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:: Il "Segno Iniziale" del Parlare in altre lingue


    Introduzione
Nel leggere il capitolo degli Atti 2 degli Apostoli è evidente che la discesa dello Spirito Santo nel giorno della Pentecoste fu accompagnata da diverse manifestazioni.
Suono come di vento impetuoso (Atti 2.2)
Lingue come di Fuoco (Atti 2:3)
Parlare in altre lingue (Atti 2:4)

A differenza di tutte le altre manifestazioni esterne, quella del parlare in altre lingue accompagna sempre il battesimo nello Spirito Santo.
Aggiungo una nota curiosa: questo fenomeno spirituale è evidente esclusivamente nel Nuovo Testamento. Nell’Antico Testamento si può trovare ogni altro tipo di manifestazione, per esempio i miracoli, le guarigioni, le profezie mentre il "parlare in altre lingue" è manifesto nella Scrittura per la prima volta nel giorno della Pentecoste. Si tratta, dunque, di un’esperienza identificabile soltanto con la chiesa di Cristo Gesù.
    I. Una prova esteriore evidente
Nell’esperienza del battesimo il parlare in altre lingue funziona come un segno da aspettare, il quale accerta e indica un battesimo avvenuto. Gesù profetizzò di questo segno Marco 16:17. Non si può limitare ad un'esperienza personale interiore, ma bensì ad un evento percettibile ai sensi. Un segno preciso, una manifestazione esteriore ben definita che dà al credente una prova chiara e certa.
Il libro degli Atti ci dà ampia prova di questa ricorrenza stabilendo così questo principio dottrinale.
Il giorno della Pentecoste Atti 2:4
I credenti di Samaria Atti 8:14-19
Saulo da Tarso Atti 9:17; 1Corinzi 14
La famiglia di Cornelio Atti 10:28
I credenti di Efeso Atti 19:1-6
    II. Come si verifica questo segno iniziale?
Chi riceve il battesimo nello Spirito Santo avverte una sensazione profonda della presenza di Dio, cerca parole per esprimere la sua gioia ma non trova quelle adatte. In quel momento per virtù dello Spirito Santo viene data una lingua a lui sconosciuta per glorificare Dio.
Nel termine "parlare in lingue" non c'è nulla che ci deve fare pensare all’eccitamento, l’estasi o il delirio. Certamente le emozioni sono coinvolte e ci si sente toccati in maniera particolare dalla presenza di Dio, ma questo non vuol dire avere un atteggiamento frenetico, esagerato e confusionario.
Le reazioni che gli individui possono mostrare sono singolari e diverse. Nessuno riceve lo Spirito Santo nello stesso modo, cioè ognuno può avere delle reazioni diverse, ma il segno è uguale per tutti. Non dobbiamo pensare ad un metodo standard. Anzi, è meglio non pensare né a manifestazioni o reazioni ma semplicemente cercare Dio con tutto il cuore.
    III. Qualche ostacolo comune al battesimo nello Spirito Santo
Ho preso in considerazione tre particolari che potrebbero avere qualche elemento frenante a riguardo il battesimo nello Spirito Santo.
Non dare spazio all’adorazione e alla preghiera. È importante che non viviamo il nostro rapporto col Signore con un senso di fretta. Dove si dà poco spazio alla ricerca della presenza del Signore si può creare facilmente un blocco psicologico, in quanto i credenti non sono abituati a spendere tempo davanti al Signore o non si sentono liberi di farlo.
Esiste la paura di simulare delle "altre lingue" e non realmente parlare guidati dallo Spirito Santo. Se qualcuno ha questi timori occorre ricordare che Dio è un buon Padre che dà soltanto buoni doni ai suoi figli. Bisogna che ti arrendi con fiducia al Signore avendo completa certezza che se hai pregato di ricevere Lui ti battezzerà.
Può darsi che l’ostacolo sia la vita incoerente di alcuni che affermano d'essere battezzati nello Spirito Santo. Questo per te diminuisce il valore del battesimo in quanto ti chiedi: "ma a che serve realmente il battesimo se infine ci si comporta in un certo modo?" Per aiutare a superare una tale valutazione bisogna sapere che la Bibbia non insegna che il battesimo nello Spirito Santo produce una perfezione assoluta nel credente. Purtroppo, si rimane ancora "difettosi". Ciò non giustifica un comportamento irresponsabile. Chi è battezzato nello Spirito Santo ha il dovere di onorare il dono fattogli da Dio. Si deve continuare a crescere e maturare dando ampio spazio allo Spirito Santo di sviluppare il suo frutto in noi. Non bisogna mai enfatizzare la potenza trascurando il carattere cristiano, nell’essere pentecostali non dimentichiamo d’essere cristiani. Detto questo, è errato basare una verità dottrinale sul comportamento di qualcuno, per esempio, noi non smettiamo di credere in Gesù e nella fede cristiana solo perché qualcuno non vive come si deve, sarebbe assurdo.
    IV. Duplici manifestazioni e funzioni delle lingue
Per quanto riguarda quelli che hanno ricevuto il battesimo nello Spirito Santo è importante notare come la Bibbia descrive due manifestazioni e due funzioni delle e per le lingue.
Una è il "segno" (semeia - Marco 16:17) delle lingue, cioè l’evidenza iniziale donata (dorea) ai credenti. La seconda, invece, è il "dono o carisma" (charisma) delle lingue e si riceve dopo il battesimo nello Spirito Santo, ma non è dato a tutti. La prima è per edificazione personale, il secondo per esortazione pubblica.
Le lingue per edificazione personale nella preghiera privata 1Corinzi 14:2-4. La glossolalia è esercitata dal credente nei momenti di devozione privata, quando nell’intimità egli comunica con Dio 1 Corinzi 14:23. È proficuo che il credente preghi in altre lingue quando è da solo nella presenza di Dio per fortificare il suo uomo interiore, spesso è anche un mezzo per esprimere ciò che sente ma che non riesce ad esprimere con le parole 1Corinzi 14:5; Romani 8:26; 1Corinzi 14:14; Efesini 6:18.
Le lingue per l’esortazione pubblica. Le "lingue" pubbliche o il carisma delle lingue deve essere esercitato con integrità in modo tale da preservare l’ordine e il decoro nell’andamento dell’adorazione. Lo Spirito Santo si manifesta per edificare, per realizzare ciò ogni cosa che viene fatto si deve svolgere in un’atmosfera serena priva di ogni imbarazzo e confusione 1Corinzi 14:26,40. Il carisma delle lingue sarà di edificazione alla chiesa quando accompagnato dal dono dell’interpretazione 1Corinzi 14:5,28. Ricordiamoci che lo spirito è sottoposto al profeta e quindi viene esercitato con auto controllo, discernimento e buon senso 1Corinzi 14:40. L’autore, proprietario e dispensatore dei doni è lo Spirito Santo il quale distribuisce a ognuno come vuole secondo le esigenze che si presentano di volta in volta. Nessun dono è dominio o possessione esclusiva dell’individuo. I doni sono dati alla chiesa per l’edificazione dell’intero corpo in appoggio al ministerio della Parola e non per alimentare l’ego di nessuno 1Corinzi 12:1-11.

Il battesimo nello Spirito Santo Formato pdf La pienezza dello Spirito Santo




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