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:: “Ricevere la rivelazione divina” —  Lezione 5

“A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito… Così nessuno conosce le cose di Dio
se non lo Spirito di Dio… Ma l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio,
perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere…” 
1 Corinzi 2:10-14

Testo di Lettura: 2 Timoteo 4:1-8
È fondamentale avere la giusta attitudine nei confronti di Dio. Vediamo insieme cinque caratteristiche di una chiesa che Dio usa:
    1. Una chiesa che sa di dover dare conto a Dio 2 Timoteo 4:1.
Paolo ricorda Timoteo, ma allo stesso ognuno di noi, del giorno in cui saremo davanti a Dio il quale valuterà il nostro operato. Questa consapevolezza e speranza ci aiutano a purificarci ed impegnarci 1 Corinzi3:11-15; 1Giovanni 3:3.
    2. Una chiesa che trasmette l’insegnamento della Scrittura 2 Timoteo 4:2.
L’esortazione primaria presente in questi versi è la predicazione della “Parola” (Bibbia).
     Una predicazione dedicata ad insegnare “Tutto L’Evangelo”. Non sempre le chiese cristiane di oggi sono fedeli a comunicare l’intero messaggio di Dio. Alcune evitano certe porzioni per paura di offendere qualche visitatore, eppure vi sono tanti che vorrebbero sapere esattamente cosa dice la Bibbia ed è la responsabilità della chiesa farlo sapere. Non sempre troviamo persone d’accordo con l’insegnamento della chiesa però almeno sapranno qual è la vera posizione biblica. Capita pure di non volere mettere i credenti a disagio trattando certi temi, invece una vera crescita, in certi casi, inizia da un senso di disagio che in realtà è sinonimo di risveglio. Paolo parla addirittura di una “tristezza positiva” necessaria per il ravvedimento 2 Corinzi 7:9-11.
     Una predicazione profetica. Profetica non nel senso di predire il futuro, ma l’idea è quella degli interventi dei profeti dell’Antico Testamento quando dovettero, da parte di Dio, richiamare e riprendere il popolo d’Israele. Il termine usato, rimprovera, vuole dire “esprime con forza un disappunto verso qualcosa”. Una chiesa quindi, che non teme di prendere delle posizioni decise anche quando sono  impopolari.
     Una predicazione che attende una reazione. Quando la parola ci incoraggia in realtà significa che sprona il popolo a realizzare praticamente il messaggio ricevuto. Si risponde alla parola predicata e ci si aspetta che tutti la mettano in pratica.
     Una predicazione fatta con perseveranza e pazienza. Non ci scoraggiamo se non vediamo subito dei cambiamenti e non ci lasciamo tentare di mettere da parte la Scrittura per raggiungere più velocemente determinati obbiettivi. Se è vero che cieli e terra passeranno ma la Parola di Dio rimane è altresì vero che rimane ciò ch’è fondato sulla Parola, mentre tutto il resto è destinato a scemare via.
     Una predicazione intelligente. “Ogni tipo di insegnamento” esprime accuratezza. Si corrono dei rischi quando la chiesa crede che lo sviluppo della mente sia una cosa poco spirituale. Non dimentichiamo che Gesù chiama ad amare Dio con tutto il cuore e con tutta la mente.
    3. Una chiesa che rifiuta di accontentare “il prurito di udire” 2 Timoteo 4:3-4.
Dove si sviluppano le seguenti attitudini si rischia di non lasciarsi usare da Dio ma di usarsi di Dio e di usare le cose di Dio per soddisfare le proprie ambizioni, i propri pensieri egoistici e i propri programmi individuali. Le attitudini sono:
     “Dimmi quello che voglio sentire” cfr. 1 Re 22:15-18
     “Voglio che la parola sia un intrattenimento e non un’illuminazione della volontà di Dio per me” cfr. Giacomo 1:22.
     “È meglio ciò ch’è facile e non ciò che richiede impegno” Proverbi 23:12.
     “Diamo più importanza a ciò che l’uomo pensa e non ciò che Dio dice” Proverbi 14:12 Si rischia di cadere nell’umanesimo. Per “umanesimo” non intendiamo benevolenza e interesse per l’umanità ma quella filosofia o modo di pensare che fa dell’uomo la misura di ogni cosa e considera la ragione umana la sola guida. Gli umanisti tolgono Dio dal Suo trono e mettono al suo posto la ragione umana come punto di riferimento. V’è in tutto questo il rifiuto di Dio e di una Legge superiore all’uomo; il risultato è una morale relativa, che lascia a tutti la libertà di agire secondo la propria giustizia e i propri interessi.
    4. Una chiesa che non si lascia distrarre 2 Timoteo 4:5
L’esortazione di Paolo a Timoteo fu quella a svolgere il compito di evangelista, cioè essere impegnato nel divulgare la “buona novella”. I problemi della chiesa di Efeso non dovevano distrarlo dall’annunciare al mondo intorno il messaggio della salvezza. Dio si usa di chiese che hanno una visione per i perduti e non si dimenticano della loro missione Matteo 5:14-15, Eccl. 7:21.
    5. Una chiesa che aiuta ai credenti di finire la corsa 2 Timoteo 6-8.
I nuovi credenti nella fede sono pieni di entusiasmo e di uno zelo a volte idealistico. La chiesa deve sapere pascolare gli agnelli affinché maturino e non abbandonino il loro primo amore quando vengono afflitti da problemi e avversità. Quando l’attitudine è quella di una tenera nutrice che sa trasmettere una fede biblica, un’esperienza profonda e un amore sincero, Dio si userà di quella comunità per poter aiutare altri a raggiungere la meta 1 Tessalonicesi 2:6-8.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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