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:: L’Evangelo per Tutti — Lezione 7

“Allora Pietro, cominciando a parlare, disse:
«In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali;
ma che in qualunque nazione chi Io teme e opera giustamente gli è gradito.
Questa è la parola ch’Egli ha diretta ai figli d’Israele,
portando il lieto messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo.
Egli è il Signore di tutti.”
Atti 10:34-36

Testo di lettura: Atti 10; 11:1-18
I primi credenti erano tutti Giudei e come tali, per loro sembrava inconcepibile che si potesse avere comunione con uno straniero (Gentile), se quest’ultimo non fosse prima passato attraverso la Legge di Mosè. Dio invece aveva pensieri ben diversi e dovette liberare la chiesa nascente da qualsiasi forma di pregiudizio, la quale avrebbe impedito loro di realizzare appieno il mandato lasciatogli da Cristo e il motivo dell’effusione dello Spirito Santo Marco 16:15; Atti 1:8.
    1. Il pericolo dei pregiudizi Atti 10:9-15
In quest’episodio vediamo come Dio aiutò Pietro a superare i suoi pregiudizi e le false assunzioni nei confronti degli stranieri. I pregiudizi tendono a bloccare buoni rapporti, comunicazione e collaborazione. Il credente prima di poter vedere le situazioni nell’ottica di Dio, deve essere disposto ad abbandonare certi pregiudizi. Occorre chiedere a Dio di trasformare i cuori e le menti dandoci la sua visione delle cose.
Pietro ha dovuto superare i suoi sentimenti di orgoglio, auto giustizia e le sue tradizioni ebraiche che gli impedivano di raggiungere tutti coloro che avevano bisogno di Cristo. L’apostolo imparò dell’imparzialità di Dio e di come anche tra gli stranieri ci fossero delle anime preziose e desiderose di credere in Gesù Atti 10:28,34.
Non solo Pietro ebbe problemi con i suoi pregiudizi ma anche i “credenti circoncisi” di Gerusalemme Atti 11:1-3. Essi erano pronti a disputare con Pietro perché avevano giudicato già e criticato il fatto che egli avesse trascorso qualche giorno in casa di Cornelio. Questo dimostra ch’erano prima di tutto più preoccupati dei loro pregiudizi che dell’avanzamento dell’Evangelo e poi, che, avevano dimenticato che Gesù aveva sacrificato la vita per ogni anima perduta Giovanni 3:16.
    2. La Necessità della salvezza Atti 10:1-8.
Cornelio possedeva tante caratteristiche che noi credenti dovremmo avere, eppure era un uomo perduto. Cosa dice la bibbia di quest’uomo:
  • È una persona religiosa, buona e sincera: era pio e timorato di Dio
  • È una persona che influenza positivamente la sua famiglia: temeva Dio con tutta la sua famiglia. Pur non avendo la grazia di Dio egli insegnò ai suoi il rispetto verso Dio.
  • È una persona fervente:
    Nelle preghiere — pregava Dio assiduamente
    Nella generosità —faceva molte elemosine al popolo
Eppure, tutte queste cose non potevano sostituire la fede che viene dall’ascolto dell’Evangelo che Pietro gli avrebbe annunziato Atti 11:14; Giovanni 3:3-5

È opportuno considerare la reazione che Cornelio ebbe di fronte all’apparizione dell’angelo che lo avvertiva di mandare a chiamare Pietro Atti 10:30-33. Intanto notiamo che l’angelo non gli predicò l’Evangelo, perché questo compito non è stato affidato agli angeli, bensì ai credenti.
Cornelio non discute con Dio, egli accetta le parole dell’angelo, che senz’altro rispecchiano i suggerimenti dello Spirito Santo al cuore di questo centurione romano. La sua umiltà è frutto della sua sincerità, era disposto ad ascoltare il messaggio della via della salvezza. Non procrastinò, mandò subito a chiamare Pietro, il domani è la cosa più incerta nella nostra agenda personale. Cornelio credette alla predicazione di Pietro.
    3. La Pentecoste dei gentili Atti 10:44-46
Pietro e gli altri giudei con lui, di fronte all’opera potente dello Spirito Santo dovettero riconoscere il piano di Dio per gli stranieri, e riconoscere quegli uomini come loro fratelli e membri della chiesa di Cristo. La pentecoste è presente nella conquista delle anime.
La potenza della pentecoste è strettamente associata alla proclamazione dell’Evangelo a tutti gli uomini, alla salvezza delle anime e ad offrire a tutti l’invito della grazia di Dio. La pentecoste spinge operai nel campo e il popolo di Dio a pregare con fervore per i perduti. Essere pentecostale senza una visione per il mondo che perisce e il desiderio di raggiungerlo non ha senso Atti 11:17-18.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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