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:: La vasca di Betesda
   Giovanni 5:1-5

Introduzione
Durante una delle feste ebraiche, Gesù decide di recarsi a Gerusalemme. Non sappiamo con certezza quale sia stata questa festa, alcuni affermano che si trattasse della Pasqua, altri dicono la Pentecoste. Non è necessario per noi sapere quale, ci basta vedere in tutto questo la sottomissione di Gesù alla legge di Mosé verso l’osservanza delle varie feste religiose. Del Signore si può davvero dire: "Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento"
Gesù durante il suo soggiorno a Gerusalemme visita una vasca, chiamata Betesda. Era un luogo speciale, in quanto periodicamente le acque del luogo venivano agitate, il primo fra gli infermi li presenti che si gettava in essa otteneva una guarigione immediata da qualsiasi infermità. Vorrei precisare che non erano acque termali, quindi, la guarigione no avveniva per un processo naturale. Vi sono vari luoghi nella nostra nazione, le terme per esempio, dove le persone vanno per curarsi con fanghi, acqua e così via.
Alla vasca di Betesda quel che si verificava era un atto soprannaturale, il braccio dell’Eterno era l’autore.

1) Una prima considerazione che possiamo fare insieme è sulla realtà delle sofferenze umane o come vengono affrontate dagli uomini.
C’era una grande moltitudine d’infermi presenti a quella vasca Giovanni 5:3. "Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua; perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata era guarito di qualunque malattia fosse colpito"
Ognuno aveva lo stesso pensiero e la stessa speranza: quello di essere guarito dalla propria malattia. Non sappiamo nulla delle provenienze dei vari ammalati, non credo comunque che erano tutti abitanti di Gerusalemme. Probabilmente alcuni di essi venivano da lontano facendo immensi sacrifici per trovare una soluzione ai loro problemi fisici.
I tempi non sono cambiati, non mi riferisco soltanto ai viaggi della speranza fatti ai tanti santuari, ma in senso generale. Tutti, quando sono colpiti da un’infermità grave, cercano, giustamente, con insistenza e interesse il medico o il centro più adatto per risolvere il problema. Sia lodato il Signore, per le scoperte scientifiche ed i progressi della medicina, che servono non a fare sentire l’uomo meno dipendente da Dio, ma per aumentare la sua gratitudine verso di Lui, in quanto dispensatore di sapienza e intelligenza.
Tutto quest’interesse per il fisico m’ha fatto riflettere, se mostriamo tanto impegno e preoccupazione per il nostro corpo, che presto o tardi ritornerà ad essere polvere, tanto più occorre interessarsi della guarigione interna, della nostra salute spirituale.
Il mio non vuole essere un giudizio ma una semplice considerazione. Tutti gli uomini, hanno la tendenza di preoccuparsi ed affaticarsi più per il temporaneo che per l’eternità.

2) Notiamo insieme un’altra verità, quella della completa dipendenza che qui gli infermi avevano sull’intervento esclusivo e misericordioso di Dio.
Se Dio non agitava le acque non c’era guarigione. I 5 portici servivano per dare riparo agli infermi che aspettavano l’agitarsi delle acque, rendevano più accogliente quel luogo. L’attrazione di Betesda comunque non erano i portici, o la vasca in se stessa ma il fenomeno soprannaturale: "la manifestazione della presenza di Dio". Era questa verità che rendeva Betesda non una casa di miseria, ma una "casa di misericordia".
Le religioni degli uomini fanno il loro meglio, credono di poter dare sollievo agli afflitti, ma solo la misericordia di Dio manifestata in Gesù, può consolare e curare il cuore rotto e l’anima ferita.
Dai tempi di Caino, l’uomo che s’allontanò dalla presenza del Signore cerca di camuffare la sua dipendenza su Dio costruendosi case, coltivando greggi, suonando strumenti musicali per divertirsi, dandosi alle sue mille invenzioni, come Lamec che fabbricava strumenti di ferro e di rame. Invece, come Caino, l’uomo rimane sempre maledetto se non s’arrende e cerca la misericordia di Dio. L’uomo ha bisogno di Dio, i discendenti di Set l’hanno compreso e cominciarono nuovamente ad invocare il nome del Signore, Enoc lo capì e per questo camminò con Dio.
Spendiamo qualche parola sul posizionamento della vasca Giovanni 5:2. La vasca dunque era vicino alla porta delle pecore; l’ingresso della città riservato alle greggi, i quali, probabilmente passavano per essa quando venivano portati al mercato o al tempio per i sacrifici.
Non vi fa pensare a quegli infermi, come simbolo di una nazione di pecore ferite, afflitte, inferme, che avevano bisogno e che aspettavano le tenere cure del Pastore d’Israele. Periodicamente questa ricerca veniva soddisfatta con l’agitarsi delle acque, ma con l’arrivo di Gesù sarebbe diventata una realtà continua.
Isaia 40:10-11 "Ecco il Signore, DIO, viene con potenza, …come un pastore, egli pascerà il suo gregge: raccoglierà gli agnelli in braccio, li porterà sul petto, condurrà le pecore che allattano"
Ezechiele 34:11-16 "Infatti così dice DIO, il Signore: Eccomi! io stesso mi prenderò cura delle mie pecore e andrò in cerca di loro. Come un pastore va in cerca del suo gregge il giorno che si trova in mezzo alle sue pecore disperse, così io andrò in cerca delle mie pecore e le ricondurrò da tutti i luoghi dove sono state disperse… Io le pascerò in buoni pascoli e i loro ovili saranno sugli alti monti d’Israele; esse riposeranno là in buoni ovili e pascoleranno in grassi pascoli sui monti d’Israele. Io stesso pascerò le mie pecore, io stesso le farò riposare, dice DIO, il Signore. Io cercherò la perduta, ricondurrò la smarrita, fascerò la ferita, rafforzerò la malata".

3) Infine, l’efficace delle acque agitate nel guarire qualsiasi infermità.
Due supposizioni sulla vasca:
  • a Una, che essa veniva alimentata da sorgenti sotterranei, garantendo dunque la sua sopravivenza.
  • b L’altra, che gli sacrifici per il tempio venivano lavati in questa piscina, su quest’ultima ci può essere qualche dubbio. Ma una cosa è certa la vasca è figura di Gesù.
  • Zaccaria profettizò di una fonte aperta, "In quel giorno vi sarà una fonte aperta per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme, per il peccato e per l’impurità"
    Cristo è fonte di salvezza, questa fonte viene alimentata dal suo prezioso sangue, sparso una volta e per sempre, a sufficienza, per garantire la sua sopravvivenza eterna.
    Non sappiamo se i sacrifici del tempio venivano lavati nella vasca di Betesda, ma sappiamo che noi siamo stati lavati e purificati dal sangue di Gesù.
    Dopo la morte e resurrezione di Gesù, le acque non venivano più agitate. La visita del Signore in quei giorni a quella vasca era per affermare la chiusura di quella fonte ma l’apertura di un’altra.
    All’uomo infermo chiese: "Vuoi guarire"? La risposta fu: "io non ho nessuno".
    Cari, oggi invece le cose sono così: c’è qualcuno nel nostro mezzo il suo nome è Gesù.





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