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:: Le Vittorie della Fede — Lezione 5


“Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo;
e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede…”

(1Giovanni 5:4)
Testo di Lettura: Giosué 5:13; 6:5
La conquista di Gerico era stato un primo passo molto importante. Una sconfitta o il subire gravi perdite nella prima battaglia in Canaan sarebbero state brutti colpi per Israele e Giosuè.
Gerico non era una città qualsiasi, quindi la prima battaglia era in un certo senso anche la più difficile. Questa città si trovava nella valle del Giordano a circa otto chilometri dal fiume. La pianura sulla quale sorgeva era celebre per la sua fertilità. L’archeologia ci dice che le mura di Gerico erano formate da una duplice muraglia di mattoni alta ben nove metri. Il muro esterno era spesso due metri, poi c’era uno spazio vuoto di circa 5 metri ed un altro muro interno di quattro metri.
Il fatto che i cittadini di Gerico, di fronte ad Israele, si sono barricati dentro, dimostra, in un certo senso, il loro rifiuto di accogliere Dio e il suo popolo, e allo stesso tempo, considerando l’imponenza della città, la situazione ardua che Israele doveva affrontare.
Gerico significava “Città della luna”, probabilmente fu una città edificata in onore al dio della luna. Simbolicamente notiamo quindi uno scontro tra Javè l’iddio d’Israele e il dio di Gerico. Questa battaglia ci presenta la strategia che Dio voleva implementare e i passi di successo necessari per ottenere la vittoria.
    Chi è al comando?
È necessario sapere chi è al comando e a quale voce bisogna dare ascolto. L’incontro che Giosuè ebbe nel capitolo 5 con il capitano dell’esercito del cielo ha chiarito chi doveva guidare il popolo in battaglia Giosué 5:13-14. Dio si è rivelato a Giosuè in un momento cruciale affinché fosse assicurato della presenza divina, come Mosè ebbe la sua esperienza con Dio “nel pruno ardente” così Giosuè ebbe il suo incontro speciale.
Giosuè non aveva difficoltà nel ricevere e ubbidire le istruzioni ricevute. Capì dalla risposta ricevuta che non era tanto Dio che doveva essere dalla parte sua quanto il popolo dalla parte di Dio.
La ribellione di altri non dovrebbe influenzare la nostra ubbidienza al Signore; purtroppo spesso capita che sono gli esempi negativi ad influenzare il credente invece che quelli positivi. Quando ciò succede è dimostrazione di immaturità o mancanza di vere convinzioni.
    I metodi di Dio sono sempre quelli giusti
Marciare, suonare la tromba e mandare un urlo non sono dei tipici metodi di guerra, era però il modo con cui Dio voleva conquistare Gerico. La fede in Dio ci fa vedere la vittoria a portata di mano, mentre il dubbio ci fa vedere la sconfitta e produce timore, insoddisfazione e un’attitudine di inquietudine.
Il metodo scelto ebbe due scopi: fare innervosire i nemici, creare in loro perplessità e mandarli in confusione. Quando Dio è all’opera spesso i suoi nemici sono confusi perché non riescono a capire cosa Dio sta facendo.
Il metodo avrebbe messo anche alla prova la pazienza e la perseveranza d’Israele. Credere e ubbidire al comando di Dio per qualche giorno è facile ma continuare senza vedere risultati fino al l3esimo giro non è così facile. L’unico modo per camminare con Dio è in ubbidienza Amos 3:3; Colossesi 2:6-7.
Impariamo da Giosuè e dal popolo di Israele ad attenerci scrupolosamente alle direttive di Dio per vedere la Sua gloria manifestata e realizzare la Sua vittoria.
    Il modo migliore per ascoltare la voce di Dio, a volte, è quello di rimanere in silenzio Giosuè 6:10.
Il popolo seguì il Signore in silenzio. L’ordine di non parlare era essenziale per evitare che parlando tra di loro si sarebbe creato mormorio e scoraggiamento. Il silenzio era così importante affinché il popolo non si mettesse a rispondere agli eventuali insulti e provocazioni lanciate dai nemici posizionati sul muro della città. Quando la nostra “carne fa rumore” è difficile seguire i suggerimenti sussurratici da parte dello Spirito Santo.
La ribellione è rumorosa e fa perdere tanto tempo senza produrre cose concrete. L’ubbidienza è silenziosa, massimizza il tempo e produce dei risultati straordinari. Il silenzio e l’ordine, hanno potuto incutere paura agli sconcertati abitanti di Gerico. Sentire il suono delle trombe, chiaro e forte, senza il vocio di 2 milioni di persone, uscire da un gruppo in marcia, sereno e composto, fece rendere conto loro di trovarsi di fronte ad un popolo particolare.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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