:: Ricordati dell’Iddio Onnipotente —
Lezione 10
“Sappi dunque oggi e ritieni bene nel tuo cuore che il SIGNORE è Dio lassù nei cieli,
e quaggiù sulla terra; e che non ve n’è alcun altro.” Deuteronomio 4:39 |
Testo di lettura:
Deuteronomio 4:31-40; 7:6-11
Deuteronomio significa
“ripetizione della legge”, è il quinto libro della Bibbia riespone la legge alla nuova generazione, nata e cresciuta durante la marcia nel deserto. È un libro che possiamo definire come uno di ricordi, il pensiero chiave è la richiesta di Dio di avere un popolo ubbidiente che si ricorda del patto. Il Deuteronomio proclama che Dio è uno, che l’uomo decaduto deve mettersi in regola con Lui, che il patto con Dio richiede da parte nostra ubbidienza, amore e giustizia.
Mosè, con pazienza, racconta le passate esperienze e le benedizioni così da spronare la fede e la speranza della nuova generazione, esortando di non dimenticare in nessun modo la Legge di Dio ma di osservarla e metterla in pratica dedicandosi ad un servizio attivo e consacrato al Signore.
È uno dei quattro libri dell’Antico Testamento citati più frequentemente nel Nuovo Testamento, gli altri sono
Isaia, i
Salmi e
Genesi. Quando Gesù fu tentato dal diavolo, egli ha risposto citando passi da
Deuteronomio 8:3; 6:16; 6:13. Per rispondere alla domanda su quale fosse il più grande dei comandamenti Gesù citò
Deut. 6:5. Nel
capitolo 18:15-19 troviamo un’importante profezia messianica a cui il libro degli
Atti fa riferimento
3:22-23; 7:37.
Considerando l’importanza di ricordare l’opera di Dio compiuta a nostro favore, Mosè ribadì più volte al popolo che avrebbe dovuto rammentarsi di Dio e di quello che Egli aveva fatto per loro, perché imparassero a preservare il loro rapporto di fedeltà con Lui
16:3; 9:7; 8:18.
Ricordare che siamo stati favoriti dalla grazia di Dio
Spesso capita di dimenticare che le benedizioni presenti e la nostra condizione spirituale favorevole di oggi è solo grazie al favore immeritato del Signore
I° Corinzi 15:9-10. In tutta l’esortazione di Mosè ad Israele, l’enfasi è posta sulla grandezza della benignità di Dio
Deut. 7:7-8. Il popolo è stato avvertito di attribuire le loro benedizioni e la loro prosperità unicamente alla grazia e potenza del Signore
Deut. 8:17-18.
Ricordare per essere grati al Signore
Quando dimentichiamo ciò che Dio ha fatto per noi, la fede viene meno e iniziamo a lamentarci di Lui. Quando ci ricordiamo, dimostriamo gratitudine
Salmo 103:2.
La gratitudine e il ricordare, stimolano la nostra fede al presente, siamo consolati e incoraggiati dalle liberazioni passate per confidare oggi nel Signore
I° Samuele 17:37.
Ricordare che l’ubbidienza porta benedizione
Un vero senso di gratitudine si manifesta con la nostra disponibilità ad osservare i comandamenti del Signore. Una disubbidienza da parte d’Israele era sinonimo di avere dimenticato il loro Dio
Deut. 4:39-40. Quando ci si rende conto che ogni cosa buona è scesa dalla mano del Padre Celeste non possiamo fare altro che ubbidire a tutto ciò che il Signore ci dirà.
Un particolare importante di tutto il libro di Deuteronomio è il legame tra fede ed ubbidienza. Questa formula di fede e ubbidienza avrebbe permesso al popolo di ereditare tutte le benedizioni promesse da Dio. L’assenza di fede e ubbidienza avrebbe aperto la porta ai giudizio di Dio, invece di benedizione ci sarebbe stata maledizione.
Deut. 28:1-20.
La bontà di Dio nel rigenerare i nostri cuori ha fatto si che, conoscessimo una vita nuova e con la Sua Parola scritta nei nostri cuori, la mettessimo in pratica per essere davvero felici.
Giacomo 1:18-25.
Ricordare la peculiarità della nostra identità
Israele esisteva per volontà di Dio, non sarebbe stata una nazione se non fosse stato Dio a chiamare Abramo al Suo servizio. Dio ha voluto un popolo che fosse il suo tesoro particolare e attraverso lui manifestare a tutte le nazioni la sua misericordia e la sua potenza. In Abramo tutte le nazioni sono benedette.
Genesi 22.17-18; Esodo 19:5-6
Dio ha acquistato per sé un popolo, la chiesa non deve dimenticare che siamo chiamati a testimoniare di Lui
I° Pietro 2:9-10.
Nell’ordinamento lasciatoci da Gesù, quello della Cena del Signore, siamo esortati a ricordare e proclamare che il Signore è morto per noi
I° Corinzi 11:23-26.
Come guida:
Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.