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:: La Pienezza dello Spirito Santo


Introduzione

È fondamentale precisare che il battesimo nello Spirito Santo non è un’esperienza statica, in nessun modo deve limitarsi ad un evento unico e isolato della nostra vita cristiana.
La Scrittura esorta ad una vita ripiena di Spirito Santo Efesini 3:19; 5:18. Gli stessi credenti dopo il giorno della Pentecoste avvertirono l’esigenza d’essere ancora ripieni.
È interessante notare come ogni volta che la Bibbia parla di uomini di fede del Nuovo
Testamento (Stefano Atti 6:6; Paolo Atti 13:9; Barnaba Atti 11:24) usa l’espressione "ripieno o ripieni di Spirito Santo" e non semplicemente battezzati nello Spirito Santo proprio per rendere chiara l’idea che "la pienezza dello Spirito Santo" non è un semplice evento ma una condizione costante di vita.
    I. Un battesimo, molte pienezze
Il battesimo nello Spirito Santo è l’esperienza iniziale che introduce il credente a questa "pienezza", che dovrà poi consistere in uno sviluppo e mantenimento della stessa. Analizziamo alcuni testi biblici per comprendere delle differenze anche nella terminologia che è usata:

PLETHOS - Atti 2:4; 4:8; 4:31; 9:17. Il verbo utilizzato in questi versi ha un significato ben preciso "una pienezza temporanea", ciò è sempre usato con riferimento al battesimo nello Spirito Santo.

PLEROO - Luca 2:40, Giovanni 12:3; Atti 5:3,28; Efesini 3:19; 5:18. I termini pieno o ripieni risalgono all’originale dal significato di "una pienezza permanente", come nel caso dei sette diaconi eletti per la mensa Atti 6:3.

L’esortazione di Paolo agli Efesini è categorica "Siate ripieni dello Spirito" Efesini 5:18. Le parole sono molto forti e giungono come un imperativo, precisamente significano "mantenete la pienezza" o "continuate ad essere ripieni".

Occorre realizzare un rinnovamento continuo, ravvivando costantemente la potenza dello Spirito Santo nei nostri cuori (cfr. 2Timoteo 1:6-8; Efesini 6:10).
    II. Credenti Ripieni dello Spirito Santo
Prendiamo in considerazione alcuni aspetti tratti dall’esortazione di Paolo relativi al credente ripieno dello Spirito Santo.

 
Cuori gioiosi - Efesini 5:19.

La gioia del Signore è la nostra forza. Abbiamo affermato precedentemente che lo Spirito Santo dà forza al credente, e come conseguenza anche gioia. Paolo menziona una manifestazione specifica di gioia; gli impulsi dello Spirito Santo che spinge il credente verso il canto al Signore. Questa è un’espressione salutare e indispensabile nella vita del credente e della chiesa. La pienezza dello Spirito Santo mantiene il credente allegro mentre salmeggia col cuore al Signore.
Il libro più voluminoso dell’intera Bibbia è quello dei salmi che è in realtà un meraviglioso innario. Un insieme di lodi che venivano accompagnate da musica sacra e cori utilizzati per comunicare con Dio e per edificare la propria vita di fronte ad ogni tipo di circostanza. Quant’è importante accogliere i numerosi inviti di questo libro: "Cantate al Signore". Memorabile è l’ultimo, il Salmo 150, Dio ci aiuti a metterlo in pratica. Ci sia pienezza di canto e di lode nei nostri cuori.
Paolo e Sila cantando hanno potuto ottenere vittoria mentre erano in prigione. Prima che Gesù affrontasse la croce, Egli con i discepoli elevò un inno come preparazione di fronte alle sofferenze.
Gioia spirituale manifestata col canto che esce dal cuore edificherà la chiesa e allo stesso tempo glorificherà Dio.

Cuori riconoscenti - Efesini 5:20.

Un cuore riconoscente è una caratteristica del credente ripieno dello Spirito santo. Continui lamenti e il mormorio non si addicono alla pienezza dello Spirito Santo. La gratitudine è invece quel sentimento che esprime il riconoscimento per le benedizioni ricevute. La gratitudine sa apprezzare, è l'espressione più chiara del riguardo che abbiamo di Dio Padre, per il fatto che noi dipendiamo totalmente da Lui, in quanto tutto ciò che possediamo è frutto del suo amore 1Corinzi 4:7.
Un cuore grato per "tutte le cose", sia quelle sicuramente buone, sia per quelle che non ci sembrano positive Giobbe 2:10. La pienezza dello Spirito Santo ci rende soddisfatti e contenti nello stato in cui ci troviamo. Il cuore, pieno dello Spirito, rende continuamente grazie Filippesi 4:4-6,11.

Cuori sottomessi - Efesini 5:21-33; 6:1-9.

La pienezza dello Spirito Santo aiuta il credente a riconoscere il proprio ruolo nella comunità e a rivestirsi d’umiltà. La sottomissione che deriva da un senso di rispetto per i fratelli e dal riconoscimento dei diritti altrui, sarà reciproca.

Conclusione

Credo che il mantenimento dello Spirito Santo vada affrontato in modo molto simile alla ricerca del battesimo nello Spirito Santo. Occorre ubbidienza, desiderio, amore, fede e un senso di totale dipendenza dal Signore. Un contatto continuo con la Parola, con la preghiera e con il popolo del Signore. Siamo il tempio dello Spirito Santo, dobbiamo dunque tenere ben pulito il nostro cuore.
Le parole di Paolo spiegano bene il sentimento che ogni credente deve avere durante tutta la vita, ciò sarà produttivo per qualsiasi cosa: Filippesi 3:12-16.

Il segno iniziale iniziale del parlare in altre lingue Formato pdf Risultati pratici del battesimo nello Spirito Santo




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