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:: Rassicurati da Gesù
   Giovanni 14:1-3

È un brano della parola di Dio che mostra il bisogno di esser rassicurati dal signore così da essere liberati da ogni ansia e perplessità per il futuro. Alla luce degli eventi che stavano per accadere ai discepoli, specificamente quella della dipartenza di Gesù, essi avevano bisogno di parole di conforto. È meraviglioso considerare quanto amore e affetto Gesù aveva per gli undici, pronto a confortare loro anche se Egli stesso stava vivendo momenti di grande angoscia cfr. Giovanni 13:21.

Consideriamo dunque i primi tre versi e le parole espresse dal Signore.

"Il vostro cuore non sia turbato…" Il cuore è il fulcro dei sentimenti e della fede, e anche la fonte da dove vengono sprigionati le parole e le azioni di ogni uomo Matteo 12:34; 15:19; 22:37; Romani 10:10. Purtroppo il loro cuore era pieno di un miscuglio di sentimenti Gesù sta esortando i discepoli di non continuare ad essere tristi, turbati, agitati, confusi e perplessi. In seguito dà le motivazione per tutto questo.

"…abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me". I discepoli avevano già per mezzo di illuminazione divina, riconosciuto Gesù come il Cristo, il figlio di Dio. Però fino a quel momento la loro fiducia era posta in un Gesù che vedevano, qualcuno che dimorava fisicamente insieme a loro. Il Signore dice loro, credete in Dio ch'è invisibile, credete nel suo amore, anche se non avete mai visto una sua forma, credete nella sua cura e nella sua mano che vi guida e protegge. Credete nello stesso modo in me. Non mi vedrete però non dovete dubitare della mia esistenza, del mio amore, della mia cura per voi. Noi troviamo conforto in Cristo pur non avendolo visto lo amiamo 1 Pietro 1:8 Ovviamente la frase di Gesù presenta in modo chiarissimo la sua eguaglianza al Padre e quindi la Sua divinità, in quanto la stessa fede posta nel Padre va posta anche nel Figlio. Se non fosse così Gesù avrebbe incoraggiato l’idolatria.

"Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore" È interessante notare che Gesù è l’unico che usa l’espressione la casa del Padre mio. La usa in tre occasioni. In riferimento al tempio di Gerusalemme Giovanni 2:16 Quest’espressione si ritrova nella Parabola del figlio prodigo nel momento in cui il figlio maggiore sente musica che viene dalla casa del padre, qui viene associata con un luogo di gioia e felicità. Invece nel testo di Giovanni è collegato alla dimora finale dei credenti.

Le glorie del cielo ci vengono presentate nel Nuovo Testamento in vari modi. Si riferisce al cielo come ad:
  • un paese o patria Luca 19:12; Ebrei 11:16… denota la sua estensione e immensità;
  • una città Ebrei 11:10; Apocalisse 21. per indicare la densità della sua popolazione;
  • un regno 2 Pietro 1:11 esprime l’ordine e rispetto delle norme;
  • paradiso Luca 23:43; Apocalisse 2:7 enfatizza le sue delizie.
  • La casa del Padre che parla di permanenza in contrasto con l’idea di una tenda e quindi precarietà.

  • "…molte dimore…". Il nostro Signore ci sta dicendo che c’è ampio spazio per i suoi discepoli in cielo. I redenti del passato, del presente e del futuro potranno essere tranquillamente accolti. Questa verità è intravista nella parabola del grande convito Luca 14:15-24. Gesù assicura i discepoli che non li stava ingannando, non offriva loro una falsa speranza.

    "…io vado a preparavi un luogo" Gesù si è procurato il diritto tramite la sua morte di precederci in cielo ed aprirci la via e il varco. Egli ha preso possesso per conto dei redenti, come Sommo Sacerdote ha portato i nostri nomi nel luogo Santissimo. Dio non ha mai portato il suo popolo in un luogo non pronto per accogliere loro. In eden Egli ha primo piantato il giardino poi ha messo Adamo, lo stesso fece con Israele nel portare loro in Canaan Deut. 6:10,11.

    "Tornerò…" Il Signore non manderà qualcuno a prenderci ma egli stesso verrà per accoglierci. Apriamo una piccola parentesi riguarda il rapimento della chiesa. Ci sono tre principali testi nel Nuovo Testamento su questo argomento Giovanni 14:1-3; 1Tessalonicesi 4:13-18; 1Corinzi 15:51-57.

    Vi sono alcuni componenti importanti inclusi nel rapimento:
  • La presenza fisica e personale di Cristo.
  • La risurrezione di color che sono morti in Cristo.
  • Un mutamento dei credenti viventi.
  • Un gloriosa riunione.
  • Il ricevere un corpo glorificato.
  • Tutto avverrà con estrema velocità.
  • Dio ha promesso alla chiesa la liberazione dall’ira divina futura 1Tessalonicesi 1:9-10; 5:9; Apocalisse 3:10. La chiesa aspetta ansiosamente di vedere il Signore a non andare incontro ad un periodo di tribolazione e ira divina 1Corinzi 1:7; Tito 2:13; Filippesi 3:20. I credenti vivono nell’ottica d’incontrare il Signore in qualsiasi momento Romani 13:11-14; Giacomo 5:7-8; 1Giovanni 3:1-3.

    "…vi accoglierò presso di me…siate anche voi". Il termine accogliere o ricevere indica come lo Spirito Santo a cui è stato affidato la cura della chiesa "nell’assenza" del Salvatore, consegnare quando è giunto il momento opportuno tutto nelle mani di chi ha completato appieno l’opera della salvezza Saremo accolti da Lui, averci è il suo desidero più profondo, essere insieme a Lui. Al ladrone sulla croce Gesù disse: "oggi sarai con me in paradiso". Il Signore aveva fatto questa promessa già precedentemente Giovanni 12:26 e lui ha pregato e prega per il suo adempimento nella vita di ogni suo discepolo. Giovanni 17:24.





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