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L’Armonia nella Famiglia — Lezione 3


“Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri,
perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo”

Efesini 4:32

Dio desidera che prevalga nella famiglia cristiana l’armonia. Questa concordia è sinonimo di comunione l’uno con l’altro e insieme con il Signore. Per realizzare questo pari consentimento si richiede l’eliminazione di certi comportamenti e altri da adottare.
    Estinguere l’amarezza Efesini 4:31,32
L’apostolo Paolo elenca una lista che inizia con "amarezza" e si conclude con “malizia”. Sono queste emozioni che possono avvelenare i pensieri, i sentimenti e perfino la salute fisica. L’amarezza può far strada nel cuore dell’uomo creando effetti devastanti. La malizia in realtà è l’amarezza che ha messo le sue radici e se non sradicata immediatamente può rovinare relazioni familiari Ebrei 12:15.
Se si verificano delle discussioni in famiglia, bisogna evitare di sfiorare certi limiti usando parole offensive con ogni sorta di malignità. Si parla anche di cruccio e ira. L’ira inizia con un’offesa, dopo la quale può subentrare frustrazione e rabbia. Se quest’ira non va affrontata adeguatamente si sviluppa in cruccio. Un cruccio è una miscela esplosiva tra ira e amarezza. Se anche l’ira fosse giustificata va subito eliminata Efesini 4:26 altrimenti si sfocia in reazioni negative e dannose. È indispensabile perdonarsi prima di andare a dormire, evitando così di dare spazio al diavolo Efesini 4:27.
Una frase che spesso si ripete oggi è quella del “chiarimento”. In realtà questo intervento, che vorrebbe facilitare la riappacificazione tra le parti coinvolte in qualche fraintendimento, spesso conduce ad altri motivi di litigio e ulteriori amarezze. L’attitudine errata in questi casi di solito è quella di voler difendere le proprie ragioni e definire chi ha torto e chi ha ragione, non si fa altro che rinfacciare le cose subite uno dall’altro.
La Scrittura intende “chiarimento,” sulla base del bisogno di una comprensione reciproca. È importante che ognuno capisca, non solo di essere stato offeso ma di aver anche offeso altri. Il salmista dice che Dio si ricorda che siamo polvere, quindi fragili. Se noi possiamo sbagliare non ci dimentichiamo che anche altri possono sbagliare. Solo una vita nutrita dalla Parola di Dio e la preghiera produrrà quei sentimenti di bontà così indispensabili per essere persone che si adoperano per la pace Colossesi 3:12-14
    Esercitare il dialogo
Nella vita familiare il dialogo e la capacità di comunicare sono fondamentali per conservare l’armonia. È necessario sapere come comunicare, trasmettere e partecipare i propri sentimenti, pensieri, idee e stati d’animo. Noi comunichiamo il nostro affetto sia verbalmente che fisicamente.
Quando diciamo di amare il nostro coniuge o figli creiamo un senso di continua sicurezza, anche una forma non verbale di affetto, come una carezza o un abbraccio che sono ottimi metodi di comunicazione.
Non sottovalutiamo la necessità di esternare il nostro affetto, non assumiamo che sia scontato che gli altri in famiglia sanno che li amiamo. È un’esigenza umana essere sempre ricordati in modo tangibile che siamo amati.
Per comunicare è bene sapere quando bisogna parlare e quando rimanere in silenzio cfr. Proverbi 15:2. Quando generalizziamo possiamo lasciare la porta aperta a interpretazioni sbagliate quindi, è importante usare un linguaggio attento, schietto e sincero Matteo 5:37; Colossesi 4:6.
Dialogare significa anche essere dei bravi ascoltatori cfr. Giacomo 1:19. È importante coltivare un’atmosfera serena dove ogni membro si sente libero di condividere con qualcuno della famiglia i suoi pensieri. Dove non ci si sente liberi di esprimere una parola si crea frustrazione e tensione. Sicuramente come rispondiamo alle cose che gli altri ci dicono condizionerà futuri dialoghi. Anche quando non condividiamo le stesse idee, cerchiamo una risposta dolce per evitare di inasprire le anime Proverbi 15:1, 25:11.
C’è pochissimo dialogo nelle famiglie di oggi, ognuna è presa dalle sue attività e con il proprio ritmo giornaliero. Si può essere tanti in casa, eppure, sentirsi da soli perché non c’è nessuno disposto ad ascoltare. Gesù prende del tempo per ascoltarci e anche di risponderci. Essere disposti al dialogo dimostra che ci interessiamo davvero del nostro prossimo.
    Evitare l’egoismo Romani 12:9,10; 15:1,3
L’amore non è egocentrismo, ma è dono di sé, quindi la considerazione degli altri e delle loro esigenze che vengono prima delle nostre. Ci sono dei modi pratici per evitare l’individualismo in famiglia:
   Progettare insieme — è bello pianificare insieme come famiglia, per esempio le vacanze, qualche acquisto per la casa, la scelta di una nuova macchina è così via. C’è armonia quando l’opinione di ognuno è sentita, naturalmente ci vuole maturità nel non pretendere che solo il nostro suggerimento deve essere accolto.
   Lavorare insieme — quando i lavori in casa sono ben distribuiti tra i vari membri nessuno si sente appesantito o “sfruttato”, a volte fare le cose insieme è un modo per sviluppare un senso di collaborazione e avvicinamento.
   Imparare insieme — scegliere di leggere un libro insieme. Spronarsi a meditare qualche brano della Bibbia o fare qualche ricerca su un argomento biblico per poi condividerlo con la famiglia. Genitori e figli che decidono di frequentare un corso di qualsiasi genere insieme o dedicarsi allo stesso hobby.
   Svagarsi insieme — Stabilire una passeggiata periodica o un’uscita in comune. Una giornata da dedicare al relax come una famiglia.

Quando si vive isolati l’uno dall’altro si ha la tendenza di vedere il mondo da un punto di vista personale e individuale, stare con gli altri invece, allarga i nostri orizzonti e ci rende delle persone più socievoli e in grado di armonizzare con altri.
Per non essere egoisti bisogna vivere mettendosi nei panni degli altri così da apprezzare ciò che fanno per noi e capire le difficoltà che essi possono affrontare. Gesù, nella sua incarnazione, fece un gesto davvero altruista, vivendo come noi per scoprire per esperienza cosa significa essere un uomo Ebrei 4:15.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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