2Corinzi 5:21.
La posizione che il credente riceve in Dio è per fede, ma la sua condizione reale è legata alla realizzazione pratica della giustizia di Cristo; cioè la dimostrazione di crescita spirituale, una santificazione progressiva e una continua ubbidienza e sottomissione agli impulsi dello Spirito Santo 2 Pietro 1:5-7; Romani 6:12,13; 8:13; Colossesi 3:1-5.

C. Persistere nel peccato avrà un effetto negativo sulla fede del credente

La Scrittura ci fa comprendere che il credente durante la sua vita non smette del tutto di peccare; e che lungo il suo cammino di comunione con Dio ha bisogno del perdono continuo di Cristo ed essere lavato con il sangue di Gesù 1 Giovanni 1:8,9; 2:1.
È importante precisare però che non è naturale per un cristiano continuare a vivere una vita di peccato, con uno stile e un modo peccaminoso di comportamento.
Finché c’è nel credente la vita di Cristo non può, egli abitualmente peccare 1 Giovanni 3:8, 9.
Ci dev’essere invece un allontanarsi sempre di più dal peccato e la consapevolezza che il peccato e l’incredulità sono strettamente collegati; il peccato indebolisce la fede Ebrei 3:12-14.
Ribadisco: un cristiano che viene meno non va considerato come uno che esce e entra nella grazia di Dio come una porta girevole. La salvezza non si basa su Dio che insiste che il credente sia perfetto e senza peccato, se l’unico modo per assicurasi della salvezza fosse vivere senza mai commettere un errore, la salvezza si baserebbe sulle opere e non più sulla grazia di Dio.
Tuttavia l’esortazione della Scrittura è che il credente sia sempre in guardia, esaminando sé stesso Ebrei 12:15; 2Corinzi 13:5.

D. La salvezza del credente può essere vanificata rigettando Cristo

Un credente può sviarsi se non tiene conto dei richiami dello Spirito Santo e come conseguenza giunge al punto dove rinnega il Signore. È possibile per un fratello debole perire 1 Corinzi 8:11.
È quasi sempre molto difficile determinare se una persona si sia allontanata da Cristo o meno. Per questo motivo lasciamo il giudizio nelle mani di un Dio onnisciente.
Non sapendo in fondo la vera condizione del cuore dell’uomo che si svia, è possibile che egli sia ricondotto al Signore.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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