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:: "Riflessioni sulla preghiera"
    Giovanni 16:16-24

Alla fine del testo da noi letto, Giovanni 16:23-24, ci viene presentata la realtà di pregare al Padre nel nome di Gesù. Il Signore invita ai suoi discepoli di rivolgere i loro cuori, la loro attenzione e le loro richieste a Dio. Certamente i suoi discepoli non erano estranei alla preghiera, ma Gesù enfatizza la sua intercessione futura per loro presso il Padre. Egli solo avrebbe garantito loro pieno accesso al trono della grazia.
Queste parole erano motivo di fiducia e di gioia. Una vita di preghiera sarà efficace e salutare quando vissuta in un contesto di comunione con Dio Giovanni 15:7; 1Giovanni 3:22; 1Giovanni 5:14.
Nel considerare Gesù siamo impressionati dalla sua vita di preghiera. Lo vediamo svegliarsi presto la mattina per pregare, trascorreva le nottate in preghiera, lo scrittore agli ebrei scrive di preghiere elevate da Gesù con gran grida Ebrei 5:7. L’attività in cui Gesù ha consumato più energia è certamente la preghiera.
Tutto questo non vuole dipingere la preghiera incessante del credente come una realtà angosciante, lugubre e quasi punitiva. Anzi Gesù specifica che il risultato della preghiera è la gioia Giovanni 16:24.
La preghiera è un qualcosa che ci impegna parecchio, se vogliamo è un "impiego spirituale" che non concede ferie, siamo esortati dalla Parola di Dio a non cessare mai di pregare 1Tessalonicesi 5:17.
Una preghiera incessante non va associata con una particolare posizione da assumere o collegata ad un determinato posto. Vi sono momenti dove la preghiera è l’inginocchiarsi nella nostra camera segreta e debbono esserci tempi dove veniamo insieme ad altri credenti per cercare il Signore, ma soprattutto è un’attitudine di continua consapevolezza di essere alla presenza del Signore.Permettete l’esempio, è come se siamo sempre in rete o in linea con il Signore. Viviamo continuamente consci della nostra inadeguatezza personale e la nostra totale dipendenza da Gesù. Ciò non crea in noi un senso di timore, sconforto e paura ma vera gioia perché sappiamo che in ogni momento siamo beneficiari delle gloriose provvidenze e benedizioni divine. Siamo con Lui e Lui è con noi assistendoci stupendamente in ogni cosa 2Corinzi 12:9-10. Perché ci vuole tutto questo tempo e attenzione riguardo la preghiera? Qualcuno potrebbe affermare: "riesco in pochi minuti ad elencare a Dio le cose che mi servono e le cose che vorrei"? Forse si prega poco perché in realtà non si riesce, pensando alla preghiera, ad andare oltre al concetto che si tratta solo di un’attività egocentrica. Magari la preghiera non è entusiasmante perché si pensa che serve solo per poter ricevere le cose che vogliamo da Dio, forse è sempre questo motivo che fa pensare ad alcuni che non sia neanche utile pregare alla fine.
    Alcune Motivazioni per pregare senza cessare
1. Preghiamo perché abbiamo il desiderio che Dio sia glorificato Giovanni 14:13. Alla base non si prega per noi stessi ma per vedere Dio innalzato. Gesù insegnò ai discepoli di avere come obbiettivo il santificare il nome del Padre Luca 11:2, Matteo 6:9-10. Quindi si sta chiedendo che i suoi scopi, i suoi piani e la sua volontà siano realizzati nella tua vita e in quelli degli altri. Vorrei realizzare nella mia vita quelle risposte, quelle cose, quelle situazioni in cui Dio sarà grandemente innalzato.

2. Si prega perché si brama di stare con il Signore Salmo 42:1-2 Un cuore non necessariamente esprime una richiesta per sé stesso ma vuole semplicemente avere comunione con il suo Dio Salmo 84:1-2. Il mio pregare non cessi perché mi piace stare dove sei Tu Signore Salmo 27.

3. C’è il desiderio che Dio provvede per i bisogni ma anche per coloro che sono intorno a noi Matteo 6:11. È giusto e necessario che chiediamo al Signore di soddisfare le nostre esigenze materiali quotidiane.

4. Chiediamo a Dio in preghiera la Sua sapienza. Desideriamo discernimento così da evitare le tentazioni del diavolo Matteo 6:13; Giacomo 1:5 Il mondo è un campo minato e occorre una guida particolare da parte del Signore per sapere dove posare i nostri piedi.

5. Siamo spronati alla preghiera per essere liberati da alcune difficoltà. Le avversità e le pressioni della vita sono costanti, ogni giorno abbiamo delle sfide da affrontare e quindi solo gridando al Signore possiamo essere liberati Salmo 20:1.

6. Una preghiera cessante sarà motivata dal desiderio di non lasciarsi sopraffare dalle ansietà e preoccupazioni della vita. Quando impariamo che il nostro sollievo, mentale, emotivo è principalmente un problema spirituale e lo affrontiamo gettando i nostri pesi ul Signore trovando così un senso di profondo conforto Filippesi 4:6. La comunione con Dio darà all’anima tua pace e serenità. Se non stai bene con Dio non starai bene con te stesso.

7. È importante ricordare che un aspetto della preghiera è il ringraziamento Filippesi 4.6, il desiderio di riconoscere la bontà di Dio e lodare Lui per i suoi molteplici benefici. Avere cuori grati è importante soprattutto in momenti di prove, dobbiamo saper reagire di fronte ai problemi, sempre lodando Dio. Una tale attitudine darà stabilità alla vita del credente. Pregare con ringraziamenti, non tanto perché Dio ti risponderà come tu desideri, ma perché sai in anticipo che Lui non permetterà che nulla ti avvenga che sia troppo pesante per te da sopportare, perché sai che Egli coopererà tutto al bene e perché, Egli è l’iddio di ogni promessa e sai anche che se devi soffrire per un tempo, Egli lo permette per renderti perfetto e saldo nelle Sue vie 1 Pietro 5:10. Il risultato di un cuore grato nella preghiera è la pace di Dio, una pace che non ha niente a che fare con il tipo di risposta che uno riceverà Filippesi 4:7.

8. Una motivazione molto importante per pregare è il desiderio che abbiamo di essere liberati dalla colpa che avvertiamo quando pecchiamo Il Salmo 32:1-5 si commenta da solo e rende molto chiaro questa motivazione per pregare.

9. Siamo stimolati a pregare perché desideriamo la salvezza di chi è perduto. Quando passano per la nostra mente e pensieri quelle persone che conosciamo che non sono salvate sentiremmo urgentemente il bisogno di intercedere per loro Romani 10:1; 1Timoteo 2:1-4.

10. Paolo pregava motivato da un desiderio di vedere i suoi fratelli in Cristo crescere spiritualmente. Non cessava di presentare i credenti e le chiese davanti al Signore in preghiera perché voleva vedere ognuno prosperare nel loro cammino di fede Efesini 1:15-17.





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